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Cannes apre con Midnight in Paris di Woody Allen. La parola al regista!

Attualità, Interviste

11/05/2011

Midnight in Paris di Woody Allen aprirà, questa sera al Palais du Cinemas, il 64mo Festival di Cannes lo stesso giorno in cui il film uscirà nelle sale d’oltralpe: l’11 maggio (in Italia arriverà a fine 2011 distribuito da Medusa). La romantic comedy, girata lo scorso anno nella capitale francese, porterà in dote al Festival diretto da Thierry Frèmaux un cast all star composto da Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard, Kathy Bates, Adrien Brody, Gad Elmaleh e Lèa Seydoux. Non ci sarà Carla Bruni, che molto dispiaciuta, ha fatto sapere che non può essere presente. "Sognavo di andarci e mi dispiace - ha detto in un'intervista a Rtl la Premiere Dame - purtroppo non posso per ragioni personali, per ragioni professionali. E' il più grande Festival di Francia, è una vetrina straordinaria per il Paese".

Dopo Londra (Match Point) e Barcelona (Vicky Cristina Barcelona) e in attesa di girare a Roma il prossimo film The Wrong Pictures con la partecipazione tra gli altri di Roberto Benigni, lo sguardo di Allen si sofferma dunque su un’altra città europea, capitale del cinema: la Ville Lumiere. "Midnight in Paris è una meravigliosa lettera d’amore a Parigiha riferito il Direttore di Cannes Thierry Frèmaux - e un film in cui Woody Allen approfondisce alcuni dei temi toccati nei suoi ultimi lavori: la nostra relazione con la storia, l’arte, il piacere e la vita. Il suo 41mo film conferma una volta di più la sua ispirazione".

Midnight in Paris è una commedia romantica che segue le vicende di una famiglia in viaggio d’affari nella capitale francese e di una giovane coppia di fidanzati la cui vita cambia grazie a questo viaggio. “Il film celebra il grande amore di un giovane uomo per Parigi e allo stesso tempo esplora l’illusione comune a tanta gente che una vita diversa dalla propria sia migliore”, ha dichiarato il regista.

Intervistato da Hollywood Reporter Woody Allen ha affermato a proposito di Parigi: “Da molti anni mi girava per la testa l’idea di ambientare un film a Parigi ma, fino ad ora, non ho mai avuto la storia giusta. Quando uno pensa a Parigi pensa immediatamente a qualcosa di romantico ed è anche quello che è successo a me. Ne è una prova il titolo del film: Midnight in Paris. Ma come è nel mio stile non mi sono mai soffermato solo su questo elemento, quindi i protagonisti della storia, si trovano in una città assolutamente accogliente e che fa pensare solo al sentirsi leggeri e vivere con serenità ma non sarà sempre così... i problemi che si portano da dove provengono li seguiranno anche lì. Non è di certo un luogo che cambia il tuo modo di essere, può diversificare gli atteggiamenti ma non risolvere questioni personali profonde”.

“Detto questo – continua il regista – questa pellicola è sicuramente una delle più serene e leggere che ho diretto ultimamente, proprio perché l’aria di Parigi mi ha ispirato questo stato d’animo. Mi sono lasciato andare anche io, vecchio cinico, ad un certo romanticismo sull’amore e i rapporti sentimentali e famigliari. Se mi dicessero, devi dirigere un film a Berlino, penserei immediatamente ad una storia di spie ma dato che il set è stato Parigi ho cercato di narrare una bella storia d’amore senza però lasciarmi andare troppo alla fantasia”.

“Per quanto riguarda il cast, come di consueto, cerco di essere il più eclettico possibile. La prima persona a cui ho pensato è stata Rachel McAdams che conoscevo sia professionalmente che personalmente. E ora che il film è finito penso proprio che sia perfetta. Owen Wilson, nei panni del suo fidanzato, che doveva provenire dalla East Coast americana mi è stato suggerito dalla mia casting director, Juliet Taylor. Sono sempre stato un suo grande fan ma l’ho sempre visto come un uomo della West Coast, esattamente l’opposto di quello che doveva fare. Nella mia mente era uno con una casa sul mare in California che si alza la mattina e fa surf. In effetti, è molto vicino all’immagine di Owen, ma ci siamo molto piaciuti e così ho riscritto la sua parte e l’ho modellato più sul versante vicino a lui ovvero West Coast. Ecco perché inizialmente ho detto che il ragazzo doveva essere uno dell’East Coast ma abbiamo cambiato idea. Devo dire che Wilson è stato molto felice di questa mia decisione, ci teneva molto ad avere questo ruolo. Poi volevo chiaramente attrici francesi e Marion Cotillard è stata il mio primo pensiero è grande, in tutti i sensi. Bella, talentuosa, affascinante. Un po’ quello che è successo con Vicky Christina, Barcelona e l’ingaggio di Penelope Cruz e Javier Bardem perché sono dei giganti nel cinema e soprattutto nel loro Paese. Marion non è solo una grande attrice francese, è una grande attrice internazionale ma profondamente francese”.

