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Berlino 2012: Diaz di Daniele Vicari vince il Premio del pubblico!

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19/02/2012

E’ uno dei film più attesi dell’anno e non solo in Italia. Ora, Diaz, Don’t clean up this blood di Daniele Vicari si è aggiudicato il Premio del Pubblico al Festival di Berlino nella sezione Panorama dove è stato presentato. Insieme a Parada di Srdjan Dragojevic e al brasiliano Xingu di Cao Hamburger.

Un’altra grandissima soddisfazione, dopo l’Orso d’Oro andato a Cesare non deve morire di Paolo e Vittorio Taviani per il nostro cinema.

Un film che è stato tutt’altro che facile da produrre per Domenico Procacci e la sua Fandango e non solo per problemi di soldi ma, soprattutto, per il tema che tratta. Una storia rovente e controversa che non ha lasciato indifferente il pubblico e la critica a Berlino anche perché, ricorda il regista, “Quella notte, nella scuola Diaz di Genova messa a ferro e fuoco dalla polizia, su 90 persone presenti c’erano 65 stranieri. E, fra questi, una quarantina erano ragazzi tedeschi”.

Diaz racconta i fatti avvenuti durante il G8 di Genova nel 2001, in particolare soffermandosi sulla notte del 21 luglio 2001, quando alle ore 24:00, 400 poliziotti fecero irruzione nella scuola Diaz, massacrando i ragazzi che dormivano al suo interno. Una ricostruzione accuratissima che, Vicari ha fatto studiandosi per due anni, le oltre 10.000 pagine di documenti processuali e selezionando le immagini girate a Genova in quei giorni, tutte reperibili su Internet.

Nel cast attori come Elio Germano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello, Aylin Prandi, Alessandro Roja, Monica Birladeanu, Jennifer Ulrich, Renato Scarpa, Davide Iacopini, Paolo Calabresi, Fabrizio Rongione, Ignazio Oliva. Diaz arriverà nei cinema italiani il 13 aprile 2012 per Fandango.

"Dedico questo premio al cinema italiano a cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo paese", ha affermato Daniele Vicari. "Quando ho visto proprio qui a Berlino il film per la prima volta insieme a 1.800 persone paganti, tra cui molti buyer, ero davvero emozionato. La reazione che c'è stata, a fine proiezione, mi stava facendo venire un infarto per quanto era sentita. Mi sono ritrovato in quell'occasione anche ad accogliere i pareri di un pubblico che veniva da ogni parte del mondo. Due frasi mi hanno colpito, in particolare: quello di una ragazza tedesca che era dentro la Diaz nel 2001 che mi ha detto ‘ho rivissuto l'incubo fino in fondo, ora finalmente qualcuno mi credera’. E poi il parere di un italiano che vive a Berlino e lavora in un negozio che mi ha raccontato che non aveva mai visto tanto orgoglio per questo film anche da parte dei suoi connazionali berlinesi".

Una pellicola da vedere perché è un pezzo cruciale della storia italiana: una sospensione della democrazia, un notte ‘da dittatura’ che persino ad un rappresentante dell’ordine strappò la famosa definizione di ‘macelleria messicana’, citata tra l’altro anche in un altro film attualmente nelle sale, ovvero, ACAB di Stefano Sollima.

IL TRAILER DI DIAZ, DON’T CLEAN UP THIS BLOOD

http://www.youtube.com/watch?v=1gUF6DTAI94&feature=player_embedded

Scritto da Nicoletta Gemmi
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