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Biancaneve, 200 anni dopo

Attualità, Personaggi

03/04/2012

Nata dalla fantasia dei fratelli Grimm, la fiaba di Biancaneve è un classico, un vero e proprio manifesto del genere narrativo per bambini. La sua genesi è da collocare nel lontano 1812, anno in cui venne presentata al pubblico per la prima volta: compresa all’interno della raccolta “Fiabe dei bambini e del focolare”, la storia di Scheenwittchen (questo il nome tedesco della famosa protagonista) è probabilmente il risultato di una sintesi di diversi racconti, tradizioni, elementi appartenenti al folclore popolare, profondamente conosciuto ed apprezzato dai Grimm. Tante sono le edizioni e le versioni che di questa fiaba sono state proposte : di “Biancaneve e i sette nani” ne hanno parlato più volte la letteratura, il cinema, il teatro, persino i fumetti. Ognuno di questi adattamenti ha contribuito in modo più o meno decisivo all’affermazione di questa fiaba nell’immaginario collettivo, rendendola parte del patrimonio culturale comune internazionale. “Biancaneve e i sette nani” si configura infatti come un racconto sempre vincente, un mito senza tempo che ha unito tante generazioni: è incredibile come, esattamente duecento anni dopo la sua nascita, costituisca ancora una valida (e ricca) fonte d’ispirazione creativa.

Una rilettura brillante, allegra, cromatica e sostanzialmente classica, con star in carne e ossa immerse in un'atmosfera da cartoon, e con una memorabile regina dalla doppia personalità interpretata da una sublime Julia Roberts. Mentre la fanciulla bianca come la neve, rossa come il sangue, e bruna come l'ebano è Lily Collins. Tutto questo è opera di Tarsem Singh, che lo porta nelle sale il 4 aprile.

Singh, nato in India nel 1961 con studi ad Harvard, e un celebre passato da regista di video musicali per gruppi come i R.E.M., o più recentemente per cantanti dal look coloratissimo e curato come Britney Spears, Pink e Beyoncé Knowles, oltre che regista di film come Immortals e The Cell, con la sua straordinaria visionarietà è riuscito a manipolare un classico, per eccellenza... Ha preso la storia di Biancaneve per tirarne fuori una versione sorprendente, e allo stesso tempo classica. La genialità dell’operazione risiede infatti nella scelta del regista di lasciare intatte tutte le sottotracce psicologiche di cui è intrisa la fiaba per stravolgere il concetto di realtà, attraverso l’utilizzo di attori in carne ed ossa in una atmosfera che ricorda da vicino un film di animazione. La sua Biancaneve è una rilettura brillante, leggera, allegra, con costumi supercromatici e in stile cartoon, che però rispetta - dietro la facciata di un mondo sorprendentemente ‘finto’ - tutte le complicate relazioni che legano i personaggi. Unica divagazione non c’è più la figura del cacciatore, sostituito dal tirapiedi della Regina, magistralmente interpretato da Nathan Lane. “Questo progetto mi ha da subito conquistato e interessato moltissimo. – ha affermato il regista – E’ stato per me l’opportunità di mettermi alla prova con qualcosa che non avevo mai fatto prima, ovvero, un film per famiglie che mescola azione, commedia e complotti. Questa storia ha un’energia totalmente diversa rispetto agli altri miei film e mi interessava molto la possibilità di aggiornare una storia classica ed eterna come questa. Biancaneve è un archetipo che è stato tramandato per cinque o seicento anni in tutta l’Europa, in Paesi diversi e con versioni differenti. Nel film abbiamo incorporato, io, i produttori e gli sceneggiatori, tutto quello che abbiamo scoperto durante le nostre ricerche”.

Ossessionata dalla propria bellezza e dall'idea di poter divenire la consorte del giovane principe Andrew (Armie Hammer), la Regina (Julia Roberts) chiede costantemente al suo specchio magico chi sia la più bella del reame ma un giorno ottiene una risposta inaspettata: la detentrice di tale appellativo è Biancaneve (Lily Collins), la ragazza di cui è matrigna, la figlia di primo letto del Re che aveva sposato e che lei ha tenuto mal volentieri tra le mura del castello dopo la morte del padre. Inferocita, chiede ad un cacciatore di portare la ragazza nel bosco e di ucciderla ma, riuscita a scappare, Biancaneve trova rifugio presso la casa di un gruppo di nani, piccoli, litigiosi ma esperti ladri, disposti a tutto pur di aiutarla nel riprendersi il regno sottrattole e riconquistare il cuore del suo adorato Principe.

Il cuore della storia, rivista da Singh, risiede nel rapporto tra la Regina, Biancaneve e il Principe. Quindi la scelta degli attori era il fulcro per la riuscita del film che doveva mantenere una forte componente spettacolare, uno humour molto vivace e una buona dose di romanticismo. A questo punto per la parte della Matrigna/Regina, il regista, ha voluto una delle donne più amate d’America, un’attrice che con il suo sorriso ha conquistato tutti: Julia Roberts. “La Regina – ha affermato Singh – è astuta, vanitosa, amorale, e non solo è ossessionata dalla bellezza ma anche dal potere. Vuole conquistare il Principe non solo per sentirsi la più desiderata ma anche per potere continuare a controllare il Regno. Julia è stata la prima e unica scelta perché era perfetta, dato che doveva stravolgere l’immagine che il mondo ha di lei. La Regina è malefica, oscura e malvagia ma anche irresistibilmente affascinante. Julia Roberts è così intensamente carismatica che è stata capace di fare tutto questo senza sforzo”.

“Una donna dalla doppia personalità – ha detto Julia Roberts – che mi ha incuriosito immediatamente. La vediamo come appare nella vita quotidiana e poi, ovviamente, come è lei riflessa nello specchio. La Regina dello Specchio è più calma e composta, perché ha l’illusione del potere, della bellezza e quindi si sente sicura mentre, quando si deve rapportare con gli altri, fa molta fatica a mantenere questo aplomb e tira fuori tutta la sua perfidia”.

Lily Collins ha conquistato tutti immediatamente ai provini, ha 24 anni e sono quelli che dimostra, non è artefatta ed è pura e innocente come Biancaneve. “Al giorno d’oggi è molto difficile trovare un’attrice – ha sottolineato Singh - in grado di possedere la grazia di Audrey Hepburn e la classe di Elizabeth Taylor e che non sia vittima dei vizi contemporanei. Lily sembrava incarnare il bene classico di cui il personaggio di Biancaneve è intriso. Trasuda genuinità e noi era di una ragazza così che avevamo bisogno”.

 

Scritto da Manuela Blonna
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