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Amiche da morire: ‘Attenti a quelle tre!’

Attualità, Interviste, Personaggi

01/03/2013

Il 7 marzo uscirà una commedia decisamente diversa da quelle viste ultimamente e per svariati motivi. Amiche da morire è diretto da Giorgia Farina, al suo debutto nel lungometraggio e che ha 27anni – e qui sì che possiamo parlare di giovane regista. E’ una pellicola tutta al femminile – così si festeggia anche la Festa della Donna l’8 marzo – le protagoniste sono tre donne, Claudia Gerini, Cristiana Capotondi e Sabrina Impacciatore – inoltre la storia, pur rimanendo sempre nel registro della commedia ha una forte virata verso il noir. E, se non vi avessimo detto che è un’opera prima, di Amiche da morire, nessuno lo penserebbe, non solo per il cast – che vede come unico uomo Vinicio Marchioni – ma per la maestria con la quale è stata realizzata. Un buon segno per il cinema italiano!

Dalla premessa capirete che della trama vi possiamo raccontare molto poco se non che ci troviamo in una splendida isoletta siciliana, non identificata, e che Gilda/Claudia Gerini è una bellissima donna che fa il mestiere più antico del mondo; Olivia/Cristiana Capotondi è una svampitella che ha sposato il bello del paese e si sente una principessina per poi mostrare un lato oscuro che nessuno sospettava e che Crocetta/Sabrina Impacciatore è la bruttina di turno che nessuno vuole, anche perché si pensa, porti iella. Le tre non si conoscono ma per un evento drammatico del destino si ritroveranno a dover diventare amiche e complici per forza, pena finire in galera. L’unico che sospetta di questa ‘amicizia’ fra tre femmine così diverse è il Commissario Malachìa/Vinicio Marchioni che non crede affatto alla loro innocenza. In effetti, per mantenere un segreto… ci vuole una grande amicizia.

La sceneggiatura è del super-prolifico Fabio Bonifacci che ha dimostrato di ben conoscere il mondo femminile e di saperlo raccontare in tutte le sue sfaccettature. La riuscita del film è dovuta in buona parte all’alchimia che si è creata tra le attrici che si sono prestate a lavorare ad un opera prima, convinte, principalmente dalla sceneggiatura.

Amiche da morire è distribuito da 01 Distribution, in circa 250 copie, prodotto da Andrea e Raffaella Leone, figli del grande Sergio Leone, e, come detto, arriverà il 7 marzo.

Giorgia Farina lei ha scritto il soggetto e poi anche la sceneggiatura insieme a Bonifacci, da dove le è venuta questa idea? “Principalmente – ci dice la giovane regista con caschetto nero anni ’20 – io avevo voglia di fare un film tutto al femminile perché ultimamente ho visto tante commedie dove le donne sono state utilizzate, in maniera differente, ma come contorno a protagonisti maschili. Questo non è l’unico motivo chiaramente… La sfida maggiore che mi sono imposta, che ci siamo imposti con Bonifacci era di girare una commedia con toni anche da favola ma dove accadevano cose pesantissime mantenendo sempre la leggerezza della favola e del poterci ridere sopra… Insomma chi non ha mai pensato per un attimo di uccidere il proprio partner? E poi non lo ha fatto ovviamente… Ma scherzi a parte, io amo il cinema e sono cresciuta con il cinema di genere. Quindi in Amiche da morire abbiamo giocato con la commedia mescolandola al noir e, avendo a disposizione tre signore attrici come queste, abbiamo disegnato tre caratteri diversissimi ma fondamentalmente tutti e tre di donne molto forti e decise. Donne che sanno come gestire il loro potere nel confronto del maschile attraverso la seduzione, l’intelligenza e anche l’inganno”.

“Per quanto mi riguarda – aggiunge BonifacciAmiche da morire è un omaggio alla femminilità. Poi rivedendo il film, perché non ci abbiamo pensato in fase di sceneggiatura, ci siamo resi conto che tutti gli uomini del film che appaiono sicuri del fatto loro e di avere in mano queste tre strane creature, invece, si ritroveranno beffati ma non solo dal punto di vista degli avvenimenti ma anche psicologicamente. Sono loro tre, con la loro forza di carattere, che guidano gli eventi e non il contrario”.

