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Cannes: Poetry e My Joy, per la prima volta l’Ucraina in concorso

Attualità, Eventi

19/05/2010

Secondo film coreano in Concorso, Poetry si può guardare come una parabola sul cinema. “La poesia – a cui fa riferimento il titolo, afferma Lee Changdongè come se qualcun’altro pensasse e sentisse al mio posto. Se qualcuno mi domanda perché io faccio dei film, io potrei rispondere: io racconto la vostra storia al vostro posto”. Per il cineasta coreano, il cinema divide in questo modo con la poesia il medesimo destino. “Che cosa significa scrivere una poesia in questi tempi dove quest’arte è così in declino? Questa è la domanda che voglio porre agli spettatori, e inoltre, un’altra domanda che pongo anche a me stesso: quale significato ha fare film di questi tempi in cui il cinema è minacciato”. Lee Changdong è stato per molto tempo ossessionato dal fatto di avere un compagno di collegio che è stato vittima di una violenza collettiva ma prima di potere scrivere di questa storia doveva trovare un titolo. E  mentre guardava un programma televisivo gli è venuto il titolo e di conseguenza la narrazione di Poetry. Mija ha sessant’anni, vive con il suo figlio più giovane e si occupa di un anziano signore. Il caso e la volontà portano la donna a seguire un corso di poesia che modifica il suo sguardo sul mondo. Mija si mette a cercare la bellezza in tutto ciò che la circonda, cosa a cui non aveva mai prestato alcuna attenzione prima. Ma il suicidio di una giovane ragazza le fa capire che la vita non è così bella come pensava... Mija è interpretata da Yun Junghee che non recitava da sedici anni ma che è stata una grande star del cinema coreano negli anni sessanta con 330 film all’attivo e 24 premi ricevuti.

Il 2010 segna un record per il Festival di Cannes, ovvero l’entrata in Concorso di un lungometraggio ucraino, evento che avviene per la prima volta nella storia della manifestazione. Si tratta di My Joy di Sergei Loznitsa, anche in lista per la Caméra d’Or (Premio come Migliore Opera Prima). My Joy racconta la storia di Georgy, un camionista che si perde nel paesaggio russo dopo avere sbagliato un’uscita dell’autostrada. A confronto con una fauna locale ostile, dura, la situazione non tarda a sfuggirgli di mano. Il fatto che non ci siano stati film ucrani o di altre repubbliche dell’est europeo negli ultimi anni è facilmente spiegabile con il fatto che molti di questi registi erano assimilati dal cinema sovietico, questo ovviamente prima dell’inizio dell’indipendenza dei Paesi che erano sotto l’Unione Sovietica a partire dal 1991.

Fuori Concorso ritorna Olivier Assayas, autore amatissimo a Cannes. L’ex-giornalista dei Cahiers du Cinéma e autore di pellicole indimenticabili porta al Festival Carlos, basato sulla vita del celebre terrorista venezuelano. Un film di cinque ore e mezzo che sarà presentato nella versione più breve. Carlos è ispirato dall’inchiesta giornalistica di Stephen Smith. La lunghezza del progetto si deve al fatto che, in un primo momento, il film era stato proposto ad Assayas per tre episodi che sarebbero stati programmati da Canal +. Edgar Ramirez, che abbiamo già ammirato in Domino di Tony Scott è Carlos, l’attore era anche nel cast di La Vengeance dans la peau (2007), e del Che di Steven Soderbergh, in Concorso a Cannes nel 2008.

Infine per quanto riguarda la giornata di oggi segnaliamo la LEZIONE DI CINEMA che terrà il nostro regista MARCO BELLOCCHIO, presente a Cannes, l’anno scorso, in Concorso con Vincere. Tra i protagonisti Filippo Timi e Giovanna Mezzogiorno, quest’ultima membro della Giuria di quest’anno presieduta da Tim Burton.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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