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Berlino premia l’iraniano Panahi

Attualità, Eventi

15/02/2015

La Berlinale assegna l'Orso d'oro a Taxi del dissidente iraniano Jafar Panahi, un film girato contro il divieto impostogli dal regime degli ayatollah che tutt’ora lo costringe agli arresti domiciliari. L’Orso d'argento Gran Premio della Giuria è andato al film cileno sugli abusi sessuali dentro la Chiesa, El Club, di Pablo Larrain. Gli Orsi d'argento per migliore attore e attrice sono andati rispettivamente a Tom Courtenay e Charlotte Rampling coprotagonisti del film 45 anni dell'inglese Andrew Haigh. Nessun premio per l’unico film italiano in competizione, Vergine Giurata dell’esordiente Laura Bispuri, interpretato da Alba Rohrwacher. 

La giuria ha assegnato inoltre diversi premi ex equo a cominciare dal film tedesco Victoria di Sebastian Schipper, che ha ottenuto un Orso d'argento per il miglior cameraman, il norvegese Sturla Brandt Grovlen: un'ora e 40 minuti di un unico piano sequenza, senza montaggio. Lo stesso premio è andato anche al cameraman del film russo Under electric clouds di Alexej German.

Taxi, arrivato a Berlino clandestinamente, è uno spaccato della società a Teheran attraverso le corse di un taxi. Al volante c'e' lo stesso regista che lascia parlare, e riprendere con due videocamere piazzate all'interno del taxi, i passeggeri mentre raccontano dei loro problemi di tutti i giorni. L'Orso d'oro e' stato ritirato dalla nipotina di Panahi condannato nel 2010, per le sue critiche al regime, a sei anni di prigione e 20 anni di divieto di lavorare e andare all' estero. Fra il pubblico c'era anche la moglie del regista al quale non sono permesse dichiarazioni e interviste. 

Anche l’Orso d’Argento va ad un film impegnato nella denuncia dei crimini sessuali compiuti dai sacerdoti, come testimonia El Club del cileno Larrain.  Il Cile ottiene un secondo Premio importante con Orso d'argento per la migliore sceneggiatura a Il bottone di madreperla di Patricio Guzmancon, un film documentario sull'acqua e l'oceano che denuncia lo stermino delle popolazioni indigene della Patagonia. Al film guatemalteco Ixcanul Volcano di Jayro Buscamante, sulla vita di una comunità maya, è andato l'Orso d'argento Premio Alfred Bauer, che viene assegnato a opere nuove che "aprono nuove prospettive". Gli orsi d'argento per la migliore regia vanno ex aequo al film romeno Aferim! di Radu Jude, un film in bianco e nero sulla schiavitù fra gli zingari nella Valacchia nel 19/mo secolo, e al film della polacca Malgorzata Szumowska Body, che parla di una ragazza anoressica con un conflitto col padre e della terapeuta che l'ha in cura. 

La giuria internazionale guidata dal regista americano Darren Aronofsky ha fatto una scelta di campo molto chiara, premiando i film impegnati a scapito di grandi nomi come l'americano Terence Malick (Knight of the cups), il tedesco Werner Herzog (Queen of the desert), o l'inglese Peter Greenaway (Eisenstein in Guanajuato). 

Scritto da Piero Cinelli
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