Cristiana Capotondi cosa ha pensato quando ha letto la sceneggiatura e in particolare di Olivia? “La sceneggiatura mi ha conquistato immediatamente, era perfetta. Per Olivia c’è un detto nel cinema: “sto avendo un momento da bionda” che equivale a dire sto vivendo da svanita, da ochetta, da principessina quando poi la mia Olivia si mostra in questo modo ma è capace di fare cose che, molto probabilmente, nemmeno lei sospetta di essere in grado di fare… Inizialmente è una che vive in un suo universo che si è costruita, dove tutto è perfetto, come lei che è sempre in ordine, con i capelli appena fatti, i gioielli giusti e i vestitini preppy. Poi quando la campana di vetro dove si è rinchiusa crolla, si rompe in mille pezzi, non pensa altro che a punire il colpevole che ha distrutto il suo castello incantato”.

Claudia Gerini lei è splendida nel film così sensuale ma mai volgare, nonostante eserciti una professione ritenuta poco dignitosa… “E’ vero, ho amato subito Gilda perché è una prostituta senza alcun senso di colpa o rimorsi. E poi Gilda, un nome, un programma. E’ una donna che ama, che sa amare, sedurre, piacere e di queste sue qualità ne fa un mestiere. E’ una donna brillante, sempre allegra nonostante sia molto sola perché ritenuta da tutto il paese una donnaccia e, forse, vorrebbe cambiare vita, andarsene, ma io non gli ho dato nessuna connotazione drammatica. Gilda gioca con il suo potere ma è anche una completamente libera, infatti, è l’unica non siciliana, non si sa da dove sia arrivata… e nemmeno quanto rimarrà in quel luogo. In comune con lei ho solo l’amore per il taekwondo, che come vedete in una scena lei esercita, e io sono cinque anni che mi dedico a questa arte marziale”.

Mentre Sabrina Impacciatore è Crocetta – altro nome che è tutto un programma – che da brutto anatroccolo diventa cigno… “Sapete nel mondo del cinema le attrici devono solitamente tutte corrispondere ad un certo stereotipo di bellezza. Io non faccio parte di questa categoria, ho il mio fascino, ma non sono la bellezza dai lineamenti perfetti. Ho amato molto che Giorgia volesse una donna non banale ma che, allo stesso tempo, avesse visto in me una grande sensualità, che addirittura mi ritenesse sexy. Crocetta è un’operaia, lavora in una fabbrica di tonno, è vestita sempre in maniera orripilante, con mutandoni alle ginocchia, mantellina, niente ceretta e due trecce nei capelli. Sua madre la vuole così, non vuole che mostri le qualità che ha. Invece quando arrivano queste due ‘disgraziate’ di Gilda e Olivia mi trasformano in un’altra persona e da lì ho capito che questo è davvero terapeutico, lo consiglio a tutte le donne. Cercate sempre di essere al meglio, non mortificatevi mai, nemmeno se chi avete intorno fa di tutto per farvi volare basso. E’ stata un’esperienza bellissima e penso che Amiche da morire esuli veramente dalla strada che ha preso la commedia italiana ultimamente, questo mi rende orgogliosa di avere fatto questo film”.

Vinicio Marchioni, noi l’abbiamo vista sempre in ruoli drammatici, indimenticabile Freddo della serie tv di Romanzo criminale e, invece, scopriamo il suo talento comico… “In effetti è la prima commedia che faccio con un ruolo così importante e sono felicissimo di avere avuto la possibilità di mostrare anche altri registri che mi appartengono, altrimenti non sarei un gran attore… inoltre devo dire che questi due mesi sul set sono stati davvero meravigliosi e divertenti, credo che questo si capisca anche dal film che ne è uscito. Io sono un Commissario di Polizia che è la rappresentazione, in modo molto ironico, di come un maschio che si crede infallibile si fa raggirare da queste tre donne. Per tutto il film le sfida e le minaccia, sicuro di averle in pugno e poi, è lui, il soccombente”.

Giorgia Farina un’ultima precisazione perché ambientarlo in un’isola e senza farci capire, a noi spettatori, dove ci troviamo? “Perché questa per me è l’isola che non c’è. Volevo rinchiudere le mie tre protagoniste in un posto circondato dal mare in modo che nessuna di loro potesse fuggire oltre al fatto che un’isola mi ha dato la possibilità di creare un luogo chiuso, da favola, bellissimo e magico. Nella realtà abbiamo girato un po’ in Sicilia e un po’ in Puglia”.

Chiude Raffaella Leone affermando che per lei questo film lo si può racchiudere in una battuta che girava ad Hollywood su Fred Astaire e Ginger Rogers, ovvero, “loro due hanno ballato insieme e facevano le stesse cose, solo che Ginger Rogers, le faceva all’indietro e sui tacchi a spillo!”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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