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Anteprima al Noir per ‘Offstage’, un doc. girato a Rebibbia

Anteprime, Personaggi

06/12/2013


Verrà presentato alla prossima edizione del Noir Film Festival (10-15 dicembre a Courmayeur) ‘Offstage’ un film Documetario del regista Francesco Cinquemani.  Si tratta di un documentario su di un gruppo di detenuti-attori che rappresenta un viaggio attraverso un labirinto della memoria di legami oscuri, tormenti, colpe, segreti e momenti di riflessione su come certe storie potevano o dovevano andare diversamente. Tutti gli attori del film fanno parte de “La Compagnia stabile Assai”, il più antico gruppo teatrale penitenziario italiano. Offstage racconta le storie di detenuti con lunghe pene o ergastolani, esemplificando la storia criminale che ha segnato il nostro paese: Mafia, Camorra, Banda della Magliana e traffico internazionale di droga. Grazie al lavoro di ricerca di Cinquemani - autore, sceneggiatore e regista dopo una lunga carriera da giornalista e direttore di giornali -il film diventa anche lo “spazio” in cui una delle più intense forze motrici che spinge l’individuo ad agire e incamminarsi verso il cambiamento, è la sensazione di dissonanza emotiva che egli avverte tra la propria dimensione interiore e il mondo circostante: una sorta di prigionia che lo lega alla sua terra che non sente più sua.
Cinquemani, autore e regista di “Light News” il nuovo programma di informazione cinematografica dell'Istituto Luce Cinecittà, ci racconta la genesi del suo film: “Ho iniziato la mia carriera giornalistica tanti anni fa e ultimamente mi ero sempre più allontanato dalla realtà creandola, riadattandola e modellandola a mio piacimento. Anche se mi piacciono i documentari, non avevo mai provato a realizzarne uno e magari non l’avrei mai fatto se il produttore Sante Giavazzi e Antonio Turco non mi avessero chiesto di curare le riprese di uno spettacolo della compagnia Stabile Assai. Fino a quel momento non li avevo visti recitare, né avevo avuto modo di vedere Cesare deve morire dei Fratelli Taviani che era uscito da poco. Li ho incontrati alle prove dello spettacolo e ho avuto la folgorazione. Avevano delle storie, dei percorsi che andavano raccontati".
Ma come si lavora ad un progetto come ‘Offstage’? “Ci sono storie che nascono di getto e le scrivi in poche ore – racconta il regista -  e ci sono storie che sedimentano per anni dentro di te. In questo caso ho operato al contrario: Dovevano essere i detenuti a determinare la storia del film e non io. La mia vecchia identità da giornalista risaliva dal fondo della mia coscienza e gridava. È realtà, non finzione. Non puoi toccarla. Non puoi manipolarla!”.

Scritto da Titta Digironimo
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