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Cannes: arriva Hors la loi e Oncle Boonmee

Attualità, Eventi

21/05/2010

Rachid Bouchareb ritorna al Festival di Cannes, in Concorso, con il film Hors la loi seguito di Indigènes, presentato nel 2006. Per il regista franco/algerino non si tratta tanto di un sequel drammaturgico ma piuttosto storico, un ampliamento del contesto. Indigènes era una pellicola consacrata ai guerriglieri africani e magrebini, che hanno combattuto per la Francia, durante la II° Guerra Mondiale. Hors la loi racconta la storia di tre fratelli algerini dalla metà degli anni ’30 fino alla conquista dell’indipendenza dell’Algeria nel 1962. Tanto che Messaoud (Roschdy Zem) viene arruolato in Indocina, Abdelkader (Sami Bouajila) diventa capo del movimento per l’Indipendenza dell’Algeria in Francia e Said (Jamel Debbouze) fa fortuna nelle balere e nei club di boxe a Parigi. I loro destini, narrati dal regista con l’amore di una madre, si mescolano inesorabilmente a quella di una nazione in lutto per la sua libertà. Prima ancora di essere proiettato, e anche durante la proiezione di ieri sera per i quotidianisti, Hors la loi ha suscitato parecchie polemiche visto che concorre per la Palma d’Oro sotto la bandiera dell’Algeria. Rachid Bouchareb ha scritto una lettera al Festival di Cannes sottolineando il suo attaccamento alla libertà di espressione e domandando di fare un dibattito pubblico una volta che tutti hanno visto il film. La destra francese, sotto l’organizzazione UMP accusa la pellicola – prima di averla vista, sulla base della sceneggiatura, dicono loro - di negazionismo e di "visione emiplegica della storia". Una cerimonia d'omaggio alle "vittime francesi" del massacro di Sétif, su cui si apre la pellicola, e della guerra d'Algeria, in reazione all'atteggiamento del regista che avrebbe "alterato i fatti mostrando che il massacro fu di algerini mentre a morire furono solo europei". Montes des Marches per Hors la loi alle ore 19.00 del 21 maggio presso il Grand Théâtre Lumière.

Per la quinta volta al Festival di Cannes, il regista thailandese Apichatpong Weerasethakul presenta in Concorso: Long Boonmee Raluek Chat (Oncle Boonmee celui qui se souvient de ses vies antérieures). “Io credo nella trasmigrazione delle anime, dentro gli uomini, le piante, gli animali e i fantasmi. – afferma il regista – La storia dello Zio Boonmee mostra la relazione tra gli uomini e gli animali e allo stesso tempo sopprime ogni frontiera che li separa”. La storia è quella di Zio Boonmee, che soffre di una acuta insufficienza renale e decide di finire i suoi giorni spostandosi in aperta campagna. Stranamente, i fantasmi di sua moglie e di suo figlio disperso decidono di apparirgli e di prenderlo sotto la loro protezione. Meditando sulle ragioni della sua malattia, Boonmee decide di attraversare la giungla insieme alla sua famiglia fino ad arrivare in una grotta in cima ad una collina, il luogo della nascita della sua prima vita. Apichatpong Weerasethakul fa un parallelo tra la realizzazione di una pellicola e il tema della reincarnazione presente nel suo film: “In un certo senso, realizzare dei film è molto simile a creare delle vite anteriori artificiali. Quello che mi interessa è esplorare il meccanismo che porta a rimontare il tempo che è il cinema”. Zio Boonmee è ispirato da un libro che racconta di un uomo che può vedere sfilare le sue vite precedenti come in un film durante una profonda meditazione. E adattando il libro, il regista ha voluto concentrarsi non tanto sul personaggio ma piuttosto sulla sua interpretazione personale della reincarnazione. Zio Boonmee passerà oggi, 21 maggio, alle 12.00 e alle 22.30 presso il Grand Théâtre Lumière.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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