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“Arrivederci e grazie Harry Potter!” Daniel Radcliffe a Broadway: guardando al futuro

Attualità, Eventi, Personaggi

17/06/2011

(New York) – A meno di un mese dall’uscita, il 13 luglio, della seconda parte de I doni della morte avventura conclusiva e in 3D dei sette libri e otto film ispirati alle avventure del mago creato dalla penna di J.K.Rowling, la Grande Mela ospita due aspetti diversi e, apparentemente, contrapposti del talento di Daniel Radcliffe. Se, infatti, a Times Square c’è una mostra di oggetti provenienti dai set del film, tutta la città è invasa da una selvaggia campagna pubblicitaria che promuove la visione dei sette film della serie in download su Internet. A Broadway, però, a pochi passi dal luogo dell’esposizione, c’è l’Al Hirschfeld Theater dove l’attore inglese, oggi ventunenne, si esibisce con grande successo come protagonista del musical How to succeed in business without really trying (Come avere fortuna nel lavoro senza davvero provarci, n.d.r.) che pur non avendogli permesso di essere nominato al Tony assegnato domenica scorsa, ha consentito al suo partner sul palcoscenico, John Larroquette di vincere quello che viene considerato come l’Oscar del teatro. I manifesti giganteschi che lo ritraggono a mezzobusto e i caratteri cubitali con cui è scritto il nome di Radcliffe non lasciano dubbi che i produttori abbiano voluto chiamarlo, consapevoli della possibilità di sfruttamento del successo di questo giovane attore in un ruolo con cui, necessariamente, dovrà confrontarsi fino alla fine dei suoi anni.  Alla fine, però, tutto questo risulta essere una sorta di peccato veniale, perché questo è un musical in cui Radcliffe che definisce con modestia la sua voce come ‘ abbastanza intonata’ sorprende il pubblico con il suo humour e una fisicità, ovviamente, sconosciuta al maghetto di Hogwarths 

“L’importante è che i registi e i responsabili dei casting non vedano in me solo Harry Potter.” Spiega l’attore pronto ad ‘appendere la bacchetta al chiodo e ad andare incontro ai prossimi passi della sua carriera.  “Fino a che le cose staranno così, andrà tutto bene”. Il musical scritto mezzo secolo fa da Frank Loesser vincitore all’epoca oltreché di diversi Tony anche del premio Pulitzer, racconta la storia di un giovane lavavetri che scala le vette del successo nel mondo delle grandi società americane grazie ai consigli del libro, titolo anche dello show. Una piccola epopea fatta di furbizie, di colpi bassi e di tanta fortuna, piena espressione del “sogno americano”ed ambientata in un’era felice prima dell’assassinio di Kennedy I miei genitori sono sempre stati dei grandi fan dei musical.” osserva l’attore che aveva già debuttato a teatro a Londra due anni fa nel ruolo del protagonista del tetro dramma di Peter Shaffer Equus. “In macchina sentivamo sempre i cd di Bulli e Pupe e di South Pacific ed è un genere che mi ha sempre affascinando.” Aggiunge che il suo attore modello resta l’amico e collega della serie di Harry Potter, Gary Oldman “Mi piacerebbe avere anche solo metà della sua versatilità.”

Avvocato nel dramma dalle venature horror di James Watkins The Woman in Black le cui riprese sono terminate a dicembre, Daniel Radcliffe che ammette di comporre delle poesie che ancora non ha fatto leggere a nessuno, valuta la possibilità di scrivere una sceneggiatura e, un giorno, di esordire anche alla regia. Non c’è dubbio che Harry Potter è alle sue spalle e che adesso sta dando il massimo per evitare i rischi incontrati da tutti gli ex attori bambini. “Sono orgoglioso di quanto è accaduto negli ultimi dieci anni.” conclude “L’ultimo giorno sul set ero molto triste, ma è una cosa che doveva finire. Sarebbe terribile per me se a trent’anni dovessi ancora girare vestito come Harry Potter…” Una considerazione che trova in genere d’accordo anche gli spettatori del musical sempre tutto esaurito da tre mesi e, soprattutto, le fan che da prima, addirittura, che inizi lo spettacolo fanno la fila davanti alla porta di uscita degli artisti per aspettare Radcliffe che con questa ‘mossa’ di carriera ha dato prova di una grande lungimiranza e di una buona dose di coraggio.

How to succeed in business without really trying rappresenta, infatti, una vera sorpresa, perché pure essendo molto ‘classico’ sembra profondamente intriso di quello sguardo cinico, divertito, ma anche molto divertente sull’America dei primissimi anni Sessanta celebrata, tra l’altro, nella serie Mad Men che proprio il prossimo mese vedrà, negli Stati Uniti, il debutto della sua quinta stagione.

Scritto da Marco Spagnoli
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