Caricamento pagina in corso...

Antonio Capuano

02/03/2006

3 marzo

La guerra di Mario

Regia di Antonio Capuano con Valeria Golino, Marco Grieco, Andrea Renzi, Anita Caprioli
100', Medusa, drammatico

Mario ha nove anni ed è definito un bambino "difficile". Il Tribunale di Minori lo ha sottratto alla sua famiglia naturale per proteggerlo e per dargli una possibilità. Giulia e Sandro sono una coppia di quarantenni della borghesia colta e agiata, apparentemente soddisfatti; non sono sposati e vivono insieme da circa due anni quando decidono di chiedere in affidamento un bambino. Giulia si innamora della sua nuova condizione di madre e vive una meravigliosa rinascita; Sandro è intimidito dalla presenza del bambino. Mario si trova proiettato in un mondo che gli è completamente estraneo. Il percorso che Mario, Giulia e Sandro fanno per provare a vivere insieme è difficile e molto doloroso.

Da dove viene la voglia, la necessità di raccontare La guerra di Mario, un bambino che viene dato in affido temporaneo?

I temi legati alle problematiche dell'infazia io li sento molto miei; sono emozioni che mi colpiscono in maniera forte e particolare quelle che possono offrire i bambini quindi con il mio cinema cerco di sviscerare, di analizzare i percorsi di crescita dei bambini. Anche guardando i miei titoli precedenti si capisce che sono sempre stato molto attratto dai bambini, dai ragazzini, dal loro modo di parlare e di agire e li ho raccontati. In particolare per La guerra di Mario la storia è arrivata da una mia amica che ha vissuto l'esperienza di un affido temporaneo. Lei lavorava in una casa famiglia e ad un certo punto ha chiesto di poter avere con sé uno dei bambini ospiti, la risposta è stata affermativa e questo ragazzino ha vissuto con lei per alcuni mesi. Così mi ha raccontato le felicità, i bisogni, le tenerezze, le difficoltà che più passava il tempo e più aumentavano. La storia mi è sembrata così interessante che l'ho voluta raccontare.

Che guerra sta combattendo Mario?

Mario è un bambino che combatte una guerra come tutti quelli che vengono dal niente, con una famiglia alle spalle inesistente, che dall'età di quattro anni è stato sballottato prima in un orfanotrofio poi da una famiglia adottiva ad un'altra come fosse un pacco. E Mario in questa situazione è solo a combattere contro un destino che non è dei migliori. Inoltre il titolo del film mi è venuto in mente perché la mia amica che mi ha raccontato la storia dell'affido mi ha confessato che lei aveva trovato molti ritagli di bambini africani con il mitra in mano, di piccoli soldati, nel cassetto del ragazzino che aveva in affido. Questo mi ha fatto pensare alla guerra che, non solo metaforicamente, combattono i ragazzini a modo loro.

In che mondo vive: si crea un amico immaginario, adotta un cane randagio mentre gioca ad un video game si vede che la sua automobile sbanda e va contromano…

Mario ha un suo mondo immaginario come tutti quanti noi… il mondo immaginario ci serve per difenderci dalla realtà e a Mario serve più che mai. Quindi si inventa un amico immaginario e mostra un grande affetto per un cane abbandonato che adotta. Quello dell'animale può sembrare un cliché ma molti bambini si affezionano a cani o gatti, quindi mi è sembrato naturale anche per Mario.

Il film sembra sposare la tesi che un bambino non va educato ma considerato come un adulto. Non ci sono norme da seguire, soltanto la capacità d'amare. C'è una frase nel film esplicita su questo punto: "La scuola è un brutto carcere, e il carcere è una bella scuola".

Questa è assolutamente la tesi del film, per me un bambino va considerato come un adulto e per fortuna è una teoria abbastanza acquisita, in generale, dalle scuole e da parte dei genitori. Un bambino è una persona, come un adulto, con i suoi problemi. Il vero casino nasce proprio perché gli adulti molto spesso non riescono a entrare in sinergia con i bambini e quindi scattano comportamenti autoritari o troppo permissivi comunque dannosi… E sia ben chiaro io penso che sia molto difficile fare i genitori, gli educatori ecc… perché non è affatto semplice rapportarsi con i bambini. Anche tutti i genitori o adulti che si confrontano con un bambino, assolutamente in buona fede, molto spesso tendono a prevaricare sul più piccolo.

Scritto da ADMIN
VOTO
 

SCRIVI UN COMMENTO

  • Image User
    Non risulti attualmente loggato!

    Ricorda le informazioni personali

    Inviami una notifica sulle risposte

    Inserisci qui a fianco il testo che vedi nel riquadro sottostante:

    Inserisci il commento

NOTIZIE CORRELATE

LA PROSSIMA SETTIMANA