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Anne Fontaine: la mia Coco che ha mandato fuori moda un’epoca

06/05/2009

Attrice, sceneggiatrice, regista, Anne Fontaine è da tempo che desiderava fare un biopic su Coco Chanel. E quando il progetto è diventato possibile la regista ha deciso di concentrarsi sul periodo dell'infanzia e della gioventù di Gabrielle Bonheur Chanel, prima che diventasse per tutto il mondo Coco, stilista della casa di moda Chanel. Arrivata a Roma insieme alla sua interprete Audrey Tautou, per la quale afferma subito: "Se Audrey non avesse accettato il ruolo non ci sarebbe stato il film. Non l'ho ricattata, ma vedevo solo lei nei panni di Coco". Iniziamo subito con una domanda scomoda. Signora Fontaine al Festival di Cannes ci sarà un altro film dedicato a Coco Chanel, dal titolo: Coco Chanel & Igor Stravinsky. Le due produzioni hanno avuto qualche contatto o sono due progetti separati? "No, non abbiamo avuto alcun contatto e nemmeno ero a conoscenza di questo altro progetto mentre giravo il mio film. Sono contenta, comunque, che vengano dedicate più opere a questa donna che ammiro così tanto. Tutto quello che so però, per quanto riguarda l'altra pellicola, è che è più concentrata su Stravinsky con cui Coco ha avuto una relazione, nonostante lui avesse la sua famiglia in Russia". Che cosa l'ha affascinata maggiormente di Coco Chanel e, in particolare, delle sue origini, che sono raccontate nel suo film_ "Coco era una donna che amava dire: "Ho inventato la mia vita perché la mia vita non mi piace". Questa è già una frase abbastanza eloquente sulla personalità di questa persona. Era una donna con una enorme fantasia che si inventava un sacco di storie. Diceva che il padre era un ricco commerciante o che aveva frequentato scuole super-esclusive, ma lo faceva solo per sopravvivere. Odiava più di tutto chi provava pietà per lei e per le sue origine di orfana, proveniente da una famiglia molto povera, con una madre maltrattata e tradita da un padre che non c'era mai. Per questo motivo amava spesso ribadire che lei non si sarebbe mai sposata, perché detestava l'idea di dipendere economicamente e sentimentalmente da un uomo. Questo non le ha impedito, ovviamente, di amare e soffrire. Ma nessuno doveva osare dire 'pauvre Coco', questa affermazione la mandava in bestia e rivolgendosi alla sorella diceva 'un giorno questi che ci trattano così, farannno la fila per venire a mangiare da noi'. Ed è proprio andata in questo modo".

 

 

Scritto da ADMIN
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