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Bestseller coreano e Transfer tedesco al 29° Festival di Bruxelles

Attualità

18/04/2011

BRUXELLES. In concorso al 29° Festival du Film Fantastique, un film coreano e uno tedesco. « Bestseller », opera prima di Jeong-ho Lee, è un thriller di due ore che coniuga gli imprevisti scaturiti dal successo di una scrittrice con i misteri di una città di provincia. Hee-so (Jeong-hwa Eom), autrice di bestseller, è sulla cresta dell’onda. Sposata con un giornalista, madre di una bella bambina, firma colonne di copie del suo ultimo successo. Un’improvvisa accusa di plagio la spinge a traslocare con la bambina in una vecchia casa sul lago. Due anni dopo riprende a scrivere e si avvale del racconto straordinario della figlia che sostiene di aver ascoltato un’amica immaginaria. E’ di nuovo successo, ma l’accusa di aver copiato la seconda parte da un dimenticato libro di vent’anni prima, le fa perdere anche l’editore. Senza il sostegno del marito, rimasto a lavorare in città, senza la bambina, perita in un incidente, Hee-so è sola. Sa, pero’, che la spiegazione di tanti misteri si trova nella vecchia casa dove spesso ha sorpreso un’anziana donna sfuggente con manoscritti stretti al petto. Scoprirà, infatti, tre quarantenni scavare sotto il pavimento della casa. La loro ricerca combacia col racconto della figlia, ma forse è troppo tardi perché Hee-so è diventata testimone scomodo di un segreto.  Forse è troppo diluito su due ore questo racconto di taglio tradizionale, che tuttavia si lascia seguire con attenzione.

    E’ di origine croata Vita Damir Lukacevic, che dal 1993 al 1999 ha studiato cinema a Berlino, dove risiede. Regista di « Transfer », dramma di fantascienza ispirato da una novella della scrittrice spagnola Elia Barcelo, affronta il tema dell’eterna giovinezza, narrando di una coppia di anziani e benestanti professionisti tedeschi, Hermann e Anna, che decidono di affidarsi alle ultime scoperte della scienza. Pagando, e possono permetterselo, il loro vissuto e la loro intelligenza vengono trasferiti nei corpi di due giovani e sani africani, che in cambio di denaro che servirà a salvare le loro famiglie, accettano il baratto. Il contratto, pero’, prevede soltanto venti ore al giorno di Transfer : durante 4 ore i due saranno sé stessi, Apolain e Sarah.  Il racconto, quasi un pamphlet settecentesco, mette a fuoco la ribellione di Apolain nelle quattro ore in cui recupera la sua personalità, e il disagio di Hermann e Anna che dopo aver sorpreso l’alta società tedesca con i loro splendidi corpi giovanili, ma con tutti i ricordi e le conoscenze di anziani coniugi, si vedono emarginare proprio a causa della diversità della loro presenza. Pur covando il sogno della vita eterna, giocando sul cambio d’identità e sul gap tra ricchi e poveri, il film ricorda che si è felici soltanto nell’essere sé stessi.

   Per gli appassionati di fantascienza, da ricordare il programma di mezzanotte del Festival con film audaci, a volte scabrosi, spesso erotici. E cito per tutti « Horny House of Terror » di Jun Tsugita con le stelle del porno nipponico Saori Hara e Asami nei ruoli di due prostitute in un bordello che è l’anticamera dell’inferno. Loro compito : soddisfare i clienti in tutte le loro richieste, e poi castrarli.   

Scritto da Renzo Fegatelli
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