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Alessio Boni

Attualità

02/07/2007

Caravaggio c'est moi!

Grande affresco, è proprio il caso di dirlo, il Caravaggio di Angelo Longoni, fotografia di Vittorio Storaro ed interpretato da Alessio Boni, che verrà presentato questa sera in anteprima. Un Caravaggio pieno di luci ed ombre, come la sua straordinaria pittura, dove l'uomo e l'artista emergono in tutta la complessità e grandezza. Sia Boni che interpreta Michelangelo Merisi che Paolo Briguglia che nella fiction interpreta Mario Minniti, pittore, modello, amico e compagno di avventure di Caravaggio si sono trasformati, anche fisicamente, sulle tracce dei celebri dipinti che li ritraggono. A proposito della sua vita avventurosa e turbolenta Alessio Boni ne rivendica la grandezza in tutte le sue manifestazioni: "Caravaggio era un ribelle vero e completo. Non si lasciò scalfire dai dogmi della Chiesa, ha rivoluzionato un'epoca, un modo di dipingere ma anche di vivere" mettendo in guardia dal rischio di ridurre un personaggio così sfaccettato all'aspetto dell'omosessualità. Così l'attore ha dichiarato a Maurizio Porro (Corriere della Sera 11/6), aggiungendo, a proposito del lavoro che ha fatto sul personaggio: "Ho messo lenti nere agli occhi, mi hanno allargato il naso, rinfoltito le sopracciglia, aggiunto borse sotto gli occhi per avere l'aria viziata. Solo i capelli sono i miei. E' il primo personaggio vero che interpreto. Ho molto studiato il pittore, letto sette biografie, guardato i dipinti con il binocolo per osservare la direzione delle pennellate. Ho preso lezioni e mi sono messo a dipingere anch'io prelati e prostitute. Ho imparato la respirazione del pittore che deve prendere certi fiati per abbattersi poi sul quadro. Lui non si risparmiava di certo, arrivava alla vertigine e alla perdizione". Un'interpretazione che ha segnato profondamente Alessio Boni, che ha scoperto nella sua vita una serie impressionante di coincidenze con quella del grande pittore, tra cui l'origine bergamasca, un fratello prete, e, la più inquietante, aver girato la scena della sua morte, a 39 anni, nel giorno del compimento del trentanovesimo anno. Tra i più memorabili interpreti di Caravaggio, secondo Boni, c'è sicuramente Gian Maria Volonté nello sceneggiato tv del 1967 diretto da Silverio Blasi. Meno incisiva, anche se visivamente notevole, la trasposizione cinematografica di Derek Jarman, troppo legata alla sessualità. E secondo Boni chi è Caravaggio oggi? "E' uno che non si arrende, che dà fastidio, che dice la verità: come Pasolini, lui lo faceva con la poesia e con il cinema. Entrambi hanno fatto una brutta fine avvolta in parte nel mistero".

Scritto da ADMIN
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