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Arriva in sala la corazzata Zalone, 1200 copie per ‘Sole a catinelle’

Attualità, Conferenze stampa, Interviste

29/10/2013

Terzo film per la premiata ditta Gennaro Nunziante Checco Zalone, al secolo Luca Medici

"Sole a catinelle", questo il titolo di una nuova commedia che affronta vari aspetti della nostra società alle prese con la crisi. Zalone, Valsecchi e Nunziante, i Signori della commedia degli anni 2000 si apprestano a tornare in sala con un numero di copie da capogiro, ci raccontano così il loro terzo attesissimo film.

Checco, diciamo che ricominciate da 'tre', e anche che squadra vincente non si cambia...

Ormai con Gennaro siamo insieme da anni, sette o otto anni, non ci baciamo perché ci fa schifo, ma manca solo quello, giuro. Questo mio nuovo personaggio e' un papà come lo sono io nella vita. Mi ha aiutato a realizzarlo così bene il fatto che la mia vita privata e' simile al film, c'è la crisi e sono papà! Siamo partiti dall'idea di raccontare un uomo che è il prodotto di venti anni di berlusconismo, che è un poveraccio ma non è colpa sua, fa tenerezza.

Valsecchi arrivate in sala come una vera e propria corazzata, 1200 copie, un record senza precedenti. Avere pensato agli incassi da capogiro? A livello produttivo avete tarato il film per eguagliare o superare quel dato?

Io e Checco abbiamo fatto una scommessa su quanto incasserà questo film, se vince lui mi paga una cena, se vinco io gli lago una vacanza. scherzi a parte si fanno i film e ci si crede, non si può mirare ad un risultato. Quanto fa questo film al botteghino e' una cosa importante per tutto il movimento. Non puoi mettere l'asticella più in alto all'infinito certo, ma il dato degli esercenti che ci hanno dato 1200 sale mi pare un buon viatico. È le circa 30.000 prenotazioni in poche ore mi faranno dormire meglio da oggi.

Checco i tuoi film precedenti hanno incassato tanto, ma tu sei diventato molto ricco?

No, per il momento no... Ma ci sto lavorando.

Gennaro, in questo nuovo film Checco sembra aver messo da parte il trash ed essere diventato molto buono, insomma ha messo la testa a posto sarà la paternità?

Non è mai esistito il trash ed il cinismo nel nostro cinema. Per me anzi il cinismo e' una cagata pazzesca della vita che ci ha inculcato qualcuno. Al cinema non si fanno situation comedy tanto per strappare una risata. E poi io il buonismo in questo film non ce lo vedo proprio.

Checco sei d'accordo con il tuo regista, non ti sei ammorbidito con la paternità?

Guarda, purtroppo non potevo più sfottere i gay o quelli di altre religioni, perche lo avevamo gia' fatto e quei temi purtroppo si esauriscono. La prossima volta sarò cattivissimo, giuro!!

Checco Una delle situazioni surreali più irresistibili e' una vacanza in Molise, ce la racconti?

Si e non partiamo semplicemente dal Molise, in una prima stesura il film si sarebbe dovuto anche concludere con la famiglia che ritrovava la felicità in Molise. Poi abbiamo cambiato il finale per evitare il buonismo ed abbiamo fatto riaprire una fabbrica in crisi. Mi scuso con tutto il Molise e mi chiedo se ci porto' ancora andare... Mi sento una merda ma non l'ho voluto cambiare io il finale.... Sai, dove abbiamo girato non avevano mai visto le persone, le macchine, la cinepresa... Oh scherzo eh, Molisani, tranquilli!!

Checco ma tu ti aspettavi questo successo crescente, ci hai pensato in questi anni? E poi con questo film sembra facile ridere della crisi, come avete lavorato?

Un film e' un film e se è una commedia deve fare ridere. Volevo raccontare un uomo totalmente refrattario alla crisi. Spero che la gente ci si ritrovi, rida e magari prenda spunto... Quanto al successo, si passa da essere nessuno ad essere famoso in un secondo e puoi sempre fare il percorso inverso. Quindi non ci penso, l'ho sempre desiderato però, soprattutto come chitarrista. Ed infatti sono famosissimo soprattutto come chitarrista.

Gennaro avete fatto recitare un bambino molto divertente, che ogni tanto dice delle parolacce, vi aspettate qualche critica per questo?

Si, e per evitare questo sul set e' stato chiamato il MOIGE e abbiamo chiesto a loro cosa poteva o non poteva dire il bambino... Ma per carita' finiamola, non voglio essere critico, solo che per noi e' volgare quello che è goffo, artefatto.  Fare la commedia su di "lui, lei è l'amante" e' volgare. Noi ci teniamo distanti da quello. Voi giudicate il film, tanto poi decide il pubblico. Sai se c'è un segreto del nostro cinema qual'e'? Che facciamo cose che ci piacciono, e forse se piacciono al pubblico e' perché sono piaciute prima a noi.

Checco avete anche scherzato con i santi del cinema d'autore... Non avete timore reverenziale? 

Si c'e' una scena molto carina in cui affrontiamo il tema dell'eutanasia, che e' stato oggetto di molti film recentemente. Noi abbiamo scelto di prenderli in giro, oh bonariamente.... Siamo partiti dal fatto che una vecchina volesse staccassi da sola il respiratore per risparmiare sulla bolletta.... Abbiamo scherzato con il cinema autoriale, speriamo non si offenda.

Gennaro questi vostri tre film sono come delle favole che si fondono con alla cronaca, come le costruite? 

Parliamo ore ed ore a telefono, si parte da una gag che però è sempre indicativa della storia. Stavolta ad esempio ci faceva ridere l'idea di un bambino che ha il 'mutismo selettivo' ma quando incontra Checco diventa logorroico.  Io ho sempre presente che la commedia italiana attingeva dalla realtà. Secondo me siamo solo e semplicemente figli di quei maestri. Se ti stacchi da quella realtà non risulti credibile. La commedia muore di anacronismo se racconta una vita che non c'è. La fine del neorealismo si puo' datare nel momento preciso in cui Visconti disse a De sica: "Noi non prendiamo più l'autobus e stiamo qui a cena a casa di una contessa..."

Valsecchi lei produce in tv e per il cinema sempre con grande successo, come fa?

Il cinema "io lei l'altro", come ha detto Gennaro e' vecchio, magari non volgare ma vecchio. Bisogna cercare nuovi linguaggi. Questa stagione cinematografica disastrosa non dipende dalla crisi, ma dipende da quello che abbiamo proposto in sala. Siamo in un momento di trasformazione e non possiamo non vederla; dobbiamo interpretare la realtà, lanciare nuovi autori perché la gente vuole questo. Con Gennaro e Checco ci siamo riusciti, ma non dobbiamo mai stancarci di cercare storie nuove, in cinema e in tv.

Titta Di Girolamo

Scritto da Piero Cinelli
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