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Appena apro gli occhi: la musica e la libertà in Tunisia

News, Trailer

30/04/2016

Appena apro gli occhi

In sala dal 28 aprile 2016 Appena apro gli occhi - Canto per la libertà opera prima di Leyla Bouzid, storia dell'estate della diciottenne Farah all'indomani della maturità tra la scoperta dell'amore, la passione politica, la musica e lo stato poliziesco di prima della rivoluzione.
La pellicola è stata premiata a Venezia nee 2015 dove era stata presentata alle Giornate degli Autori. La storia narra le vicende di una band di rock politico in cui entra la diciottenne Farah (l'esordiente Baya Medhaffar) nei mesi che la separano dall'inizio del corso universitario.
"Il film è nato da alcune immagini forti che mi appartengono - dice la regista dagli Stati Uniti dove il film sta facendo il suo tour che poi la porterà anche in Italia (dal 6 all'8 maggio: Padova, Firenze, Milano) - lo stato poliziesco nel quale sono cresciuta e il rapporto madre-figlia.
Per quel che riguarda l'epoca a me interessava raccontare le premesse della rivoluzione, quell'atmosfera di paura e paranoia in cui vivevamo, volevo raccontare come quel contesto potesse distruggere l'energia dei giovani. Ma allo stesso tempo volevo tratteggiare come i tunisini a partire dal dicembre del 2010 avessero cominciato a svegliarsi: le lingue a sciogliersi, i ragazzi a parlare sui social network, le persone a criticare il regime. Per noi si trattava di un passo da giganti e si percepiva che nel giro di poco qualcosa di incredibile sarebbe successo".
Quel "qualcosa di incredibile" è stata la rivoluzione dei gelsomini che ha portato alla deposizione del presidente Ben Ali. "Ero consapevole del fatto che dovevo girare in fretta il film, fino a che c'era ancora tempo, e che era importante filmare la paura che i tunisini sentivano quando Ben Ali era al potere. Per mostrare le difficoltà di quegli anni e scongiurare il rischio di doverle rivivere. Durante le riprese ho notato che molti avevano già dimenticato che cosa era stato vivere sotto il regime di Ben Ali. Da un certo punto di vista, l'oblio non è necessariamente un qualcosa di negativo, è come se quel periodo fosse ormai lontano. Ma amnesia ed oblio devono essere combattuti. Questa è una delle funzioni del cinema".
Le canzoni sono state interamente composte per il film come conferma la regista: "scriverle e formare il gruppo sono state la sfida maggiore. Perché il film fosse riuscito prima di tutto doveva essere riuscita la musica. Con un amico poeta, Ghassen Amami, abbiamo lavorato a partire da alcuni miei testi in francese e lui si è messo nella pelle di Borhène, alcuni brani sono stati scritti di getto, su altri ci abbiamo lavorato di più. Poi i testi sono stati trasformati in canzoni: ho avuto l'incredibile fortuna di incontrare il musicista iracheno Khyam Allami con cui mi sono trovata subito sulla stessa lunghezza d'onda. Volevamo qualcosa che fosse allo stesso tempo moderno, con una grande energia influenzata dal rock, ma anche in linea con la musica tradizionale tunisina. Tutti i membri del gruppo sono stati scelti per lo strumento che dovevano suonare, perché sono veri musicisti e tutte le sequenze musicali sono state filmate live con il gruppo che suonava realmente e un pubblico. Quelle scene potevano anche non essere perfette dal punto di vista musicale ma ciò che contava era che fossero vere, che facessero vibrare lo spettatore". Di seguito il trailer italiano:

Scritto da Vittorio Zenardi
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