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Cannes: Francia e Iran in concorso

Attualità, Eventi

18/05/2010

L’attore e regista Xavier Beauvois, autore di N’oublie pas que tu vas mourir (1995), ritorna in competizione al Festival di Cannes quest’anno con Des Hommes et des dieux, un dramma basato su un fatto reale. Il suo nuovo film racconta degli eventi legati al massacro dei monaci di Tibhirine nel 1996, nel bel mezzo della guerra civile algerina. Dopo quindici anni che si sono svolti i tragici avvenimenti che hanno ispirato il lungometraggio, il regista vuole sondare i misteri concernenti l’identità e le motiviazioni dei responsabili di questo evento storico. I sette monaci del Monastero di Tibhirine, il cui leader è interpretato da Lambert Wilson, sono stati portati via dal loro eremo nella notte fra il 26 e il 27 maggio del 1996. I loro corpi senza vita furono trovati due mesi più tardi. Questo eccidio fu attribuito in un primo momento alla GIA (Groupe Islamique Armé). Ma nel 2009, l’anziano generale Buchwalter – uno dei capi dell’armata algerina - mostrò un’altra tesi ovvero quella che i monaci, secondo lui, furono uccisi per errore dai suoi e, in seguito, i corpi furono fatti sparire al fine di non potere risalire ai veri responsabili. Questo contesto esplosivo spiega la scelta del Marocco come luogo dove il regista ha deciso di girare il suo film, al posto dell’Algeria ovviamente per ragioni di sicurezza. Des Hommes et des dieux si concentra principalmente sui momenti precedenti il rapimento e l’uccisione dei monaci e il monastero di Tibhirine è stato ricostruito per l’occasione interamente dallo scenografo Michel Barthélémy, già ricompensato con un Cèsar per il suo splendido lavoro per il film Un Prophète di Jacques Audiard. Ricordiamo che Xavier Beauvois ha iniziato la sua carriera come assistente regista per il grande maestro Manoel de Oliveira, presente anche lui a Cannes con un nuovo film, Lo strano caso di Angelica, a 102 anni, e che il suo film del 1995 N’oublie pas que tu vas mourir si aggiudicò al Festival il Gran Premio della Giuria.

L’altro film in concorso di questa giornata, 18 maggio, siamo oramai al giro di boa della manifestazione che terminerà domenica 23 maggio quando verranno assegnato i vari premi, tra i quali il più importante la Palma d’Oro 2010 è Copie conforme di Abbas Kiarostami con protagonista Juliette Binoche, scelta anche come attrice simbolo per il manifesto di quest’anno. Dal casting ai luoghi del tournage, Abbas Kiarostami esce per la prima volta dal suo Paese l’Iran, la nazione dalla quale proviene e nel quale ha ambientato tutti i suoi lungometraggi. Come protagonisti la citata Binoche e il baritono inglese William Shimmel. Kiarostami ha girato Copie conforme in Italia, nel paese toscano di San Giminiano. “Non credo che girare in Italia abbia cambiato il mio modo di fare regia, la mia modalità artistica. Sono sempre io, con i miei temi e le mie ossessioni. Se girare il film in una lingua nuova è la particolarità, la storia e i personaggi mi sono sempre familiari”, ha affermato il regista. Infatti, nonostante Kiarostami abbia girato all’estero e con attori europei, la sua pellicola racconta una storia universale. “Quando ho scritto la sceneggiatura ho tenuto conto di privare tutti i particolari che potessero ricordare aspetti orientali. Io volevo assolutamente che i personaggi e i loro dialoghi fossero universali, comprensibili per tutti”. Fino a Copie Conforme il regista ci ha sempre molto tenuto a lavorare nel suo Paese, l’Iran. Anche durante la Rivoluzione Islamica, quando tutti i suoi colleghi e amici cineasti se ne andavano dal Paese per le pesantissime ripercussioni che il regime impone ad ogni creazione artistica. A tutt’oggi ricordiamo la difficoltà di girare un film come I gatti persiani che narra di giovani musicisti che vogliono fare pop e rock, musica vietata in Iran, per la regia di Bahman Ghobadi. E il regista Jafar Panahi arrestato in marzo nella sua casa a Teheran da agenti in borghese del regime iraniano. Con lui sono stati arrestati la moglie e una figlia, i registi Mohammad Rasulov, Mahnaz Mohammadi, Rokhsareh Ghaem-Maghami e il cineoperatore Ebrahim Ghafari. Appelli e petizioni da tutto il mondo, in particolare dal Festival di Cannes, sono partiti per chiedere la sua liberazione.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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