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Bourne senza Damon: The Bourne Legacy di Tony Gilroy

Attualità, Recensioni

27/08/2012

Non un sequel, ma un cosiddetto reboot molto “ambizioso” : The Bourne Legacy ovvero ‘l’eredità di Bourne’ esplora le conseguenze delle scelte dell’ex agente segreto interpretato da Matt Damon all’indomani della sua ‘dipartita’ da un programma speciale dei servizi americani.

Gli effetti drammatici delle sue scelte travolgono anche i personaggi di questo film tra cui un militare interpretato da un ambiguo Edward Norton a capo di una grande operazione parallela a quella che aveva creato il gruppo di superagenti di cui faceva parte Jason Bourne.

Anche se il film è evidentemente un seguito di una trilogia che sarebbe, comunque, meglio avere visto per apprezzare fino in fondo i dettagli della nuova storia, The Bourne Legacy è un film a sé stante che racconta le difficoltà pratiche e i dilemmi etici della ‘chiusura di un programma’ ovvero l’assassinio, da parte dei loro stessi capi, di un gruppo di agenti segreti. Uno di loro, ovviamente, troppo addestrato e troppo intelligente non ha alcuna voglia di morire: Aaron Cross portato sullo schermo da un dinamico e simpatico Jeremy Renner segue, idealmente, le orme di Bourne. Questa volta non per ricordare la propria identità, bensì per sopravvivere. Per farlo avrà bisogno dell’aiuto di un’avvenente scienziata interpretata da Rachel Weisz che, in qualche maniera, è responsabile direttamente dei miglioramenti fisici e psichici di Cross: il loro rapporto, un po’ come quello tra il Barone Frankenstein e la sua creatura, è fondamentale per entrambi allo scopo di riuscire a sopravvivere alle ire del servizio segreto che li considera entrambi degli ostacoli per riuscire a venire fuori ‘puliti’ dalla tempesta suscitata da Bourne.

Scritto e diretto da Tony Gilroy che come sceneggiatore aveva lavorato alla prima trilogia di film, Bourne Legacy è un film spettacolare e interessante come si conviene ad un nuovo capitolo di una saga cinematografica importante che prova a ripartire seguendo una nuova rotta. L’universo narrativo è quello di Bourne con atmosfere inquietanti, eppure il film non ha la potenza dinamica di quelli interpretati da Matt Damon. Un po’ perché il ‘mistero’ che circondava Bourne è stato inevitabilmente già rivelato: un po’ perché Gilroy, pur essendo un ottimo regista, non ha uno stile ‘muscolare’ come quello di Paul Greengrass che venendo dal documentario ha saputo rendere al meglio l’elemento realistico alla base della novità legata alla serie di Jason Bourne.

Un film, in ogni caso, interessante e riuscito con il limite di essere un po’ il prologo di una storia ancora tutta da sviluppare.

Scritto da Marco Spagnoli
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