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Burying the Ex di Joe Dante diverte Venezia, se la tua ex diventasse uno zombie?

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04/09/2014

Il celebre regista Joe Dante, che negli anni ’80 ha firmato cult di genere come la saga dei Gremlins, Ai Confini della Realtà e Piranha, ha portato un po’ di leggerezza e divertimento alla Mostra del Cinema di Venezia, con la dark teen comedy Burying The Ex. Anton Yelchin interpreta Max, un ragazzo che lavora in un bizzarro negozio che vende articoli particolari e paurosi e convive con la fidanzata Evelyn, interpretata dalla star di Twilight Ashley Greene. Sono innamorati, ma la ragazza ha delle piccole fissazioni per la dieta vegana e l’ambientalismo, che diventano eccessive e minano il loro rapporto. Max non ne può più e vuole lasciarla, ma il destino gli gioca un brutto scherzo. Evelyn muore in seguito ad un incidente prima che il ragazzo possa confrontarsi con lei, ma, in una notte tranquilla nel cimitero di Los Angeles, la ragazza torna in vita nei panni di uno zombie eccentrico ed incredibilmente geloso. Il fatto paranormale e folle mette Max in una condizione assurda, soprattutto quando incontra e si innamora della bella Olivia, interpretata da Alexandra Daddario, che abbiamo visto recentemente nel franchise di Percy Jackson.

“I film sono strumenti di trasgressione” afferma Yelchin durante la conferenza stampa di Venezia, in cui era presente tutto il cast principale, con il regista in collegamento su Skype. “Tutti sono pieni di paure fin dall’infanzia e pensiamo che i film possano essere una metafora delle nostre paure trasportate sullo schermo, quindi vedere un film potrebbe rendere più forti in tal senso” aggiunge la Daddario. Scritto da Alex Trezza, che in un primo momento aveva pensato la storia come un documentario, Burying the Ex si conferma come una commedia perfettamente riuscita, dal sapore retrò di quel cinema degli anni ’80 con il quale diverse generazioni sono cresciute. L’azione, il dramma, una forte carica di umorismo, e numerose citazioni per inguaribili cinefili, si uniscono a dei personaggi irresistibili. “Quando faccio un film di genere cerco di metterlo in un contesto. Anche se gli attori sono giovani penso che il film sia un retrò se pensiamo ai film che vedono oggi i giovani. Io voglio colmare il divario tra i miei film e i film del passato” dichiara Joe Dante, aggiungendo che l’ispirazione viene molto dal genere dei b-movie italiani, soprattutto da Mario Bava, del quale è un grande appassionato.

Evelyn è una persona fantastica, si preoccupa dell’ambiente, è bella, dinamica…quando penso un personaggio cerco di includere sempre un difetto fatale e lei è fantastica, ma è un po’ possessiva e pazza per il controllo” spiega lo sceneggiatore, mentre l’attrice Greene racconta di come ha costruito questo personaggio: “Ci sono molte cose nel film con le quali mi posso correlare, soprattutto con Evelyn. Noi possiamo fare cose folli, e lei è così innamorata di Max tanto da essere accecata dalla gelosia. In parte perché ha paura di rimanere sola, ma è anche un po’ egoista e mette lui in una posizione scomoda che non lascia scampo. Poi l’arrivo di Olivia la fa impazzire. Ho qualcosa in comune con lei: ci sono alcune cose che non voglio lasciare andare, ho desiderato persone che non erano giuste per me… Il personaggio è molto complesso e io mi mescolo con lei perché è importante che il pubblico si correli con lei. Evelyn non si vede come una persona cattiva, uno zombie e quindi ho capito come relazionarmi con lei e con la sua insicurezza. Con Joe abbiamo creato un ambiente sicuro e divertente per costruire il personaggio. Non ho fatto molte commedie, quindi ho cercato di immergermi in questo genere per rendere il personaggio credibile”.

Seppur affrontato in modo leggero e umoristico, al centro del film è il tema dell’amore e della gelosia per l’altro, come afferma Yelchin:Pensavo che l’idea di possesso è contraria all’idea di amore. E’ una questione filosofica complessa, ma ritengo che se si possiede qualcuno, chi è posseduto è l’oggetto dell’amore ma se gli si permette di essere quello che è si tratta di amore, altrimenti è solo possessione”. La Daddario aggiunge: “Sto cercando ancora a capire cosa sia l’amore. Da giovane si fanno molti errori, ho avuto storie pessime perché non sapevo potesse esserci di meglio. Questo film è una metafora per dire alle persone cosa è l’amore”. Come conclude Trezza, questo film è “un tributo alla cultura cinofila che è presente a Los Angeles” e, con un buon ritmo, porta sullo schermo una storia spassosa e di puro intrattenimento, riportando in vita i colori, la musica e le emozioni del cinema per ragazzi degli anni ’80.

Scritto da Letizia Rogolino
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