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Avventuroso Percy Jackson by Chris Columbus per una nuova franchise

Attualità

03/02/2010

In molti hanno comparato Percy Jackson al nuovo Harry Potter e, in effetti alcune punti in comune ce li hanno.  E non solo per il fatto che il regista del film Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo - Il Ladro di Fulmini è diretto da Chris Columbus autore dei primi due film sul maghetto. Ma le strabilianti situazioni nelle quali si va a trovare il giovane Percy - interpretato dal bravissimo Logan Lerman - sono situate in una atmosfera piuttosto unica. In un mondo moderno, attuale, abitato anche dalle mitiche divinità del Monte Olimpo, situato 600 piani al di sopra del celebre Empire State Building di New York. Gli dei hanno dato vita a una nuova razza di giovani eroi, per metà mortali e per metà divini. Percy è uno di questi, è il figlio adolescente di Poseidone, è sospettato di aver rubato il fulmine di Zeus, l'arma più potente dell'universo. Per provare la sua innocenza ed evitare una guerra devastante tra Dei, Percy intraprende un'odissea attraverso il continente americano alla ricerca del vero ladro. Dove se l’Olimpo è a New York, l’inferno è a Hollywood (e non è un caso!). Lungo il viaggio, il ragazzo dovrà affrontare, insieme all’inseparabile Annabeth (Alexandra Daddario) e al satiro Groover (Brandon T. Jackson), acerrimi nemici, decisi a fermarlo nella sua operazione di pace e al contempo di salvare la madre dalle grinfie mortali di un altro dio greco, Ade. Nel cast star come Uma Thurman nel ruolo di Medusa, Sean Bean è Zeus, Pierce Brosnan è Chiron, Steve Coogan è Ade, Rosario Dawson è Persefone, Kevin McKidd è Poseidone mentre la grande Catherine Keener è la madre  di Percy. Questo nuovo fantasy è il primo di cinque volumi scritti da Rick Riordan e, in base al successo di questo primo capitolo, si avvia a diventare una franchise. Abbiamo incontrato il regista Chris Columbus ricordandovi che Percy Jackson arriverà nei cinema italiani dal 12 marzo in più di 500 copie distribuito dalla 20th Century Fox. Columbus che cosa l’ha portata nuovamente ad avvicinarsi al fantasy e ad essere il primo regista di una possibile franchise? “Il fatto che il libro è ambientato nel mondo contemporaneo dove convivono umani insieme ai Dei dell’Olimpo e ai loro figli, definiti SemiDei. Da sempre sono affascinato dalle storie della mitologia greca, fin da quando ero piccolo, quindi la sceneggiatura mi ha catturato immediatamente. In più avevo voglia di ributtarmi nel fantasy ma con un film diverso, con qualcosa che non avevo mai realizzato prima. Senza dimenticare che spero tanto che raccontare la storia della mitologia greca ai ragazzini, agli spettatori attraverso un film di avventura e intrattenimento mi sembra una cosa straordinaria e anche di notevole importanza. Nella mitologia greca ci sono due livelli: uno più dark, sanguinolento, ambiguo e adatto agli adulti e un altro più giocoso, facile anche se impervio da proporre ai ragazzini. Il film presenta entrambi i livelli, quindi direi che, sostanzialmente, piacerà moltissimo agli adolescenti ma anche ai loro genitori”.

Quando legge che Percy Jackson è molto simile a Harry Potter, come reagisce? “Non male perché credo che una parte di verità ci sia però specificherei non solo con Harry Potter ma anche con Spider-Man, il Signore degli Anelli. Tutti quei fantasy dove al centro della storia c’è un ragazzino che ha dei problemi me che riesce a fare dei suoi difetti il suo punto di forza. Percy ad esempio è dislessico e ha un deficit dell’attenzione che lo porta però a riuscire a spostare le lettere e a leggere il greco antico. Ecco su questi punti assomiglia a questi personaggi poi l’atmosfera, la storia, le avventure, gli effetti speciali sono diversi. Ad esempio rispetto al primo Harry Potter che ho girato qui gli effetti speciali hanno fatto negli anni passi da gigante e, io ho voluto, la migliore tecnologia in circolazione”. Cosa la preoccupava maggiormente di questa lavorazione? “Trovare il protagonista giusto, perché tutta la storia sarebbe stata vista attraverso i suoi occhi. Sono stato molto fortunato ho visto il remake di Quel treno per Yuma e lì mi sono innamorato di Logan Lerman. Ho avuto un flash l’ho visto subito nei panni di Percy e non mi sono sbagliato. Sono sicuro che diventerà un grandissimo attore, non solo una star, ma intendo un attore versatile, un vero nuovo talento. Se lo guardate nel film crediamo a tutto quello che fa e questo è fondamentale in un fantasy”. Anche Percy Jackson come pure Harry Potter è tratto da una serie di libri, in questo caso cinque, come si trova con storie che proseguono anche in altri capitoli? “Per il primo Harry Potter ricordo che è stato un po’ un incubo. Partivamo già da un libro di grande successo e mi sentivo gli occhi del mondo puntati addosso. Non dall’autrice J.K. Rowling ma dai fan che mi dicevano ogni cosa che non dovevo tralasciare o su quale punto dovevo fare maggiormente attenzione. Quindi libertà zero, mi sono sentito in trappola. Con il secondo episodio è andata molto meglio. Quindi con Percy Jackson mi sono attenuto al libro di Riordan ma non ho voluto essere troppo fedele. Ci sono libertà all’interno della storia che mi sono preso. Per quanto riguarda se continuerò a dirigere la serie, come sapete, dipende molto dal successo di come andrà questo film. Non per niente in Percy Jackson l’Olimpo sta a New York - all’Empire State Building mentre l’inferno è a Hollywood, perché lì se ti va male un film sono fuoco e fiamme. Io infatti non ci abito, mi sono trasferito a San Francisco, ci vado solo per lavoro. Altri motivi per cui mi piacerebbe continuare con le avventure di Percy è per approfondire maggiormente la mia conoscenza della mitologia greca raccontando tante altre vicende e anche per lavorare di nuovo con questi splendidi attori”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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