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Anica: il cinema va bene, quello italiano meglio

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04/02/2011

Nella consueta conferenza di presentazione dei dati relativi all'anno passato, quest'anno hanno fatto irruzione quelli entusiasmanti del primo mese del 2011, dove grazie a Zalone, Albanese etc. la quota di mercato del cinema italiano (gennaio) e' salita al 65%. Un dato straordinario che fa dire al Presidente dell'Unione Produttori dell'Anica Riccardo Tozzi: "il prodotto nazionale è diventato la prima scelta del pubblico. Siamo ad un punto di svolta, perché  questo dato fa di noi il primo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti.  Tozzi ha poi commentato molto positivamente la ricaduta finanziaria del credito d'imposta sulla produzione, che in presenza di un Fus molto ridotto ha comunque sostenuto anche il cinema d'autore,  "perché la nostra produzione cammina su due gambe e non su una sola e il cinema d'autore è altrettanto necessario".
Atmosfera trionfalistica, rilanciata dal Presidente Anica, Paolo Ferrari, che ha illustrato i numeri complessivi del 2010, con il dato ormai consolidato di una quota di mercato dei film italiani del  27,3% degli incassi (e 32% dei biglietti venduti). Una quota stabile rispetto al 2008 e in crescita di 5 punti rispetto al 2009. Il successo del cinema italiano si affianca alla crescita complessiva del mercato che nel 2010 ha visto crescere gli incassi complessivi del cinema del 17,9%, una crescita molto forte ottenuta grazie anche alla maggiorazione del prezzo del biglietto per le pellicole in 3D. Gli incassi complessivi registrati da Cinetel (che legge l'85% del mercato) ammontano a 734,2 mln euro, con il superamento della quota complessiva di 120 milioni di spettatori. Inevitabile in questo quadro un richiamo alle responsabilità governative di sostenere con la proroga, non di soli sei mesi, del tax credit e con il ripristino di un Fus 'razionalizzato' ma comunque accettabile. Infine una nota polemica nei confronti della minaccia di sciopero delle sale annunciata dagli esercenti cinematografici, contro il ventilato prelievo di 1 euro sul prezzo del biglietto.  Per Giampaolo Letta, vicepresidente Anica e AD di Medusa,  è necessario discutere tutti insieme le possibili soluzioni prima di dichiarare serrate. "Accanto ad una inevitabile contrazione del sostegno pubblico diretto, c'è sia una maggiore presenza delle Regioni ed un utilizzo virtuoso degli incentivi fiscali, dimostrato dall'aumento dei film prodotti e degli investimenti privati.  Dobbiamo essere uniti per chiedere il rinnovo del tax credit e tax shelter."

Scritto da luca
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