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Anatemi Padani & Clandestini Incompresi

Attualità, Recensioni

05/09/2011

Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno

Il regista Francesco Patierno usa gli stilemi cari al cinema di fantascienza per raccontare la realtà ultrarealista della provincia italiana.

Un industriale leghista che di giorno odia gli immigrati per poi, la notte trovare conforto tra le braccia di una prostituta africana, lancia un anatema contro gli extracomunitari e, dopo una notte di tempesta, l’indomani oltre un milione e mezzo di persone sono scomparse dal nostro paese senza lasciare traccia. L’Italia del lavoro, ma anche degli affetti personali entra, dunque, in crisi con una maestra di scuola interpretata da Valentina Lodovini che non smette di cercare i suoi alunni, né tantomeno il compagno da cui aspetta un figlio. Ad aiutarla l’ex fidanzato, un commissario di polizia interpretato da un sempre carismatico Valerio Mastandrea alle prese con un’indagine che ha tutte le connotazioni del mistero.

Rapimento alieno o fuga di massa, evento dal sapore biblico o scherzo collettivo? Il film non dà risposte, perché Cose dell’altro mondo punta più a sollevare domande che a offrire conforto agli interrogativi sociali e politici che nel film e soprattutto nella realtà scuotono il nostro paese. L’imprenditore razzista ed estremo interpretato da Diego Abatantuono che tante ire ha sollevato da parte di alcune parti politiche, in realtà è un personaggio pieno di debolezze e contraddizioni come tanti ne abbiamo conosciuti nella storia della commedia all’italiana. Una figura problematica e divertente che volutamente sopra le righe è modellata su alcuni personaggi degni dei migliori freak show radiofonici come tanti se ne sentono in questi tempi in cui il mondo dello spettacolo si confonde con quel cosiddetto “show business dei brutti” che è la politica non solo italiana.

La colonna sonora etnica composta da Simone Cristicchi enfatizza il tono di commedia di questo film divertente che, come unico grande limite, ha quello di avere un finale, forse, eccessivamente aperto dove tutto può accadere, ma dove il regista sospende il desiderio di prendere posizione e dare almeno parziale risposta alle questioni sollevate durante una pellicola che è certamente più commedia che saggio, e senza dubbio pensata più per fare pensare che indicare una strada e una soluzione alle complesse tematiche affrontate.

Scritto da Marco Spagnoli
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