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Cannes è un paese per vecchi

Attualità

15/05/2012

Al via domani 16 maggio il Festival di Cannes che si svolgerà fino al 27 Maggio. Una 65esima 'golden edition' che gioca sul sicuro puntando sugli autori più prestigiosi che hanno già contribuito negli anni passati a rendere grande la rassegna più grande del settore. Riusciranno i grandi vecchi del cinema a far passare in secondo piano la crisi che sta riducendo gli spazi agli autori ed alle cinematografie meno blasonate? Dietro alle facce rassicuranti e vegliarde della vetrina, i dati parziali del marché non sembrano altrettanto sorridenti.

Di certo l'età media degli autori coincide pressapoco con quella del festival che quest'anno compie i 65 anni d'età. Tra i 12 vincitori di Palme che ritornano ed i 19 habitués della Croisette, una squadra di 'splendidi' ultrasettantenni: a cominciare dai nostri Bernardo Bertolucci (71) e Dario Argento (72), il primo con Io e te, tratto dal romanzo di Ammaniti ed il secondo con il suo Dracula in 3D, entrambi settantunenni, Micael Haneke (70), che porta sullo schermo con Amour una storia di ottantenni interpretati da Jean Louis Trintignant e Emmanuelle Riva (regista e attori nella foto), Ken Loach (76) con The angel's share, una storia ambientata nel mondo del sociale, Abbas Kiarostami (72) con il suo film giapponese Like someone in love, Alain Resnais (90) che firma la commedia Vous n'avez encore rien vu, David Cronenberg (69) con l'atteso Cosmopolis interpretato da Robert Pattinson. La lezione di cinema è affidata a Philip Kaufman (76 anni) di cui si vedrà, fuori gara, Hemingway & Gellhorn, con una Nicole Kidman in versione hot (?!).

Accanto all'età veneranda, in linea peraltro con una società che non vuole (e non può) invecchiare,  l'altra particolarità di questa 65a edizione è la forte connotazione letteraria. La maggior parte delle opere sono tratte da romanzi. Si comincia dal romanzo più celebre, il manifesto della beat generation On the road di Jack Kerouac, portato sullo schermo da Walter Salles, per proseguire con il maestro Bernardo Bertolucci con Io e te, basato sul romanzo di Niccolò Ammaniti, David Cronenberg con Cosmopolis dal romanzo di Don DeLillo, The Paperboy di Lee Daniels, dal libro di Pete Dexter, Killing them softly, basato su Cogan’s trade di George V. Higgins, De rouille et d’os di Jacques Audiard ispirato allo scrittore canadese Craig Davidson, Lawless di John Hillcoat, dal racconto di Matt Bondurant, Beyond the Hill di Cristian Mungiu dalle pagine di Tatiana Niculescu Brau, Dans la brume di Sergei Loznitsa, adattamento del romanzo del bielorusso Vasil Bykov, Una specie di incubo per la critica, che presumibilmente dovrebbe documentarsi anche sulle fonti.

Soddisfazione generale per la squadra italiana, che nonostante abbia un solo film in concorso, rappresenta complessivamente ed egregiamente la ricchezza e la qualità della nostra cinematografia. Unico titolo in concorso Reality, primo film di Matteo Garrone dopo i trionfi di Gomorra, storia di un pescivendolo che vuole partecipare al Grande Fratello, che rappresenta il suo Eldorado, e fuori concorso due grandi maestri del calibro di Bernardo Bertolucci (insignito lo scorso anno della Palma d'Onore) con Io e Te e Dario Argento con il suo Dracula tridimensionale che verrà presentato come film di mezzanotte. Nanni Moretti, infine, è il Presidente della Giuria del Concorso.

Scritto da Piero Cinelli
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