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C’era una volta… il fascino discreto della borghesia

25/10/2008

E' stato definito il film choc, l'anti-Moccia e Matteo Rovere, 25 anni, al suo debutto nel lungometraggio sorrideva un poco a queste definizioni. Ora però si è dovuto ricredere perché il suo film Un gioco da ragazze (dal 7 novembre nelle sale distribuito da 01 Distribution), in concorso al Festival, dove passa questa sera ore 22.00 Sala Sinopoli, è stato vietato ai minori di 18 anni. Perché questo film ha scosso la commissione censura? Perché gli adulti saltano sulle sedie quando lo vedono? Molto probabilmente perché racconta una generazione che abbiamo tutti sotto gli occhi ma, forse, fa più comodo far finta di non vedere. Elena, Michela, Alice e Livia (interpretate dalle debuttanti assolute: Chiara Chiti, Desirèe Noferini, Nadir Caselli e Chiara Paoli) sono quattro diciassettenni belle, ricche e profondamente annoiate. Nate e cresciute in una ricca provincia italiana, le ragazze appartengono a quel genere di giovani viziati dal benessere e privi totalmente di etica, smodatamente consumisti, griffati dalla testa ai piedi che pensano solo allo shopping, alla bellezza, alle feste, a usare il loro corpo per ottenere dei favori. Tutto questo tra sesso, droga e rock'n roll. Ma senza alcun tipo di fascino. Magari sono capaci di fondare fun club intitolati ad Erika e Omar e si identificano sempre con personaggi negativi delle cronaca nera. Per loro tutto è vecchio e noioso: genitori, istituzioni, amici, nulla sembra avere valore o significato. Ma un giorno Mario Landi (Filippo Nigro), il nuovo professore entra nella vita di Elena, cercando di cambiare qualcosa, e inconsapevolemente ne diventa un gioco.

Scritto da ADMIN
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