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Alice in Wonderland: cade il boicottaggio

Attualità, Trade

25/02/2010

Dopo un braccio di ferro durato qualche settimana, finalmente - come previsto - si sta profilando l'happy end per la vicenda dell'uscita di Alice in Wonderland di Tim Burton. Le minacce di boicottaggio della programmazione del film, la cui uscita è prevista il prossimo 3 marzo, stanno rientrando sia in Italia che negli altri paesi. In Italia sono i due maggiori circuiti a comunicarlo:  The Space Cinema ed UCI, confermando di aver raggiunto un accordo con la Disney grazie al quale la programmazione del film non subirà nessun ostruzionismo, ma è quasi certo che nelle prossime ore anche gli altri circuiti, e soprattutto le Associazioni degli esercenti Anec ed Anem, daranno anche la loro benedizione.

Il problema era nato qualche settimana fa, quando la Disney aveva annunciato che la window, la finestra che separa lo sfruttamento del film in sala da quello successivo in homevideo, normalmente fissata in 15-16 settimane, per questo film, sarebbe stata ridotta a 12. Immediata la reazione degli esercenti in tutto il mondo che di fronte alla decisione unilaterale della Disney avevano deciso di usare le maniere forti, decidendo di boicottare l'uscita del film. Adesso, a distanza di qualche settimana, le posizioni si stanno smussando, e con il dialogo rientrano gli accordi. Il Gruppo Odeon & Uci Cinema ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Alice nel paese delle meraviglie” sarà proiettato a partire da mercoledì 3 marzo nei cinema del Gruppo Odeon in Italia (Uci Cinemas), Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Portogallo e Austria.
Anche il Circuito The Space Cinema (che raggruppa i multiplex Medusa Cinema e Warner Village) tramite il proprio AD Giuseppe Corrado, ha rilasciato questa dichiarazione: «Disney ha fatto sapere che il film non uscirà in home video prima della prima settimana di giugno; se così fosse siamo a ridosso delle 14 settimane; ci può stare. Ma non è un problema che riguarda solo Disney. Chi pensa di scendere sotto le 15 settimane lo deve dichiarare perché per noi quello rimane un limite sotto il quale non si può scendere senza discuterne. Piuttosto mi sorprende che anche in associazione e tra gli esercenti si sia criticata duramente Disney e lo stesso non accada per altri casi in cui la window è inferiore alle 15 settimane. The Space si muoverà per far valere la prassi consolidata della window in Italia».

Scritto da Piero Cinelli
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