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Andy Serkis

16/12/2005

Intervista a Andy Serkis, ovvero Mr. Kong
Dopo avere prestato il suo corpo e la sua voce alle animazioni e al personaggio di Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli, Andy Serkis torna a lavorare con Peter Jackson per le animazioni di una delle più grandi (anche dal punto di vista della taglia…) icone della storia del cinema: King Kong. "Non potevo credere che Peter mi stesse chiedendo di interpretare un altro personaggio CGI" dice a Primissima dalla Nuova Zelanda, Andy Serkis  "Poi ho capito che  come con Gollum, voleva cercare di raggiungere un certo tipo di risultato: Kong non doveva essere solo un'icona, ma avere una propria personalità che trascendesse la mera fisicità. Il suo obiettivo era dare vita ad una storia che avesse il valore di un archetipo come La bella e la bestia."
Quindi un attore shakespeariano come lei è perfetto per dare vita ad un dramma…
C'è una vera sensibilità 'shakesperiana' nello sviluppo del personaggio. Un vecchio gorilla gigantesco solo, ferito e indurito dal tempo. Segnato dalle lotte e dall'essere l'ultimo della sua specie. Una figura di grande tragicità e profondità, condannata ad una tristissima esistenza di solitudine.
Lei come lo ha interpretato? Come i divi del cinema in bianco e nero portavano sullo schermo icone quali la Mummia, Frankenstein e l'Uomo Lupo?
E' un'ottima analogia. Amo molto il cinema horror della Hollywood degli anni d'oro quando star come Lone Chaney o Bela Lugosi interpretavano Il fantasma dell'Opera o Dracula. Kong, però, comunica come fanno i gorilla, ovvero emettendo suoni gutturali che ho imparato a replicare dopo avere passato lungo tempo con questi primati prima presso lo zoo di Londra eppoi in Africa, in Ruanda, dove mi sono recato appositamente per prepararmi. La mia recitazione si è basata sul loro linguaggio corporeo per permettere al pubblico di capire più o meno quello che Kong sta pensando in quel momento senza avere un comportamento "troppo umano".
Parliamo dell'aspetto romantico della storia…
Kong e Ann si assomigliano. Entrambi sono stati feriti e il loro rapporto è davvero simile a quello de La bella e la bestia. Non c'è nessun amore, ma l'attrazione derivat dall'essere entrambi dei superstiti. Lei gli offre la sua compassione, lui la sua protezione da un mondo ostile per entrambi. Sono legati da qualcosa perfino più profondo dell'amore e che trascende gli schemi.
Quale qualità era irrinunciabile nella reinterpretazione di King Kong sua e di Peter Jackson?
L'ironia. Altrimenti sarebbe stato estremamente noioso vedere per due ore questo personaggio alle prese con le sue battaglie. Peter ha sempre pensato che quello della commedia fosse un elemento molto importante per questo suo Kong. E' importante vedere film in cui il dramma e la tensione sono accresciuti dalla mediazione di momenti comici. Questo dà a tutto il film un ritmo molto particolare…
Cosa le piace del lavorare con Peter Jackson?
E' un grande talento. Non solo: è una persona estremamente collaborativa capace di dare vita e forma alle storie che intende raccontare con grande chiarezza e lungimiranza. E' un genio con cui è bello e divertente potere lavorare ed è straordinario poterlo osservare mentre si mette a creare questi mondi straordinari che diventano la base dei suoi film.
Cosa pensa delle possibilità del digitale? Qualche attore teme di vedersi presto sostituito dal computer…
Sono sciocchezze e lo dico io che ho sperimentato per primo questa tecnologia. Il lavoro di noi attori è insostituibile perfino per gli animatori che non saprebbero cosa far fare ai personaggi creati con il computer. E' un nuovo reame del possibile in cui puoi interpretare tutto quello che  vuoi. Semmai le possibilità della recitazione vengono ampliate. Non indossi più la maschera della commedia o della tragedia, ma indossi un costume virtuale da gorilla. E' un momento molto eccitante della storia del cinema non molto diverso dai primordi quando Godzilla o Kong erano interpretati da attori con costumi. Oggi tutto è sofisticato, ma al centro di tutto c'è sempre la recitazione nel senso più puro. Io ne sono la dimostrazione vivente.
Cosa si prova a vedere se stessi trasformati in un giocattolo?
Per me è sempre straordinario camminare in mezzo alla strada e sentire per caso persone che – senza riconoscermi – si mettono a fare l'imitazione di Gollum. E' buffo tenere in mano il modellino di Smeagle e vederlo ritratto nella postura che tu hai discusso così a lungo con Peter Jackson. Lo stesso dicasi per Kong che lotta con i dinosauri o lo vedi ritratto in una certa maniera. Credo che per un attore, vedere che le sue scelte artistiche hanno un impatto così forte sulla vita delle persone grazie a questo tipo di film risulti estremamente gratificante.

Scritto da ADMIN
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