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American Hustle: lui, lei, la moglie, l’amante, l’FBI e la Mafia…

Recensioni

29/12/2013

Dopo The Fighter e Il lato positivo - The Silver Lining Project, il regista David O. Russell torna a dirigere una storia ambientata nella middle class americana con le sue ambizioni, speranze e debolezze.

Ispirato alla storia vera di una coppia di truffatori reclutati dall'FBI per incastrare dei politici corrotti, il film esplora personaggi affascinanti e insoliti, portati sullo schermo con talento e carisma da un gruppo di protagonisti decisamente molto interessanti.

A partire da Christian Bale, reduce dai successi di Batman che, proprio diretto da O. Russell, aveva dimostrato ancora una volta la forza e l'ampiezza del suo talento vincendo l'Oscar come migliore inteprete maschile non protagonista.

L'attore nato in Galles, questa volta, interpreta un uomo segnato dall'infanzia in cui il padre vetraio aveva sofferto per la cattiveria altrui.

Diventato adulto, decide immediatamente da "quale parte stare", utilizzando il business delle lavanderia come una copertura per un'attività di piccole truffe portate avanti insieme alla sua compagna che ha il viso e il fascino di un'inedita Amy Adams.

Ancora una volta, il regista imprime un marchio di grande sensualità alla storia, creando una pericolosa rivalità tra le due donne che accompagnano il personaggio di Bale. Da un lato la moglie, portata sullo schermo da una petulante e irresistibilmente sexy Jennifer Lawrence, dall'altro la più razionale

compagna di avventure più o meno illegali che, però, destano l'attenzione dell'FBI. 

Ed è così che entra in scena "l'altro", ovvero un Bradley Cooper dal capello riccioluto nei panni di un ambizioso agente federale determinato, intelligente e nevrotico alle prese con il sogno di incastrare decine di politici corrotti, ma anche di scontrarsi con la Mafia rappresentata dall'ennesimo padrino senza scrupoli cui viene prestata la personalità

severa di un esilarante e inquietante Robert De Niro.

Ed è questa dimensione sospesa tra il piccolo borghese vintage anni Settanta, seduzioni e passioni di donne indimenticabili, intelligenza, astuzia e tradimento a fare di American Hustle uno dei film più interessanti dell'anno: una storia in cui  - a parte i mafiosi - non ci sono veramente delle cattive persone, eppure dove tutti hanno

segreti, vizi e debolezza di cui vergognarsi.

Un film diverso da tutti quelli sulle truffe che abbiamo visto raccontate a Hollywood, perché non è questo il vero oggetto del film: la storia, infatti, è incentrata su altro. Su persone come il sindaco di Camden City che usa la corruzione per iniettare denaro sui lavori pubblici e fare così uscire la sua comunità dalla crisi.

Un corrotto italo - americano, attivissimo ed efficiente, il miglior politico che tutti vorremmo con il sorriso accattivante di Jeremy Renner, che, però, non si fa nessuno scrupolo ad incontrare la Mafia pur di far ripartire la Atlantic City dei Casino.

In questo senso, American Hustle continua la "poetica", se così si può chiamare, di O. Russell e di un cinema che racconta storie di sconfitti, qualche volta, però, in grado di vincere. Nonostante tutto.

Una vera sorpresa, perché un film insolito e inatteso che pur appartendendo ad un genere ben definito, piace per la forza e la ricchezza psicologica dei protagonisti, resi in tutte le loro sfumature, magari capaci di tradire chiunque, ma al tempo stesso intelligenti e con un codice morale proprio che, ad esempio, impedisce di essere egoisti

e di fare soffrire il proprio figlio.

Non, dunque, una pellicola sulla scintillante ricchezza facile quando si presenta l'occasione, bensì un film su come si possa essere comunque onesti, pur vivendo di espedienti poco puliti. In questo senso, così come i precedenti, un film tipicamente 'vecchia Hollywood' per O.Russell sensibilmente influenzato dal cinema americano degli anni Trenta

e Quaranta e da commedie popolate da affascinanti lestofanti e donne dalla sensualità e bellezza indimenticabile e dove, alla fine, il crimine non paga...

Senza dubbio un titolo che farà parlare di sé durante la prossima stagione degli Oscar, soprattutto per l'intelligenza stilistica di O.Russell e del suo talento nello scrivere storie brillanti, divertenti e talmente intelligenti e di intrattenimento da fare riflettere sul loro senso e capacità affabulatoria. 

Scritto da Marco Spagnoli
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