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Battiato: “Porto per la prima volta la mia vita al cinema”

Anteprime, Interviste

29/11/2013


Nel titolo si fa cenno all'idea di passaggio che è cardine nel lavoro di Franco Battiato, nel concetto di reincarnazione cui il Maestro Catanese crede fermamente. Non era mai stato realizzato prima un film che raccontasse il privato di quello che è considerato a ragione un artista intellettuale a tutto tondo. L'anteprima al Torino Film Fest diretto da Paolo Virzi, buon amico del Maestro, e' l'occasione per una chiacchierata informale, sul cinema e sulla vita in genere

Maestro partiamo da questo film su di Lei. Al Battiato regista e' piaciuto questo lavoro, si è pentito?
Non mi pento mai delle cose che faccio o al limite me ne dissocio. Non sarei qui se non lo avessi ritenuto valido. Io vivo di emozioni da restituire, non da prendere. Non mostro molto.

Cosa voleva raccontare lei di Battiato?
Quando non sei disturbato da nulla hai raggiunto lo scopo. C'è una scena in cui dipingo che restituisce esattamente la mia vita a casa mia. In quella sequenza c'è l'essenza di quello che volevamo raccontare, non la musica ma l'uomo.

Che musica ascolta in casa?
Io ascoltò solo musica classica, mi dispiace per il pop, il pop lo faccio già da me...

Si fa cenno anche alla religiosità nel film, lei come si considerà?
Credo nella reincarnazione. Mi dispiace per gli atei, che non hanno capito niente delle potenzialità della mente umana.

A Torino c'è stata la premiere anche l'ultimo film del suo amico Jodorowsky, lo ha sentito recentemente?
Domani parto per Katmandu per intervistare il ghota tibetano sulla morte per un che mi hanno commissionato sul concetto di morte. Ho sentito Jodorowsky per questo progetto, perche' mi interessava la sua opinione e mi ha detto: "Battiato, intervistami quando sarò' morto...." E' un tipo incredibile Alejandro, fa i tarocchi in maniera eccezionale. Una volta eravamo a cena io, lui, Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni. Ad un punto lui dice, ma lo sai che credo tu sia di nuovo incinta? Fabrizio a quel punto e' sbiancato perché proprio la mattina avevano avuto loro stessi la notizia...

Lei è stato criticato in lassato come regista, oggi che rapporto ha oggi con la critica?
Ognuno a u a sua visione delle cose, quando ho girato il primo film tutti mi volevano dare dei consigli, i miei film sono sperimentali, di cui sono fiero, ma se riuscirò a fare il mio Hendel, beh allora avrete un'idea del mio concetto di cinema.

Che rapporto ha con il direttore del Festival Paolo Virzi?
E' arguto, acuto e spiritoso, sono felicissimo di essere al suo festival, ci eravamo conosciuti a New York e ci eravamo dati appuntamento

Lei nel film ha parlato di un periodo di crisi negli anni Settanta, lo ha superato brillantemente, qualche consiglio anti crisi sull'oggi?
Sono nato subito dopo la guerra, eravamo poveri, senza soldi.... Eravamo felici!
Ho vissuto un'infanzia tribale molto divertente, se oggi pensassimo meno ai soldi...
Io da giovane sono stato a Milano e non ho mangiato anche per una settimana, ma ero felice, anche solo di guardare le vetrine...
In prima persona pago le tasse sul serio, se solo le tasse andassero a chi ha bisogno e non a chi è già ricco e ruba solo...

Scritto da Titta Digironimo
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