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Cannes: Ken Loach con Route Irish e Doug Liman con Fair Game

Attualità, Eventi

20/05/2010

Parte della stampa, soprattutto i quotidiani hanno già visto il nuovo film dell’impegnato e bravissimo Ken Loach dal titolo Route Irish, in quanto inserito in Concorso all’ultimo momento. Ma oggi, 20 maggio, ci sarà un’altra proiezione per chi non è riuscito ad entrare ieri sera. Route Irish di Ken Loach, che ha appunto raggiunto la Compétition tardivamente, è l’undicesimo lungometraggio che viene presentato al Festival di Cannes, dunque dieci dei suoi film sono stati selezionati in passato sempre per il concorso. Loach ha ottenuto nella sua carriera due Premi della Giuria: nel 1990 con Hidden Agenda  e nel 1993 con Raining Stones (Piovono pietre) mentre nel 2006 si è aggiudicato la Palma d’Oro con Il vento che accarezza l’erba. Questa volta il regista inglese ritorna con un dramma ambientato nella guerra in Iraq. Il film racconta la storia di due amici, innamorati della stessa donna, impiegati come agenti della sicurezza che lavorano per società private (ovvero i Contractor) in Iraq, che rischiano la loro vita in un villaggio devastato dalla violenza. Ken Loach conosciuto per i suoi film sociali e impregnati di realismo ha affermato a proposito di questo nuovo progetto: “La sfida è stata quella di trovare come descrivere un microcosmo che però riuscisse a suggerire una visione d’insieme: il conflitto non risolto, le contraddizioni che, quando è esploso, hanno rivelato però una prospettiva più grande”. L’attore Mark Womack che interpreta Fergus, il protagonista, racconta che il regista richiede sempre una grande preparazione ai suoi interpreti, con lo scopo che questi entrino in pieno il più possibile nella realtà del soggetto del film e che vivano in prima persona quello che stanno raccontando. E sempre a proposito del modo di lavorare con gli attori di Loach, l’attrice Andrea Lowe, che impersona Rachel, ha testimoniato: “Ho visto la maggior parte dei film di Loach e ho pensato, come la maggior parte della gente del resto, che si fondassero molto sull'improvvisazione. Ma non è affatto così in realtà, lui ha una sceneggiatura, magnifica, e la segue al dettaglio. L’improvvisazione può essere utilizzata solo per lo sviluppo del personaggio, se necessario, in fase di girato”. Ricordiamo che la sceneggiatura di Route Irish è sempre del fedelissimo sceneggiatore Paul Laverty che oramai collabora da anni con Loach. Il film sarà proiettato oggi, 20 maggio, alle 16.30 mentre la proiezione di gala sarà sabato 22 maggio alle ore 15.00 presso il Grand Théâtre Lumière.

Primo film presentato dal regista americano Doug Liman in Concorso al Festival di Cannes è Fair Game un film basato su un fatto vero quello dello scandalo Plame-Wilson del 2005. Valérie Plame – interpretata dalla splendida Naomi Watts – è un agente della CIA con l’incarico di lavorare al dipartimento di non proliferazione delle armi nucleari, che vede i suoi rapporti sul traffico di uranio tra il Niger e l’Iraq ignorati dall’amministrazione Bush per giustificare la scelta di intraprendere la guerra in Iraq. Questi fatti sono allora presi in mano da suo marito Joe Wilson (interpretato da Sean Penn che non sarà a Cannes perché deve scontare una pena non detentiva ma correttiva per cattivo comportamento, in quanto ha picchiato un paparazzo) che scrive un editoriale per il New York Times che, chiaramente, suscita una grande polemica. Poco tempo dopo, la copertura di Valérie Plame viene smascherata da tutti i media tanto che la sua carriera e la sua vita privata sono seriamente minacciate. L’espressione Fair Game è all’origine stata utilizzata dalla chiesa di Scientology per designare gli individui o gruppi che hanno tradito dei dogmi religiosi fondamentali. Una analogia nel destino di Valérie Plame, tradita dal governo americano che ha volontariamente divulgato alla stampa degli elementi sulla sua identità segreta, cosa che costituisce un crimine federale negli Stati Uniti. Questo tema della perdita d’identità è la parte che ha più interessato il regista Doug Liman che ha realizzato nel 2002 il film La Mémoire dans la peau, nel quale il personaggio principale colpito da amnesie arriva pian piano a comprendere quello che gli era capitato, ovvero che la CIA, per la quale aveva lavorato tutta la vita, aveva tentato varie volte di eliminarlo. Doug Liman insieme a tutti gli interpreti e alla vera Valérie Plame (che è una donna ancora bellissima e giusta è la scelta della Watts per raccontare la sua vita, ricordiamo anche che la Plame ha scritto un libro sulla sua vicenda al quale il regista si è rifatto) faranno la famosa Montée de Marches alle ore 19.30 presso il Grand Théâtre Lumière.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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