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And the Winner is… Jennifer Lawrence. La nostra intervista alla protagonista di Hunger Games

Attualità, Interviste

26/04/2012

Jennifer Lawrence è la protagonista di Hunger Games, dal 1° maggio 2012 nei cinema italiani distribuito dalla Warner Bros, primo capitolo della trilogia nata dalla penna di Suzanne Collins.

Ha solo 21 anni ma ha già capito quel gran talento autodidatta che la sua vita, da ora in poi, non sarà più la stessa. The Hunger Games, questo il titolo originale, uscito venerdì 23 marzo negli Usa e in altri 67 Paesi ha stabilito una serie di record impressionanti. Nel primo fine settimana, negli Stati Uniti, è arrivato primo al box office con 155 milioni di dollari su 4.137 schermi. Terzo miglior incasso dopo Harry Potter e i doni della morte - parte 2 e Il Cavaliere Oscuro e primo migliore incasso di sempre dato che non si tratta di un sequel. Miglior incasso americano per il mese di marzo, miglior incasso Usa in un solo giorno con 70 milioni nella giornata di venerdì e un worldwide di 214 milioni di dollari nel mondo.

A Madrid ci siamo trovati faccia a faccia con la bella e bravissima Jennifer Lawrence, classe 1990, una Nomination agli Oscar come Migliore Attrice Protagonista l’anno scorso per Winter’s Bone (Un  gelido inverno) e nel 2008 Premio Marcello Mastroianni al Festival di Venezia per The Burning Plain - Il confine della solitudine. La Lawrence è nata Louisville nel Kentucky e ancora mantiene quell’aria sana di ragazza di campagna, alla quale non ha intenzione di rinunciare. Nonostante le insidie della celebrità. Tanto da mettere subito le mani avanti e dire, niente domande private, dato che è nota la sua relazione con l’attore Nicholas Hoult che ha conosciuto sul set di X-Men: L' inizio.

In alcune scene di Hunger Games sembra di essere in Un gelido inverno, le pare ci siano similitudini tra i due personaggi? In un certo senso sì sono abbastanza simili e quello che rende vicini i personaggi di Ree e Katniss è il coraggio. In Winter's Bone Ree ha dovuto trovare la forza di mantenere una famiglia, composta da una madre assente, fratelli e sorelle, una volta che il padre li aveva abbandonati. In The Hunger Games Katniss sente la stessa pressione. Suo padre è morto in un incidente successo in una miniera ed è rimasta con una madre, molto depressa, e una sorellina che lei adora. La povertà, l'America rurale, i paesaggi, le situazioni sono esattamente le stesse. Poi certo, senza volere, svelare troppo The Hunger Games diventa tutta un'altra storia. Io direi che le unisce il coraggio e anche la paura perché è per sconfiggere questa paura che Ree e Kat trovano un modo di sopravvivere. Fondamentalmente è l'amore per i loro familiari, gli amici e il rispetto per loro stesse che le spinge ad agire e a sconfiggere tutte le avversità.

E' stata molto dura la preparazione per il ruolo di Katniss? Assolutamente sì. Ho preso lezioni di tiro con l'arco con un campione olimpico, ho fatto yoga, corsa ogni giorno, arrampicate anche se per quest'ultime avevo l'imbracatura. Sì, ovviamente, The Hunger Games ha richiesto una preparazione piuttosto ardua ma a me non dispiace affatto questa parte del lavoro.

Lei ha letto i libri di Suzanne Collins e ha detto di averli amati molto. Cosa pensa della trasposizione di Gary Ross... ad esempio mentre leggeva i libri si immaginava in questo modo Katniss... Devo dire di sì e non per piaggeria, trovo il film un grandissimo film. Non è un popcorn movies e dato che sta andando benissimo ed è un blockbuster mi dispiacerebbe molto che fosse confuso con una pellicola, solamente, di intrattenimento. Gary Ross ha pensato a The Hunger Games come ad una storia molto triste, drammatica, con una vena thriller e con la grandissima capacità di creare un mondo fantasy che non è affatto lontano dalla nostra realtà.

Il film è pieno di significati, uno dei più importanti, a nostro avviso è questa differenziazione sempre più netta tra ricchi e poveri. Quello verso il quale il nostro mondo sta andando... Sono d’accordo, ci sono moltissimi aspetti del film di cui si potrebbe parlare però, è chiaro, che il solo fatto che quelli che vengono scelti per partecipare agli Hunger Games provengano dai Distretti e non da Capitol City, siano quindi quelli relegati nelle periferie è una netta denuncia che sono i poveri quelli da sacrificare, perché la loro vita non ha alcun valore. Non per niente il premio che vince l'unico che sopravvive al massacro è cibo per sé stesso, la sua famiglia e il suo distretto. E' davvero impressionante l'ondata di violenza di cui è invaso il nostro mondo, non è cambiato nulla dai tempi dei Gladiatori.

