questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Bullet to the Head: Mai dimenticare. Mai perdonare.

Attualità, Conferenze stampa, Eventi, Interviste

14/11/2012

“Quando vorrò la tua opinione, ti compro un cervello”. Questa è una delle tante battute dell’ottima sceneggiatura scritta da Alessandro Camon per Bullet to the Head, passato, Fuori Concorso, al Festival Internazionale del Film di Roma.

Un action-movie diretto da un grandissimo regista come Walter Hill (basterebbe citare un cult assoluto come I Guerrieri della Notte, ma mettiamoci anche capolavori come Hard Times, The Driver e Streets of Fire), interpretato da una icona come Sylvester Stallone e ambientato nei dintorni di New Orleans in un mondo di poliziotti corrotti, politici senza scrupoli e un giustiziere che alla fine - nonostante i metodi poco ortodossi che usa – è il minore dei mali. Lui è Jimmy Bobo, ovvero Stallone, ha un partner Louis (Jon Seda), insieme derubano e ammazzano spacciatori di droga, assassini di professione, stupratori e delinquenti di vario tipo. Fanno quello che non fa la polizia che è invischiata fino al collo con questi soggetti.

Bullet to the Head è chiaramente violentissimo, non si contano i morti, ma diventa un gioco grazie ad una sceneggiatura così esilarante e allo stesso tempo piena di verità, che rende il tutto molto divertente e coinvolgente. Hill si dimostra ancora una volta un regista straordinario, Camon è la sorpresa come sceneggiatore di un action che si stacca da mille altre storie simili che abbiamo già visto proprio per i dialoghi che ha scritto e, Stallone, è semplicemente l’attore perfetto per il ruolo. Jimmy Bobo non ci pensa mezzo secondo a farti fuori ma c’è sempre un motivo, ha una figlia e vive per lei, la protegge e, nel momento in cui, i sicari se la prendono con l’innocente, non ce n’è più per nessuno. Il suo motto è: “Mai fidarsi di un poliziotto”. Poi un certo Taylor Kwon (Sung Kang), un giovane poliziotto si mette sulle sue tracce. Jimmy non è disposto a collaborare con lui ma quando ne percepisce l’onestà e il suo credere nella giustizia: i due faranno coppia. E qui scatta il ‘buddy movie’ anche se Jimmy rimarrà sé stesso fine alla fine e più che ‘buddy’ i due rimarranno amici/antagonisti. Tanto che all’ennesima minaccia di Taylor che afferma che se Jimmy tornerà a sgarrare non la passerà liscia, lui risponde: “Non vedo l’ora che arrivi quel momento”. Jimmy ha una missione. Il suo partner Louis è stato ucciso dai politici che tengono le mani sulla città e Jimmy ha giurato: ‘vendetta, tremenda vendetta”. Non si dimentica nulla e non esiste perdono.

Chi ama il genere non si perda questa pellicola dove non sono le pistole che uccidono ma i proiettili.

Accolti trionfalmente dal pubblico dell’Auditorium arrivano per presentare Bullet to the Head il regista Walter Hill e la vera star di questo Festival del Film di Roma 2012, un simpaticissimo e in grande forma Sylvester Stallone.

A lui dedicheremo un altro articolo a parte!

Mister Hill sono passati dieci anni dal suo ultimo film, che cosa l’ha convinta a dirigere Bullet to the Head? “Ho pensato che fosse una bella storia, la sceneggiatura era geniale e potevo fare un film di intrattenimento classico ma che rimanesse anche molto attuale. Poi è arrivata la telefonata di Sly, che conosco da moltissimo tempo ma con il quale non avevo mai avuto l’occasione di lavorare, e a quel punto ho detto sì. Penso che Bullet to the Head sia un grande omaggio agli action anni ’70 con un tematica attuale e la vera sfida è stata riuscire a mantenere questo equilibrio. Inoltre è stato un lavoro veramente di coppia con Sly perché lui oltre ad essere un grande attore, una star, con una forte personalità, è anche un regista e sa che cosa vuole dire girare un film. Quindi abbiamo messo insieme i pezzi e costruito il film. Io penso che le pellicole che uno fa riflettano sempre il carattere delle persone che ci hanno lavorato”.

“Per quanto riguarda invece il fatto che sono dieci anni che non faccio un film, dovete sapere che uno degli aspetti più importanti sul lavorare a Hollywood ha a che vedere con le opportunità. E, negli ultimi anni, mi sono state fatte ottime proposte per la tv ma niente per il cinema. Quando è arrivato questo film mi sono rimesso in gioco dato che Bullet to the Head è un film di azione con dei confini delimitati. Personalmente non mi interessano gli effetti speciali mi interessano le persone, le storie, raccontare i rapporti umani, le relazioni, sempre tenendo uno sguardo ironico”.

Mentre per Sylvester Stallone che cosa lo ha affascinato di Jimmy Bobo? “Mi ha conquistato perché è un uomo violento ma con una sua morale. Sono assolutamente d’accordo con Walter quando dice che i film diventano interessanti quando entra la conflittualità tra i personaggi della storia. E’ inutile che io salti da un tetto all’altro, con l’utilizzo di stuntman o effetti speciali, se poi non raccontiamo nulla agli spettatori. Se i protagonisti non hanno un carattere, una personalità, con le loro paure, i loro fallimenti, i loro successi... diventerebbe tutto ridicolo. Pensate alla scena del film in cui io combatto contro il killer e lo facciamo con in mano due asce medioevali… non reggerebbe, sarebbe terribile, se il tutto non fosse sostenuto da una sceneggiatura ironica, realistica, e che si rifà alla vita delle persone, anche se siamo in un action movie decisamente estremo e violento. Tutto deve diventare credibile anche quando lo spettatore sa benissimo che è finzione, ma nel momento che lo vede deve partecipare, deve amare il personaggio, il protagonista della vicenda. Se non c’è questo non vi è effetto speciale o trucco di sorta che possano far funzionare una storia”.

Ha pensato a qualche suo personaggio del passato per creare Jimmy, tipo Rocky o Rambo? “Forse inconsciamente sì. Direi che Jimmy ne è una loro continuazione in questa fase della mia vita. Ma a dirvi il vero quello a cui ho ripensato maggiormente, mentre giravo questo film, sono gli errori che ho commesso nell’interpretare alcuni ruoli. Ripensare ad alcune cose che sai che non hai fatto bene, quando ti sei rivisto sullo schermo, aiuta tantissimo a migliorarsi e a cambiare. Per me è uno stimolo immenso, poi, ogni attore ha il suo metodo”.

Ricordiamo che Bullet to the Head è sceneggiato da Alessandro Camon (produttore di American Psycho e tanti altri film), a cui vanno i nostri più sentiti complimenti per il lavoro svolto, su un adattamento dalla graphic novel Du Plomb Dans la Tête, scritta da Matz e illustrata da Colin Wilson per le pubblicazioni Casterman.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA