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Bafta: una finestra sugli Oscar

Attualità, Eventi

17/02/2014

I verdetti dei Bafta, annunciati ieri a Londra in una serata con un parterre de Roi, sono letti come una vera e propria anticipazione degli Oscar per almeno quattro buoni motivi. Il primo è la prossimità con la notte degli Oscar, che ricordiamo avrà luogo il 2 marzo, il secondo è la coincidenza del premio con l'inizio (tra un giorno) delle votazioni per gli Oscar, il terzo è la altissima percentuale di membri dell'Academy all'interno dei votanti dei Bafta, che come è noto rappresentano la comunità cinematografica britannica che vive e lavora più a Los Angeles che a Londra, il quarto è il sistema di votazione dei Bafta rivisto recentemente e rifatto esattamente a immagine e somiglianza di quello dell'Academy (le candidature proposte dai settori specifici e le votazioni finali votate da tutti).  Insomma un premio più sbilanciato verso il cinema hollywoodiano che verso il cinema domestico. 

Il Bafta come miglior film è andato a 12 anni schiavo, diretto dal regista britannico Steve McQueen, prodotto da Brad Pitt (che ha ritirato la statuetta assieme al regista)  mentre  Chiwetel Ehjiofor è stato premiato come miglior attore protagonista per il ruolo nella stessa pellicola. Come non pensare che questo premio offra un assist a fine partita ad uno dei principali protagonisti dell'Oscar numero uno? Gravity trionfa come 'miglior film britannico' (il film è stato girato a Pinewood, sebbene prodotto dalla Warner), ed inoltre ottiene la statuetta per la regia (Alfonso Cuaron) oltre a quelle per musica, suono ed effetti visivi. Cuaròn è il superfavorito anche dell'Academy. L'altro film britannico, in questo caso al 100%, Philomena, interpretato da Judi Dench e Steve Coogan e diretto da Stephen Frears, ottiene il premio per la migliore sceneggiatura non originale, mentre un altro titolo non propriamente britannico, anche nel titolo, American Hustle ottiene il Bafta per la migliore sceneggiatura originale ed inoltre quello a Jennifer Lawrence  come miglior attrice non protagonista. Infine l'attrice l'australiana Cate Blanchett riceve il Bafta come miglior attrice protagonista per 'Blue Jasmine' di Woody Allen, ridando fiato alla sua candidatura per l'Oscar, messa in difficoltà dalle feroci accuse della figlia adottiva nei confronti del regista della pellicola Woody Allen. Insomma, a parte Philomena, i premi peraltro prestigiosi, guardano più oltreoceano che nel cortile di casa.  Compreso quello per il miglior film straniero che rafforza ulteriormente, laddove ce ne fosse ancora bisogno, La grande bellezza di Paolo Sorrentino. 

 

Scritto da Piero Cinelli
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