Jennifer Lawrence è consapevole che dopo questo film la sua vita non sarà più la stessa? No non ne sono consapevole perché non mi sono mai preoccupata in vita mia del successo, è l'aspetto che meno mi interessa di questo lavoro. Inoltre io ho una famiglia che mi ha supportato sempre... per dirvene una i libri di The Hunger Games – come pure quello di Winter’s Bone - me li ha passati mia madre. Inoltre è stata lei che quando ho deciso di fare questo mestiere mi ha seguito dal Kentucky a New York poi a Los Angeles per tutte le audizioni. Ho due fratelli più grandi che mi telefonano in continuazione. Che volere di più... L'unico aspetto un po' triste e strano di tutto ciò è che quando torno a casa nel Kentucky, e torno a dormire nella mia stanza, e mia madre cucina per me tutto è rimasto com'era ma, quando esco per strada è come se mi sentissi rinchiusa dentro una campana di vetro, perché la gente che conosco non si rapporta con me più nello stesso modo. Questo lo percepisco in maniera molto tangibile. Del resto ora c'è anche un po' l'incubo dei paparazzi, che prima non sapevo neanche cosa volesse dire.

Qual'è stata la responsabilità maggiore che ha sentito nell'interpretare Katniss? Proprio il fatto che era già nella mente di tantissime persone. Quando stai uscendo con un film normalmente nessuno ha realmente visto il personaggio prima di potere dire 'eccolo'. Questa volta ho, invece, interpretato un personaggio che la maggior parte delle persone hanno già nella propria mente. E questo è davvero spaventoso e grandioso. L'altro aspetto fantastico di interpretare Kat è che il tutto il libro è visto dal punto di vista di lei. Per un attore è davvero una cosa incredibile avere a disposizione un dialogo interiore del proprio personaggio, non succede quasi mai ed invece è davvero molto utile.

Che cosa ci può dire degli altri attori che hanno lavorato con lei, in particolare quelli con cui interagisce maggiormente: Woody Harrelson, Lenny Kravitz ed Elizabeth Banks... E' stata una esperienza magnifica. Woody Harrelson è come lo vedete nel film, premuroso, divertente, ironico, dolce. Lenny Kravitz è un grandissimo attore, molto professionale e anche lui davvero divertente. La Banks è un'attrice da cui puoi solo imparare e poi vi svelerò un segreto, sarei ovviamente stata assolutamente fuori parte, ma il ruolo di Effie è il mio preferito. Ma nessuno meglio di lei avrebbe potuto portare sullo schermo questo personaggio assolutamente strabiliante.

Cosa pensa dei Reality Show? Sono solo dei programmi che aumentano l'ossessione nella gente. In persone che non hanno una loro esistenza e si nutrono di quella degli altri. Terribile. Detto questo però anche io mi sono vista alcuni reality perché capisco perfettamente che diano dipendenza, diciamo che portati all'eccesso, come spesso accade, ne riesco a vedere più gli aspetti negativi che quelli positivi.

Che tipo di film le piacciono? Ne guardo tantissimi e ne amo moltissimi. Diciamo che mi sento più portata per film drammatici che comici ma è una sensazione. Una sensazione data anche dal fatto che uno dei film che amo di più è Harold e Maude quindi un film drammatico ma pieno di vita e di ironia. Tutte le volte che lo vedo impazzisco. I tentativi di Harold di morire per attirare l'attenzione della madre li ho sempre trovati geniali, come, chiaramente la relazione d'amore tra lui e Maude.

Ha già firmato un contratto per gli altri due film della serie? L'unica cosa certa che so è che sia io che Josh Hutcherson e Liam Hemsworth saremo ne La ragazza di fuoco e ne Il canto della rivolta, però con quali opzioni e modalità non ne ho idee. Non mi occupo mai di questi aspetti.

Recitare è un gioco? Questo lavoro è un gioco, l'unico aspetto che non amo molto, per essere onesta è proprio questo: la promozione. Per il resto è una fortuna ed un onore inestimabile recitare.

Che cosa si aspetta per il futuro? Di continuare a lavorare con registi interessanti e produttori altrettanto impegnati. E, per il momento, di potermi riposare un po' dopo questo tour de force per la promozione di The Hunger Games. Soprattutto non vorrei mai che la notorietà mi tolga la libertà di potere scegliere, cosa fare nella mia vita privata e lavorativa.

Per terminare come ha fatto a ‘far fuori’ – facendo una metafora con il film - tutte le attrici avversarie che aveva al provino. Sappiamo che l'elenco di candidate al ruolo di Kat erano tantissime e attrici molto note? Non lo so, non so che dirvi. Posso solo pensare che, dato che conoscevo molto bene il personaggio di Katniss, sono stata la più convincente. Ma è davvero solo una supposizione dato che all'audizione c'era anche Suzanne Collins oltre al regista... per il resto non so perché hanno scelto me. Un po' come nel film, perché sei proprio tu ad essere il sorteggiato, il nominato? Non mi pare di avere fatto nulla di particolare in quel provino...

Quello che Jennifer Lawrence è indubbiamente riuscita a fare è una interpretazione impeccabile. La sua Katniss Everdeen è già entrata nell’immaginario di milioni di spettatori e non è che l’inizio!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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