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Astro Boys - Intervista al Trio Medusa

Attualità, Interviste, Personaggi

17/12/2009

A detta anche dei diretti interessati, l’esordio cinematografico del Trio Medusa non poteva avvenire in maniera migliore: un film d’animazione giapponese come Astro Boy in cui Gabriele Corsi (attore), Giorgio Maria Daviddi (biologo) e Furio Corsetti (‘quasi’ architetto) doppiano altrettanti personaggi della storia tratta dal celeberrimo manga di Osamu Tezuka. “Non è stato un caso”. Spiega il Trio MedusaAbbiamo minacciato tutti i direttori del doppiaggio d’Italia pur di farci fare, finalmente, tre personaggi in un cartone animato e, alla fine, è arrivato questo bel regalo. Abbiamo tutti e tre dei figli e, finalmente, grazie ad Astro Boy potremo spiegare cosa facciamo per vivere, perché fino adesso tra radio e televisione non era mai stato loro troppo chiaro. La cosa più bella del nostro doppiaggio era quella di potere veicolare delle emozioni attraverso la voce. Doppiare significa recitare senza l’ausilio del corpo, ma solo attraverso la voce".

Qual è il fascino di Astro Boy?

Lui è il papà di tutti i Manga che amiamo di più: da Mazinga a Goldrake è stato lui a precorrere le storie che amiamo di più. Per noi è stato come tornare al passato dando voce a dei personaggi che, in qualche maniera, ci hanno ‘cresciuto’. L’originale è nato negli anni Cinquanta ed è stato lì che è iniziata la nostra adorata saga dei Robot che poi si sono visti in televisione. Osamu Tezuka è il dio dei manga: il padre di tutta l’animazione giapponese. Astro Boy è un film spettacolare con delle scene meravigliose.

 

Un elemento che sembra appartenere al DNA dell’umorismo del Trio Medusa…

Noi apparteniamo alla generazione degli anni Ottanta: facevamo le scuole medie quando serie come Heidi e Goldrake sono esplose in Italia diventando un fenomeno straordinario. Noi abbiamo assorbito quella cultura e ce l’abbiamo dentro. Un nostro desiderio è, in un certo senso, quello di riuscire a recuperare le sensazioni di quell’età.

La fusione della cultura pop è un altro elemento chiave del vostro successo…

Il nostro è, però, un ‘pop basso’…quasi un “po’ porno”…Ci divertiamo molto a fare quello che facciamo, perché ci piace prendere in giro i luoghi comuni seguendo un punto di vista di chi è cresciuto con i cartoni animati.

Quali sono i vostri preferiti, oggi?

Sicuramente i Simpson, i Griffin, nonché il meraviglioso ‘American Dad’. Siamo anche dei grandissimi fan della Pixar: non solo a livello tecnico, ma anche per quello che riguarda le storie e le sceneggiature. Impazziamo per quel tipo di film che sembrano scritti da bambini e che, invece, sono pensati da adulti. Ci piace vedere il lato infantile delle cose. Eppoi, ovviamente, ci inginocchiamo davanti al cinema di Hayao Miyazaki. Da un lato c’è la Pixar, dall’altro c’è lui. Ci piace il dualismo tra animazione computerizzata e tradizionale. Anche perché da piccoli ce la menavano con il fatto che i cartoni animati giapponesi ‘facevano male, perché erano fatti con il computer’, mentre in realtà le cose stanno proprio all’opposto. Quell’animazione era fatta a mano…

Anche voi provate a veicolare certe idee attraverso l’umorismo…

Ci proviamo e non sempre, ne siamo consapevoli, ci riusciamo, ma questa è un po’ la nostra idea di fondo. La difficoltà è quella di fare passare tutto attraverso il nostro metodo. Quello che facciamo in radio o in televisione è quello di raggiungere un doppio livello.

Qual è la cosa più difficile?

Riuscire ad essere noi stessi in ambiti differenti. Per quello che riguarda la libertà di esprimersi in radio, oggi come oggi, è sicuramente più facile che in televisione.

Il cinema?

Ci piace molto, lo adoriamo. Sarebbe bellissimo potere scrivere un film tutto nostro. Per fare gli attori, a parte Gabriele, forse, non è il caso di provarci…la nostra passione resta la radio. Ogni volta che lavoriamo a qualcosa di nuovo, ci dedichiamo completamente ad esso. Certo, ci piacerebbe e se servisse qualcuno, pagati tanto, per Natale da qualche parte, siamo qui…i produttori italiani sono avvertiti: i soldi bastano a farci cambiare idea!

 

Scritto da Marco Spagnoli
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