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Burke & Hare: Il ritorno di John Landis con una commedia esilarante

Attualità, Interviste

29/10/2010

Burke & Hare, Ladri di cadavere è il nuovo film di John Landis (il regista dei Blues Brothers, lo diciamo tanto per la cronaca) e vi annunciamo invece, così potete fare il famoso ‘save the date’, che uscirà anche in Italia perché acquistato dalla Archibald Film. O, scusate, la distribuzione non ha specificato la data di uscita del film, ma non mancheremo di tenervi aggiornati. Perché se avete amato film come La Signora omicidi o Sangue Blu, per intenderci quelle commedie inglesi macabre ed estremamente divertenti, girate nei mitici Ealing Studios di Londra, ecco... ci siamo: Burke & Hare fa parte di questa categoria. Il regista americano, uomo di rara simpatia e verve, schifato dalle proposte hollywoodiane (parole sue... e credibili!), si è trasferito a Londra ed ha fatto ritorno al theatrical con un classico britannico, prodotto dal grandissimo Barnaby Thompson e interpretato da Simon Pegg, Andy Serkis, Isla Fisher, Tom Wilkinson ed uno strabiliante come sempre Tim Curry (è in scena solo per poco e spero che lo riconosciate non è più – fisicamente parlando – quello di Rocky Horror... il tempo passa inesorabile).

William Burke (Pegg) e William Hare (Serkis) cercano di sbarcare il lunario nell’Edimburgo del 19esimo secolo. I loro affari si dimostrano un fallimento dietro l’altro fino a quando si rendono conto, casualmente  - dato che il loro co-inquilino è deceduto prima di pagare l’affitto – che un cadavere può fruttare una bella somma. Edimburgo è il centro dell’universo della ricerca medica e i dottori della città cercano disperatamente cadaveri per le loro lezioni di anatomia. Tra questi gli spietati rivali, il progressista Dottor Knox (Wilkinson) e il tradizionalista Dottor Monroe (Curry). Quando Knox riceve la visita di Burke & Hare che portano un morto fresco di giornata, li esorta a portargli qualsiasi altro ‘sfortunato’ capiti loro a tiro. Burke & Hare presentato al Festival di Roma nella sezione Extra, ha portato nella capitale il grande regista, che questa sera, ore 19.30 incontrerà il pubblico della manifestazione. Nel frattempo ha parlato della sua ultima creazione.

“Ci sono moltissimi motivi – afferma John Landis – che mi hanno fatto accettare di girare Burke & Hare. Per prima cosa l’idea di potere utilizzare gli Ealing Studios che hanno prodotto nella storia del cinema dei film straordinari. Secondo, Piers Ashworth e Nick Moorcroft che hanno sceneggiato la saga di St. Trinian’s, sono venuti da noi con la sceneggiatura del film pronta e mi è piaciuta subito perché è divertente ma anche insolita. La vera sfida era trovare degli attori che interpretassero i due protagonisti principali in un modo credibile e spiritoso, e che suscitassero abbastanza simpatia da poter portare avanti la storia. Quando sono usciti i nomi di Pegg e Serkis ho capito che il progetto presentava tutte le credenziali giuste per essere realizzato”.

“La combinazione – continua Landis – di questi due attori è molto interessante. Simon ha un background comico e Andy ha girato una serie di grossi film con effetti CGI (insomma era Gollum ne Il Signore degli Anelli ndr.) ma anche film più modesti in cui tendeva a interpretare personaggi molto cupi. Metterli insieme ha dato vita ad una energia unica, sono andati perfettamente in sintonia e questo ha contribuito a sottolineare la differenza tra i due personaggi che interpretano. Simon e Andy sono riusciti a catturare l’assurdità della situazione in cui si trovavano Burke & Hare e sono una grande coppia sullo schermo, una sorta di moderni Stanlio e Ollio”.

Il film è tratto da una storia vera e sono state fatte altre versioni di Burke & Hare, come si è avvicinato a questa nuova edizione? “Come faccio di solito. – dice Landis – Io cerco solo di fare il film migliore che posso. Non so quale sia esattamente il mio ‘stampo’, e se esiste, a dire il vero. I cineasti tendono ad essere messi in una categoria proprio come accade agli attori, vengono messi in una sorta di nicchia – lui fa delle commedie di successo, o lui gira grandi film horror, allora dategli un film horror da fare. Non mi offrono molti film di guerra. Molti miei film rispecchiano il mio punto di vista, ma alcuni non lo fanno, dipende dal prodotto. Ecco perché dopo tanto tempo che ho lavorato per la televisione, proprio perché non arrivavano copioni interessanti nemmeno dalle nicchie in cui mi hanno inserito – quando è apparso Burke & Hare ho tirato un sospiro di sollievo. Potevo cimentarmi con un film la cui storia fa parte di una lunga e grande tradizione di commedie con l’opportunità di lavorare con un meraviglioso cast inglese. Una benedizione!”.

Cosa ha rappresentato per il film girare agli Ealing Studios? “Che il film  - sottolinea Landis – ha preso il tocco di quegli studi. L’approccio Ealing è esattamente quello che mi ha attirato nella sceneggiatura. Prende una storia molto sinistra e le conferisce grande arguzia e stile. E’ difficile raggiungere il giusto tono e il giusto equilibrio comico. La gente dice sempre che Un lupo mannaro americano a Londra è un buon esempio di film horror comico. Quel film era un horror, questo non lo è, anche se entrambi narrano di eventi raccapriccianti”.

“Ai tempi di Burke & Hare - conclude Landis – per motivi religiosi e sociali, i cadaveri che i ricercatori medici acquisivano appartenevano a persone morte in prigione, prigionieri giustiziati o gente che moriva per la strada, e quei cadaveri non erano nelle migliori condizioni. Così, nella vita reale, gran parte dei furti veniva compiuta dagli studenti di medicina e dai dottori. Il personaggio del Dottor Knox fa grandi progressi scientifici grazie alla quantità di morti che può esaminare e in questo modo lui giustifica le sue azioni. Anche ai nostri giorni, se un chirurgo sta per affettarti, ti auguri che abbia fatto molta pratica, e non che abbia imparato a fare il suo mestiere su Internet!. Come vedete c’è una ragione anche in situazioni che sembrano disumane e sono molto felice che Burke & Hare sia uscito così bene, così simile alle grandi commedie noir britanniche che io trovo incredibili. E’ stato uno dei miei migliori ‘ritorni’, si fa per dire, al cinema che mi potessi augurare.  In Inghilterra, contornato da collaboratori adorabili ed efficienti, compresa mia moglie che abitualmente lavora ai miei film, in studi mitici, con i migliori attori in circolazione ed una storia in costume... divertente e noir. Che volere di più?!”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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