questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Ben Whishaw, fulgida stella!

Attualità, Interviste

09/06/2010

E’ già stato uno dei più grandi poeti di tutti i tempi in Io non sono qui di Todd Haynes dove interpretava Arthur Rimbaud. Ora, l’inglese, Ben Whishaw, classe 1981 è John Keats in Bright Star di Jane Campion in uscita venerdì 11 giugno per 01 Distribution. Questo giovane attore dal talento straordinario sembra specializzato in ruoli da ‘rockstar’ maledette, che si tratti di poeti o del chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards che ha impersonato in Stoned. Il suo volto ha la bellezza perfetta per questi personaggi. Occhi malinconici, capelli sempre arruffati e un modo di fare schivo e mite che nasconde una grande personalità. Tutti tratti che danno vita ad una sensualità e seduzione che ha fatto colpo nel mondo del cinema, tanto che Whishaw ha già girato Love Hate e The Tempest di Julie Taymor, la regista dell’indimenticabile Across the Universe. Intervistato da vari magazine, in particolare Grazia, sul film della Campion, passato in concorso al Festival di Cannes del 2009, Ben Whishaw (che probabilmente ricorderete anche in Profumo di Tom Tykwer) ha rilasciato varie dichiarazioni entusiaste sull’esperienza e sulla figura di John Keats, che ricordiamo è sepolto al Cimitero degli Inglesi a Roma. “Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”. Keats aveva 25 anni quando lo stroncò la tubercolosi e non volle il suo nome sulla lapide.

“Era l’equivalente ottocentesco di una rockstar. – afferma l’attore – Non solo per la sua fama, ma per ciò che rappresentava: l’energia della gioventù e una forte carica anti-sistema. Keats nonostante l’aria malaticcia era tutt’altro che svenevole, aveva una personalità complessa: a volte era quasi angelico, altre era sanguigno, pieno di voglia di divertirsi con gli amici”. Bright Star che dà il titolo al film di Jane Campion è una sua poesia, ispirata dagli occhi della sua amata Fanny Brawne (Abbie Cornish) che è stata tradotta in italiano con Fulgida stella. Il loro fu un grandissimo amore. Contrastato. Dall’amico di Keats, Charles Brown, dalle differenze sociali e dalla scomparsa improvvisa del poeta. Keats prima di morire bruciò tutte le lettere che gli scrisse Fanny e non aprì quelle che lei le inviò a Roma dove era venuto per cercare un clima che potesse migliorare la sua condizione di salute.


“Per tutte le riprese e anche dopo
– continua Whishawmi sono sempre chiesto il perché di questo gesto. Penso che, nel caso della corrispondenza di Fanny, gli risultasse troppo doloroso sapere che stava per morire, a 25 anni, senza la possibilità di rivedere la donna amata. Smise addirittura di scriverle e persino di aprire le lettere che riceveva da lei. Anzi le ultime lettere di Fanny sono state sepolte con lui, ancora sigillate”. Mentre per quanto riguarda l’esperienza di lavorare con una regista come Jane Campion (Lezioni di piano), l’attore inglese ha dichiarato: “Jane ti guarda dritto dentro e capisce cose di te che tu stesso non hai mai considerato. A volte mi sentivo come sotto un incantesimo. Ha il dono di capire se qualcosa non funziona: usa molto il silenzio e riesce ad eliminare i fattori che ti impediscono di dare il meglio”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA