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Benvenuti al sud: la recensione

Attualità, Recensioni

01/10/2010

Il regista Luca Miniero, peraltro la persona più indicata per l'opera, visto il suo precedente e più originale Incantesimo napoletano (con la cultura meneghina, vista da Napoli, come un'aliena), ha preso alla lettera l'incarico di girare un remake di Giù al Nord (diretto da Dany Boon, che qui fa un cameo nei panni di uno straniero all'ufficio postale). Evidentemente l'enorme successo del film originale in patria,  con 20 milioni di spettatori (800.000 in Italia), lo ha spinto a non rischiare, trasferendo pari pari personaggi e situazioni nel Bel Paese.  Il risultato è, per chi ha visto il film francese,  un remake più vero dell'originale, con un effetto straniante, perché l'idea del film è così radicata nella nostra società - la dicotimia Nord-Sud è molto più accesa in Italia che in Francia - da far sembrare il film di Miniero  l'originale, la pellicola autentica.  Quindi una storia più italiana che transalpina, anche se il canovaccio è stato tradotto dalla lingua di Molière. Questo è il limite e la forza del film. Da una parte poco coraggio nel personalizzare e magari stravolgere la storia e i personaggi, visto il rapporto ombelicale che ci lega a queste 'categorie',  e dall'altra la certezza di avere a disposizione una commedia ben oliata, con il vantaggio di geolocalizzarla in una terra ancora più fertile. Si ride, questo è certo, e anche parecchio. La storia, come nell'originale, segue le vicende tragicomiche di un direttore delle Poste (Bisio) che, per ottenere il trasferimento in una sede nel centro di Milano, si finge invalido: salvo essere scoperto e spedito per punizione, invece che nell’agognata Milano, al sud. “Bologna?”, chiede lui? No, molto più giù: oltre Napoli! Il polentone parte con il giubbotto antiproiettile, convinto - tra camorra, colera, pallottole vaganti, immondizia etc. - di andare incontro alla fine.  Arriverà in un posto da cartolina, pieno di sole e di calore umano, e dovrà ricredersi sugli stereotipi e sui pregiudizi della 'terronia'.  Il problema sarà di tenere il punto nordista con la moglie... Scelto perfettamente il cast, quasi tutti 'giocano in casa'  con risultati eccellenti, a cominciare da un sempre più bravo  Claudio Bisio, accanto ai 'napoletani' Alessandro Siani e Valentina Lodovini, Un pò sprecata la Finocchiaro.   
Il film esce in circa 570 sale. Se farà faville, come è probabile, ci sarà un sequel del sequel, questa volta made in Italy: Benvenuti al nord.

Scritto da Piero Cinelli
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