Betty, La brutta anatroccola che ha conquistato il mondo
In Italia non abbiamo la nostra Betty. Ma nel resto del mondo sì. Da noi conosciamo la versione americana, Ugly Betty con America Ferrera, che ci ha conquistato. Ma il fenomeno Betty La Fea, inizia in realtà, quasi dieci anni fa in Colombia grazie alla geniale penna di Fernando Gaitan considerato da molti come il ‘Neil Simon del Sudamerica’. Il RomaFictionFest ha dedicato un Convegno, moderato e pensato da Marco Spagnoli, al caso Betty con tantissimi ospiti che ci hanno fatto capire meglio da dove è nata l'idea e che portata internazionale ha la storia di questa ragazza adorabile, talentuosa, preparata, altruista che ha però, la sfortuna, di essere bruttina. Cominciamo con colui dal quale nasce tutto questo, appunto, Fernando Gaitan, creatore di Betty La Fea. "Ci sono voluti molti anni - afferma Gaitan - prima che quella che nella mia mente era un'idea diventasse una realtà, ovvero la telenovela Betty La Fea. E il tutto è partito osservando il mondo nel quale io lavoro, ovvero, l'ambiente di un canale televisivo. Nel mio caso, colombiano. Da una parte c'è la bellezza, il glamour, le luci della ribalta composte dagli attori, dalle attrici e da tutti quelli che gli ruotano intorno. Dall'altra ci sono gli attrezzisti, i pony express, le segretarie. Le gente normale. Ecco quello che mi piaceva raccontare era la bellezza vista dalla scrivania. Anche perché io ho assistito personalmente alla vita della segretaria di un dirigente del mio canale televisivo, che era molto brutta, ma estremamente efficiente. Lei sapeva tutto di quell'uomo, aveva la sua vita in mano. Invece per lui lei non esisteva nemmeno. Quando lei si è scocciata e se ne è andata, non ho mai visto un uomo più disperato di lui. Non ho mai visto un uomo così distrutto per una donna brutta". E quali pensa siano i motivi del successo di Betty La Fea, tanto da farne nascere ben 16 versioni differenti nel mondo? "La vanità femminile - continua Gaitan - è universale, e quindi tutte le donne e non solo loro possono rivedersi in questo personaggio. Inoltre c'è molto umorismo e anche realismo, perché il mondo della moda, che sia la redazione di un giornale o un atelier è raccontato con grande verosimiglianza". Fabrizio Rondolino, giornalista ed opinionista, infatti aggiunge: "Credo che la forza di Betty sia proprio in questo realismo. C'è sostanza dentro il contenuto (che è la televisione). Attraverso un mezzo di apparenza arriva un significato".
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