“Non è strano riscrivere un ruolo per un attore. – continua Allen a proposito di Wilson – Si fa, capita, ovviamente se pensi che ne valga la pena. Chiaramente ci sono caratteri che non puoi cambiare perché sono chiari, fissi nella tua testa e la storia ruota intorno a loro. Ma gli aggiustamenti fatti sul personaggio di Owen non hanno modificato nulla del film. Lui ha una personalità molto forte e, gli aggiustamenti apportati, non hanno rovinato nulla, anzi molto probabilmente c’era bisogno di qualche modifica che ha solo arricchito lo script”.

“Per quanto riguarda Carla Bruniafferma il regista – Io e mia moglie abbiamo pranzato una volta con lei e Nicolas Sarkozy, circa un’anno e mezzo fa. In quell’occasione ho avuto una splendida impressione di lei, è colta, intelligente, affascinante e così bella... non ho resistito è stato quasi un impulso e le ho chiesto: “Le piacerebbe recitare in un film?”. Sapevo che già faceva molte cose artistiche a cominciare dalla sua passione per la chitarra e i dischi che ha composto. Infatti mi ha risposto: “Assolutamente sì. E’ una esperienza che mi manca e che amerei moltissimo fare nella mia vita. Anche per poterlo dire a mio figlio”. Dopo di che abbiamo parlato di dettagli più tecnici, le ho detto che si sarebbe trattato di qualche giorno di lavoro non di intere settimane visto che il suo ruolo non era tra quelli da protagonista. Mi è piaciuta anche la sua reazione è stata molto rilassata, non si è sentita affatto sminuita se la sua parte non era una di quelle principali anche perché rimane comunque fondamentale nel plot e, sul set, è stata di estrema professionalità. Molte cose che scrivono i tabloid su di lei sono falsità. Non l’ho pagata cifre iperboliche come hanno detto e suo marito è venuto solo una sera per vederla recitare una scena, non c’è stata nessuna intrusione da parte sua. E’ stato un vero piacere potere lavorare con lei, tutte le scene che abbiamo girato sono rimaste nel film, ed è stato anche un grande onore a livello personale”.

“Essere al Festival di Cannes è sempre un’esperienza unica, direi irreale. Ci sono milioni di flash che ti arrivano in faccia e gente che applaude ovunque tu passi. Poi entri in sala dove proiettano il tuo film e la gente applaude, ti alzi in piedi e ringrazi e, alla fine rifai la stessa cosa. Non c’è una connessione con la vita reale, non è un mondo reale, sei come su un’isola incantata dove si vive per dieci giorni di cinema e celebrità. E’ una situazione assolutamente euforica, eccitante. Io sono sempre molto imbarazzato, è più forte di me. Generalmente io vivo in maniera molto tranquilla, anche quando lavoro, ho i miei orari, le mie abitudini e cerco di rispettarle. Non vado a molti eventi o party, direi quasi per niente, quindi non sono uno da vita sociale, non sono glamour. Qui ci sono cene, poi le interviste in tutte le lingue del mondo e con tanti giornalisti che provengono da ogni parte del globo, i photocall, la conferenza stampa, la serata di gala, le persone da incontrare... attenzione non mi sto per niente lamentando, una volta all’anno va benissimo. E poi so che è molto importante per la vita del film”.

Midnight in Paris tra l’altro – conclude Allen – uscirà nei cinema francesi proprio oggi, lo stesso giorno che apre il Festival. Quindi mi auguro di cuore che possa piacere a tutti, ma ora mi concentro sulla Francia. In particolare dato che mi sono permesso di ambientare una storia a Parigi. Spero con questo mio lavoro di potere ripagare la magnifica ospitalità che questa città ci ha dato quando siamo venuti qui per lavorare. Ci hanno supportato in tutto. Sono stati tutti estremamente disponibili, leali, professionali e queste sono caratteristiche che non si possono dare per scontate. Si lavora molto bene in Europa e, come state verificando, mi sto trovando molto bene. Ad ora ci ho passato già vari anni della mia vita e spero di potere continuare. Vedremo come andrà, intanto mi ributto nella mischia”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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