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Blackhat, cosa pensa la stampa internazionale del nuovo film di Michael Mann

Attualità, Personaggi

10/03/2015

Il 12 Marzo arriva al cinema Blackhat, il nuovo film di Michael Mann con Chris Hemsworth e Viola Davis. Diviso tra noir e cyber thriller, Blackhat racconta la storia di un pirata dell'era digitale, Nicholas Hathaway, che viene assoldato dai servizi speciali americani e cinesi per sventare un piano terroristico di un cyber criminale. Hathaway, ormai ex galeotto, dovrà usare le sue capacità per riuscire a bloccare questo criminale della rete che solo lui riesce a vedere attraverso le tracce lasciate nel web. Hemsworth mette da parte le vesti di Thor, per vestire i panni borghesi ma ugualmente affascinanti di un mago dell’informatica, per stanare un terrorista che agisce comodamente da casa a chilometri di distanza dai luoghi dei suoi attentati. Un nemico difficile, che richiede grande talento e spirito di iniziativa, ma anche una determinazione e una forza di volontà non indifferenti. Al centro del film la grande sfida di un uomo, che ripone in questo caso la fiducia di poter trovare nuovamente la libertà. 

Blackhat è un film affascinante: un action thriller high-tech sulla condizione umana. Non mi viene in mente niente di meglio dell’ illustrazione attuale dell'idea che, non si tratta di quello di cui un film parla, ma di come viene raccontato” ha scritto RogerErbert. com, mentre The Playlist ha aggiunto: “Blackhat è meticoloso ed esigente, in quanto la sua ossessiva caccia al suo antagonista intangibile è come il compulsivo desiderio di Mann di apprezzare il flusso di 1 e 0 nello spazio virtuale. L'arma segreta di Mann è la sua fascinazione contagiosa per il soggetto. Il film è come una superficie conduttiva per il suo zelo assoluto, e la sua potenza è virale”. Come il recente Il Quinto Potere o il cult Videodrome, Blackhat è un thriller nel mondo della tecnologia, della rete e dell’informatica, che oggi è la vera protagonista della nostra società. Richiamando le atmosfere e il ritmo di alcuni suoi film come Collateral e Insider, Mann riesce a coinvolgere lo spettatore in una narrazione coinvolgente e dinamica, anche grazie ad una sceneggiatura lineare e ricca di dialoghi acuti e intriganti. Come ha scritto The TelegraphSolo Michael Mann lo avrebbe potuto fare. E meno male che lo ha fatto”.

Il thriller di Michael Mann, Blackhat, è una storia sull’ intersezione di corpi e macchine, è una spettacolare opera di cinema scardinato. Con giri brutali e sentimentali, belli e luridi, e beatamente assurdi, unisce le ossessioni e i suoni che caratterizzano gli altri suoi film” ha sottolineato The New York Times, mentre ReelViews ha notato che “Nonostante sia troppo lungo, Blackhat è per lo più coinvolgente. La narrazione presenta un importante cambiamento di direzione e le cose si fanno sempre più assurde mano a mano che si avvicinano al culmine”. Questo è forse il segreto di un thriller noir ben riuscito, che non lascia pause per distrarsi e rallentare il pathos di una storia interessante. “La tecnologia può essere cambiata, la criminalità può essere di gran moda, ma il canto narrativo rimane lo stesso in un film come questo, ed è un motivo per cui il regista lo conosce a memoria” ha spiegato il Los Angeles Times. 

Come ha scritto Rolling Stones, in conclusione: “Migliore di tutti è l'emozione di guardare Mann usare i suoi poteri cinetici come regista per affrontare il nuovo volto della guerra del 21° secolo”. 

Scritto da Letizia Rogolino
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