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Cannes a Roma, ma fu vera gloria?

07/06/2014

Dal 10 al 16 giugno, la Capitale ospita la tradizionale rassegna Le vie del cinema da Cannes a Roma. Un appuntamento importantissimo per i cinefili romani, ma non solo, visto che da tutta Italia il pubblico si muove per una settimana di cinema ancora inedito nel nostro paese. Rudiger Sturm traccia un profilo del Festival di Cannes 2014.

Cannes 2014: Un Festival ricco di sforzi, povero di 'meraviglie'

di Rudiger Sturm

E' stato un miracolo? Senza dubbio il racconto familiare di Alice Rohrwacher Le Meraviglie, guidato da un forte cast internazionale, è stato la vera grande sorpresa di un festival di Cannes senza troppe rivelazioni.

Il Gran Premio della Giuria coincide idealmente con una sorta di ideale secondo posto nel Palmarés, consentendo non solo di sostenere l'idea della presidente della giuria Jane Campion che il festival (così come il cinema) abbia un bisogno era un disperato di registe donne, ma anche di sottolineare lo status internazionale del moderno cinema italiano.

Un livello qualitativo annunciato già dall'Oscar di Paolo Sorrentino che proprio a Cannes ha presentato La grande bellezza nel 2013 e che quest'anno che era già stato evidenziato dalla selezione di altri due film italiani - il debutto di Sebastano Riso Più buio di Mezzanotte ne la Settimana della Critica e il terzo film di Asia Argento da regista con Incompresa, presentato nella sezione "Un Certain Regard ".

Uno status importante soprattutto se paragonato a quello di cinematografie come quella della (mia) Germania, che non è stata rappresentata da qualsiasi film a Cannes, con l'eccezione di Wim Wenders 'documentario ben accolto "Il sale della terra".

L'Italia, infatti, ha lasciato la sua impronta visibile su quest'anno Cannes grazie al "poster boy" Marcello Mastroianni e la leggendaria Sophia Loren, che ha entusiasmato il pubblico non solo attraverso una master class di due ore, ma anche con il suo ritorno alla recitazione in 25 minuti di one-woman show La Voce Umana, diretto dal figlio Edoardo Ponti - non dimenticare la premiere restauro di Matrimonio all 'Italiana.

A dispetto della presenza dell'icona Sophia Loren, indipendentemente dal trionfo di Rohrwacher e dalle denunce esplicite di Jane Campion sul "sessismo inerente" nel cinema, anche questa edizione di Cannes è stata caratterizzata dagli uomini.

Il regista turco Nuri Bilge Ceylan con il suo Winter Sleep, che racconta cechovianamente la storia epica di un albergatore in Anatolia e della sua famiglia, si è portato via la Palma d'Oro da favorito alla vigilia.

Bennett Miller è venuto sulla Croisette con la migliore proposta del cinema americano a Cannes negli ultimi anni. La ricompensa per i suoi sforzi in Foxcatcher, un vero e proprio dramma criminale nel mondo del wrestling, impreziosito dalle potenti interpretazioni in grado di definire le loro carriere di Steve Carell e Channing Tatum, è stata il premio per la miglior regia.

Un giovane e un vecchio maestro  hanno condiviso un altro premio:  il venticinquenne Xavier Dolan per Mommy e l'ottantatreenne veterano della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard, per Goodbye to Language.

David Cronenberg, un altro vecchio maestro può crogiolarsi nella gloria di avere fatto arrivare il premio per la migliore attrice a Julianne Moore - grazie alla graffiante satira di Hollywood Maps to the Stars, mentre il ritratto dell'eroe eponimo di Mike Leigh, Turner ha portato a Timothy Spall gli allori per il miglior attore.

E il festival è anche ricco di altre prove di virilità: in tono apocalittico come nel thriller drammatico di David Michôd The Rover, una vetrina per il talento di Robert Pattinson; come nel film di Kristian Levring  The Salvation, interpretato da Mads Mikkelsen o come nel western firmato da Tommy Lee Jones solo apparentemente femminista The Homesman.

Nel complesso, è stato un festival ritenuto dalla maggior parte degli osservatori, buono, ma non eccezionale , con alcune delusioni notevoli come l'incapacità di Michel Hazanavicious a ripetere il suo successo Artist con il dramma The Search.

Forse Cannes 2015 offrirà film più innovativi e sorprese: per l'Italia, si sa, dovrebbero essere pronti sia il nuovo film di Paolo Sorrentino con Michael Caine, che la nuova pellicola diretta da Nanni Moretti con John Turturro. Sicuramente è attesa la presenza di altre grandi registe donne, sebbene, questa volta, non ci saranno ad attenderle i 'numi tutelari' di leggende del cinema italiano come Marcello Mastroianni e Sophia Loren.

Questi ultimi hanno fatto la loro parte rendendo davvero 'magiche' le notti di Cannes di quest'anno attraverso la loro presenza. 

Scritto da Marco Spagnoli
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