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Amore senza confini!

Attualità, Interviste

05/10/2012

Dall’11 ottobre sarà nelle sale, distribuito da 01 Distribution, Tutti i santi giorni, il nuovo film di Paolo Virzì. Ne abbiamo parlato con il regista.

Virzì la sceneggiatura del film porta la sua firma insieme al sodale Francesco Bruno e Simone Lenzi che ha scritto il libro ‘La Generazione’ al quale vi siete ispirati. Cosa è rimasto del libro e come avete lavorato allo sviluppo della storia d’amore tra Antonia e Guido? “Del libro di Lenzi è rimasto il personaggio di Guido, visto che il protagonista del romanzo è un portiere di notte che ha un rapporto con l’amore davvero puro e fuori dal mondo. Mi ha molto commosso questo sguardo maschile così amoroso, così poco gaglioffo e così inconsueto nel panorama delle narrazioni di un uomo, soprattutto in quello italiano, dove si tende solitamente a raccontare di coppie dove il maschio è uno beffardo e puttaniere. Il personaggio di Antonia lo abbiamo costruito in fase di sceneggiatura”.

In effetti Guido è a dir poco anomalo, nel senso migliore del termine. Un ragazzo innamorato ma non solo anche una persona che sa accontentarsi della vita che ha… una rarità… “Si dice che esiste solo quello che viene narrato e noi come narratori abbiamo la responsabilità di quello che raccontiamo. Antonia e Guido sono due eccentrici, sono molto diversi fra di loro ma legatissimi, due persone che se divise e prese ciascuno per conto proprio sarebbero definiti due disadattati. Lui perché è un intellettuale che vive nella propria mente, ha bisogno dei suoi libri, di studiare e non ha altre ambizioni. Lei ha un passato di punk sciagurata, è una donna irrisolta, ma è piena di vita e di amore. Insieme costituiscono una potenza. E me lo sono chiesto spesso se, chissà, in queste nostre città dove prevale qualcosa di più gelido, invece, ce ne sono tanti come loro?, forse sì”.

Guido e Antonia vogliono un figlio ma le pressioni esterne: famiglia, amici, vicini sono molto forti. Insomma ci vuole un figlio per sentirsi realizzati? “E’ Antonia quella che rimane più colpita dalle sollecitazioni che vengono da fuori quando le chiedono perché non hanno ancora pensato di fare un bambino. Lei si sente inadeguata, ha problemi di autostima, legati al fatto che ha rinnegato la sua famiglia e il posto da cui proviene, un paesino della Sicilia. Tutto questo la rende una irrequieta, una con un carattere spigoloso e quindi pensa che un figlio possa dimostrare che anche lei è in grado di riuscire a fare qualcosa di buono nella vita. Il rapporto d’amore con Guido è potente ma non è per nulla sdolcinato, lei non gli dà mai un briciolo di soddisfazione è come una gattaccia che graffia. E’ un personaggio femminile per nulla idealizzato. Guido si adegua ai desideri di lei. Antonia è ossessionata dall’avere un bambino e lui lascia i suoi manoscritti di letteratura per i libri di medicina per cercare di capire se ci sono problemi nel non riuscire ad avere un figlio”.

Virzì lei ha definito Tutti i santi giorni un film piccolo… “Piccolo perché abbiamo cercato di contenere il dispositivo di narrazione, abbiamo cercato la semplicità nel raccontarlo. La storia è toccante e focosa e mi interessava il contrasto con i tempi feroci che viviamo. In tutto questo non abbiamo mai cercato di emozionare lo spettatore con forzature, la purezza di questa storia doveva raggiungere chi la vede nella maniera più naturale possibile”.

Gli attori, Luca Marinelli, è un giovane attore ma lo abbiamo già visto in altri film mentre Federica Victoria Caiozzo è un’esordiente nel cinema. Lei è una musicista, come l’ha trovata? “Devo dire che per tutto il cast fin dall’inizio ci siamo mossi con l’idea di trovare dei volti vergini, proprio per dare l’impressione di raccontare qualcosa di realmente accaduto. Poi Luca Marinelli ha fatto il provino e mi ha conquistato. Mentre per Antonia siamo andati sul sito My Space, volevamo una cantante di origini siciliane, e lei ci ha colpito immediatamente. Non voleva fare il ruolo, è stata una bella sfida, ma ora ne sono orgoglioso di avere rischiato perché si è rivelata una persona intensa, vera, divertente ed è riuscita a trasmetterlo anche attraverso la macchina da presa”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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