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Benvenuti al Sud: Viaggio in Italia

Attualità, Interviste

27/09/2010

“L’ottimismo è il sapore della vita”, urla Claudio Bisio in Benvenuti al Sud, davanti al Duomo di Milano, mentre un piccione gli lascia qualcosa sulla spalla e lui conclude con “Porca Trota!” (e non c’è nessuna allusione politica alla parodia del figlio di Bossi, assicura Bisio, sollecitato dall’analogia ndr.). E’, invece, un omaggio al grande Tonino Guerra e alla pubblicità che un tempo era diventata un vero tormentone per una commedia molto divertente che più che un remake è l’adattamento italiano del film francese  Bienvenue chez le Ch’tis uscito da noi con il titolo: Giù al Nord. Una pellicola che fu uno straordinario e inaspettato successo in Francia ma che anche in Italia andò piuttosto bene, incassando oltre quattro milioni di euro. Il film era distribuito da Medusa, come pure questa versione bianco, rosso e verde.

E se nel film di Dany Boon un Direttore delle Poste veniva mandato al Nord per avere cercato di ingannare la compagnia, qui Alberto ovvero l’esilarante Claudio Bisio, per lo stesso motivo, viene mandato al Sud. Lui, che abita con la moglie (Angela Finocchiaro) e il figlio in un piccolo e sterile paese della Brianza sognando il trasferimento a Milano, gli arriva come una mannaia la notizia del suo spostamento nel nostro meridione. Tanto che il povero Alberto chiede al suo superiore.: “Al Sud? Dove, Bologna???”. No Castellabate, nel Cilento. Partirà con la sua auto indossando un giubbotto anti-proiettile e piangendo sulle note di ‘O mia bela Madunina’. Per poi scoprire che non si sta così male in quel paradisiaco paesino e che la gente è altruista e generosa, non delinquenti che vanno in cinque in motorino scippando le vecchiette. Benvenuti al Sud è una commedia sia chiaro, ma la commedia non è di certo un genere che non fa riflettere. La risata è sempre stata un’arma fortissima contro l’ignoranza. Tanto che Benvenuti al Sud è una coproduzione Italia/Francia/Germania e gli Stati Uniti hanno già opzionato la storia per farne un’altra versione. Quindi possiamo dire che ognuno ha il proprio Sud e il proprio Nord. Il film di Luca Miniero non si addentra nella ‘Questione Meridionale Italiana’ che è tutta da risolvere ma afferma il regista: “Mi sembrava una sfida interessante raccontare - con tutti gli stereotipi italiani tra Nord e Sud - di nuovo questa storia dandogli però un’anima nostra, una sua spiritualità.  Senza fare paragoni inopportuni ma sono capolavori come Totò, Peppino e... la malafemmina che hanno messo in evidenza per primi le differenze ma anche la possibilità di capirsi tra identità differenti”.

La sceneggiatura del film è stata scritta da Massimo Gaudioso (tra gli autori di Gomorra il film di Garrone) che per Benvenuti al Sud è rimasto molto fedele al film francese come storia anche se in fase di riprese sia Bisio che Siani (uno dei suoi dipendenti della nuova sede) hanno improvvisato molto. “Quando ho visto Giù al Nord – afferma Bisio – ho pensato subito: “Ma perché anche noi in Italia non facciamo un film così?”. Immaginatevi dunque la felicità quando mi è arrivata la sceneggiatura e mi hanno proposto la parte. Il nostro film è totalmente una commedia, che gioca con i tempi, e tutte le infinite possibilità che la comicità offre. Mi auguro che sia una pellicola che possa incuriosire tutti. Da Nord  a Sud. Perché non è un film sulla difesa di una identità nazionale, non è un film a tema. E’ la storia di due ignoranti (nel senso che ignorano proprio la realtà che esiste oltre il cancello della loro villetta in Brianza), che siamo io e la Finocchiaro che hanno la possibilità recandosi in un luogo altro di scoprire che le differenze sono una ricchezza”. Aggiunge la Finocchiaro: “Sono d’accordo con quello che ha detto Claudio, mi auguro anche però che qualcuno ripensi hai pregiudizi che ha vedendo il film. Visto che viviamo in un Paese dove, a cominciare dalla classe politica, si fagocitano le paure verso l’altro e si esaltano tutti quei luoghi comuni che sono l’essenza di questo film. Però, alla fine, nel nostro lavoro chi si è cresciuto a cliché, è colui che diventa ridicolo. In Benvenuti al Sud le tradizioni sono usate come fonte di cultura e non per chiudersi dentro la propria casetta, radicarsi lì e non fare entrare nessuno”.

“In questo senso – aggiunge Miniero – è un film che parla dell’Italia di oggi. E’ chiaro che non avendo scelto Napoli ma Castellabate era più semplice evitare la delinquenza, la sporcizia, la malavita e le tante piaghe del nostro Sud... Ma è stato fatto apposta, per far capire che il Sud non è un tutt’uno come pure il Nord non è un tutt’uno”.

Benvenuti al Sud arriverà nei nostri cinema venerdì 1 ottobre distribuito da Medusa con 500 copie. Dany Boon regista dell’originale  - oltre ad esserne co/produttore – lo ha visto e lo ha apprezzato moltissimo. Prodotto per l’Italia da Cattleya ricordiamo che la regia è di Luca Miniero, la sceneggiatura di Massimo Gaudioso e che oltre a Claudio Bisio e Angela Finocchiaro nel cast ci sono: Alessandro Siani, Valentina Lodovini, Nando Paone, Nunzia Schiano e Naike Rivelli.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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