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Bee Movie: il piccolo grande mondo a strisce gialle e nere

15/09/2008

“Perché un film su un’ape? E chi non vorrebbe essere una sorta di minuscolo Superman a strisce gialle e nere in grado di volare per il mondo a velocità pazzesca e che mangia miele tutto il giorno?” Così Jerry Seinfeld, uno dei principali comici americani, racconta la genesi di Bee Movie prodotto da DreamWorks Animation e distribuito in Italia da Universal il prossimo 21 dicembre. E’, infatti, la prima volta che un autore si cimenta con una storia ‘tutta sua’, facendo di un film d’animazione una specie di celebrazione personale del suo talento visionario. “In realtà è una delle prime volte che sia un comico a scrivere un film d’animazione così come ho fatto io. Tim Burton e, più di recente, Brad Bird con Gli incredibili e Ratatouille hanno dimostrato prima di me come si possa essere ‘autori’ nel campo dell’animazione.”

Seinfeld, prima di adesso, non aveva mai considerato di lavorare ai progetti d’animazione targati DreamWorks: “Mi era stato chiesto, ma, senza volere offendere nessuno, era qualcosa che semplicemente non mi interessava. Io faccio solo cose in cui credo e, soprattutto, che posso seguire in prima persona.” Sottolinea Jerry Seinfeld spiegando il perché abbia sempre rifiutato di prestare semplicemente la sua voce ai personaggi e perfino di interpretare un film come attore. “Io devo essere anche l’autore di quello che sto recitando altrimenti non mi interessa essere soltanto un interprete. Quando ho avuto l’opportunità di farlo, l’ho fatto.” A proposito della lavorazione di Bee Movie, il comico popolare per avere dato il proprio nome ad una delle principali serie della storia della televisione americana racconta: “Abbiamo provato a fare tutto nella maniera più divertente possibile: sia dal punto di vista delle immagini che da quello dei dialoghi. Alcune delle scene sono state improvvisate per fare in modo che questo film risultasse particolarmente brillante e piacevole non solo per i bambini, ma anche per gli adulti.”



Il regista Simon J. Smith spiega: “La cosa più complicata in questo film era sviluppare in maniera omogenea ed equilibrata il gioco di proporzioni tra l’ape protagonista e la sua amica umana per fare in modo che il rapporto emotivo tra l’essere umano e l’ape riuscisse a presentarsi al pubblico con tutta la sua carica di empatia ed emozioni. In questo senso per noi era importantissimo che il punto di vista dello spettatore fosse sempre il migliore per entrare in pieno nella storia.”

L’attrice Renée Zellweger che dopo Shark Tale presta ancora una volta la propria voce ad un personaggio animato rileva: “Vanessa è una persona divertente che ho subito sentito di dovere rendere come una donna molto piacevole, ma non del tutto equilibrata. Così mi sono venute in mente grandi attrici americane del passato come Lucille Ball o Ruth Gordon che tutti noi ricordiamo per il suo lavoro pazzesco in Harold & Maude: più che ad emulale queste attrici ho provato a ricreare nella mia testa il suono della loro voce. Mi piace pensare di potere lavorare seguendo l’esempio di donne del genere che affrontavano il proprio lavoro con tanta energia, passione e una buona dose di coraggio.” Parlando della differenza tra l’interpretare un film tradizionale e prendere parte ad una pellicola d’animazione, Renée Zellweger spiega: “Per un’attrice, interpretare un film del genere costituisce una bella sfida in qualche maniera ‘liberatrice’ dalla routine che provi sul set di un film tradizionale. Non puoi basarti sui trucchi e sulla tua esperienza. Se le cose non vanno non puoi nemmeno dare la colpa agli altri dicendo che ‘eri illuminata male’. Un film come Bee Movie ti mette davanti ad un microfono insieme ad un talento come Jerry Seinfeld e devi cavartela da sola, tentando di non sprecare troppi soldi dello Studio ridendo senza riuscire a fermarti per le battute e per i tanti momenti di comicità che ti obbligano a sospendere la registrazione. In quel momento tutto dipende dalla tua capacità di tradurre la fantasia e l’immaginazione in qualcosa di concreto utilizzando soltanto lo strumento della tua voce. Mi sono sentita messa a nudo: recitare senza una macchina da presa e senza pubblico è stata un’esperienza importante e interessante.”

Dal 2009 tutti i film DreamWorks Animation saranno girati in versione tridimensionale. “Qualcuno dice che è un’immagine vale mille parole. Beh, il 3D vale tremila parole quindi. E’ difficile spiegare quale sia, oggi, la sua qualità, ma una cosa è certa: quando uno vede un film tridimensionale si accorge delle potenzialità di questa tecnica.” Dice il produttore Jeffrey Katzenberg presidente di DreamWorks Animation che pone l’accento sul fatto come tanti registi di rilievo si stiano avvicinando al tridimensionale: “E’ innegabile che cineasti come George Lucas, Steven Spielberg, James Cameron e Robert Zemeckis abbiano, in passato, aperto strade diverse con il proprio lavoro. Non è un caso che tutte queste persone, oggi, stiano lavorando a progetti di film in 3D. Posso dire una cosa: il cinema tridimensionale è la cosa più eccitante successa nell’industria cinematografica da settanta anni a questa parte, sia per quello che riguarda il realizzare film che per quello che riguarda l’esperienza della proiezione in sala".
Scritto da ADMIN
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