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Biutiful: Il film della maturità di Inarritu con un grande Javier Bardem

Attualità, Interviste

22/12/2010

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2010, Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu con Javier Bardem, Maricel Álvarez, Eduard Fernández, Diaryatou Daff, Cheng Tai Shen, uscirà nei cinema italiani il 4 febbraio 2011 distribuito da Universal Pictures. A Cannes, il protagonista ha vinto la Palma d'Oro per la Migliore Interpretazione Maschile a Javier Bardem (ex-aequo con Elio Germano per La nostra vita di Daniele Luchetti).

Questa è la storia di un uomo in caduta libera.
Sulla strada verso la redenzione, l’oscurità illumina la sua via.
In comunicazione con la vita nell’aldilà, Uxbal è un eroe tragico e padre di due figli che sente il pericolo della morte, lotta contro una realtà corrotta e un destino che lavora contro di lui per perdonare, per amare e per sempre.

“Dopo aver girato il mondo con Babelha affermato Alejandro Gonzalez Inarritu - ho pensato di aver esplorato abbastanza linee multiple, strutture spezzate e racconti intrecciati. Ognuno dei film che ho fatto è stato girato in un linguaggio diverso, in un paese diverso, con diverse strutture e dimensioni. Alla fine di Babel ero così esausto che, scherzando, dicevo che il mio film successivo avrebbe avuto un solo personaggio, una sola città, una struttura narrativa lineare e che sarebbe stato nella mia lingua… ed ecco qua! Biutiful è tutto quello che non ho mai fatto prima: una storia lineare imperniata su un personaggio”.

“Volevo catturare la semplice espressione di un’esistenza complessa. In qualche modo, Biutiful è, di nuovo, su un tema che mi ossessiona da tutta la vita e che ossessiona il mio lavoro: è un film sulla paternità – sulla paura di perdere un padre, di essere padre e su quel momento in cui cominci a diventare il tuo proprio padre e i tuoi figli cominciano a diventare te. E’ sulla perdita – perché alla fine noi siamo anche quello che abbiamo perso. Il tema è lo stesso, ma diverso. In questo film volevo distruggere l’illusione e rivelare la verità attraverso l’inequivocabile impatto dell’intimità”.

“Da quando ho iniziato a scrivere Biutiful, ho sempre pensato a Javier Bardem per Uxbal. – conclude il regista - Nessun altro avrebbe potuto dare al personaggio quello che gli ha dato lui. Io non avrei potuto fare questo film senza di lui, perché per me solo lui era Uxbal. Io e Javier proviamo a lavorare insieme da molti anni. Ho pensato che questo personaggio sarebbe stato il ponte che ci avrebbe portato insieme sul set. Il mio stile e il mio modo di lavorare con gli attori non è leggero né facile. Io metto tutto me stesso in ogni progetto e chiedo lo stesso agli attori. Sono ossessionato dalla perfezione, o da quello che io considero perfezione. E’ duro sia fisicamente che emotivamente. Beh, portare dentro Javier è stato come mettere insieme l’affamato e uno che muore di fame…  e entrambi desideravamo essere soddisfatti”.

“Javier non è solo un attore straordinario, è unico. Tutti lo sanno. Si prepara ai ruoli che interpreta in maniera approfonditissima e si scrive lunghi appunti sul suo personaggio. E’ impegnato, intenso e, anche lui, ossessionato dall’eccellenza. Però, quello che rende Javier così speciale e unico è uno spessore, una gravità, una presenza sinistra sullo schermo che viene dalla sua profonda e forte riflessione e dalla sua vita interiore ricca e profonda. Questo è qualcosa che non si può imparare. E’ qualcosa (angelica o diabolica) che o hai o non hai”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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