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Arriva Cella 211, grande successo in Spagna

Attualità

14/04/2010


Il giovane Juan Olivier, al suo primo incarico come secondino in un carcere di massima sicurezza, si presenta al lavoro con un giorno d’anticipo sul primo turno di guardia. Mentre visita il braccio che rinchiude i detenuti più pericolosi, un frammento di intonaco cade da una parete in ristrutturazione e lo colpisce alla testa. Nel tentativo di rianimarlo, le guardie lo distendono temporaneamente sulla brandina di una cella al momento vuota: la cella 211. Ma non hanno il tempo di aspettare che Juan si riprenda: il carismatico Malamadre, leader indiscusso dei detenuti più pericolosi, è riuscito ad assumere il controllo del braccio e a scatenare una vera e propria rivolta. Alle guardie non resta che togliersi da lì al più presto e mettersi in salvo, abbandonando così l’ignaro Juan al proprio destino in mezzo ai rivoltosi ... Questa la trama di Cella 211 (titolo originale: Celda 211) un film che arriva venerdì 16 aprile per Bolero Film nelle nostre sale e che nel suo Paese di origine, la Spagna ha già fatto al box office oltre 15 milioni di euro. Una pellicola potente di genere cine/carcerario/politico, quarto lungometraggio di Daniel Monzòn che oltre ad avere spopolato in patria si è anche aggiudicato 8 Premi Goya, inclusi miglior film e miglior regia. Cella 211 è stato co-sceneggiato dal regista insieme a Jorge Guerricaechevarria, sulla base dell’omonimo romanzo di Francisco Pérez Gandul del 2004 (pubblicato in Italia da Marsilio). Da segnalare due interpreti Alberto Amman nella parte di Juan e Luis Tosar nel ruolo del rais Malamadre che trascina nell’inferno della rivolta carceraria il secondino.

“Più che una pellicola di genere, Celda 211 è una tragedia a pieno titolo e nel senso più classico del termine.ha affermato il regista - La tragedia che ognuno di noi potrebbe vivere in una situazione estrema come quella in cui viene a ritrovarsi Juan Oliver. Una storia basata sul fatum, su ciò che è inesorabile, sul fatto che svoltare un angolo al posto di un altro potrebbe modificare la tua vita per sempre. Ma il cuore di questa Celda 211 è il rapporto di amicizia, in condizioni e circostanze estreme, tra Juan e Malamadre, due uomini le cui esistenze non potrebbero essere più distanti, ma che un destino beffardo  ha reso vicine nel giro di poche ore. E che lo stesso destino beffardo ha colpito con la forza di un uragano. Juan si rende conto che stare da una parte o dall’altra non è tanto una scelta morale, quanto una mera congiuntura di circostanze. E  che tutto è relativo, il fatto di aver ucciso qualcuno non è incompatibile con l’essere integri e comportarsi come un guardiano della legge non è incompatibile con l’essere un bastardo. Il viaggio di Juan lo compie anche lo spettatore. E il motivo per cui lo commuove profondamente è che gli scava dentro una ferita che fa male come poche, una ferita che spiega la nostra fragilità e ci parla di come la vita di ognuno di noi sia appesa ad un filo”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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