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All’Ovest qualcosa di nuovo. Il Grinta dei Fratelli Coen

Attualità, Recensioni

10/02/2011

Il genere Western nonostante alcuni, peraltro encomiabili, tentativi ha ancora qualcosa da dire e raccontare, oppure no?

Secondo i Fratelli Coen decisamente sì. Ed è interessante notare come il loro primo vero esperimento nel cimentarsi con questo genere cinematografico dopo la “prova generale” di Non è un paese per vecchi dia vita ad un film interessante, in cui la dimensione esistenzialista della narrazione sopravanzi di gran lunga azione e avventura; ingredienti immancabili se non addirittura fondamentali per qualsiasi western che si rispetti.

Ispirato al romanzo di Charles Portis che nel 1969 era stato già portato sul grande schermo con protagonista un iconico John Wayne, Il Grinta è un film basato sulla declinazione di quella ‘qualità’ che dà il titolo all’originale ovvero la ‘True Grit’ quella ‘Grinta’ che fa la differenza tra un uomo qualsiasi e un eroe del West capace di dare vita ad una sorta di vera e propria leggenda personale.

Incarnato, stavolta, da uno straordinario Jeff Bridges che torna ancora una volta a lavorare con i due fratelli, il protagonista della storia è uno sceriffo verboso e sensibilmente alcolizzato chiamato da una ragazzina ad arrestare, in territorio indiano, l’assassino del padre dell’adolescente.

La grinta dell’uno si rispecchia nella determinazione dell’altra, una “giovanetta” interpretata da quella Hailee Steinfield, che per la sua notevolissima interpretazione si è meritata addirittura una nomination all’Oscar.

Il viaggio di questa coppia improbabile, alla ricerca dell’omicida portato sullo schermo da John Brolin affiancati dal ‘tenero’ cacciatore di taglie Matt Damon fa di Il Grinta un percorso in un paese fatto di meraviglie tutt’altro che esaltanti dove, tra personaggi estrosi e situazioni drammatiche, si dipana una storia di freddezza, determinazione e proiettili.

Un viaggio sentimentale che diventa una forma di educazione coatta di una ragazzina ad una vita dura, disperata, dove la violenza serve a proteggersi dal sopruso e dove il confine tra legge e giustizia è decisamente molto tenue.

Un film duro in cui i Coen distillano la loro consueta ironia e perfettamente in linea con la loro weltanschaung di un mondo popolato da personaggi eccentrici talora un po’ cretini, altre volte più crudeli che meschini in un orizzonte violento dove la normalità è un lusso che solo pochi si possono permettere.

Brillante e intelligente, Il Grinta è un western esistenziale dal sapore forte e intenso, con scarsissime concessioni all’introspezione, dove il pericolo è sempre in agguato e dove, alla fine, tutto sembra essere affidato al caso. A scelte personali che, come il passo della Bibbia citato all’inizio, vedono il Bene dipendere dalla volontà di alcuni di fermare e punire il male.

Una pellicola importante che offre diversi piani di lettura e che, in fondo, riflette sulla casualità legata alla paternità. Una figlia senza padre che si affida ad un uomo per avere giustizia, un padre senza più figli che accetta la sfida di aiutare un’adolescente a fare pace con il proprio futuro.

Nonostante il destino, comunque, alla fine, esiga il suo inevitabile tributo.  

Scritto da Marco Spagnoli
Tag: il grinta
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