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Alejandro Amenabar: Agorà, la piazza della tolleranza

18/05/2009

(Cannes) - "Credo che i film debbano parlare per quello che sono e non essere raccontati per anni e anni prima della loro uscita. Mi piace sorprendere il pubblico con le storie che scelgo, ma, soprattutto, mi piace sorprendere me stesso." Il regista spagnolo Alejandro Amenabar racconta così il velo di segreto che ha avvolto la realizzazione di Agorà presentato fuori concorso al Festival di Cannes, forse, il film più ambizioso e costoso che l'autore di The Others e Mare dentro ha mai realizzato prima. Una produzione ad alto budget con protagonista Rachel Weisz in cui il regista affronta il personaggio di Ippazia, la filosofa greca del quarto secolo dopo Cristo diventata, per Amenabar, un'icona del laicismo e della tolleranza in un mondo dove, il crollo dell'Impero Romano, ha aperto lo spazio alla nascita del fanatismo da parte dei cristiani verso cui Amenabar punta il dito "Il mio film non è contro la religione, bensì è contro ogni eccesso." dice "Il titolo Agorà fa riferimento alla possibilità di parlare e di dialogare tra di noi anche con idee diverse senza partiti presi." La pellicola uscirà in Spagna a settembre e, al momento, non è stata ancora acquistata per l'Italia. "Mare Dentro è nato dal mio amore per il mare dopo avere trascorso una lunga vacanza in cui avevo capito che cosa rappresenta questo elemento per la mia vita. Anche per Agorà sono tornato al mare, ma questa volta ho guardato in alto verso le stelle e sono stato preso da una sorta di ossessione per l'astronomia. " continua Amenabar "è da lì che è nata l'idea di dedicare un film a Ippazia: la storia che raccontiamo è romanzata, ma il cuore di quello che si vede sullo schermo è reale." L'attrice inglese Rachel Weisz spiega "Dal quarto secolo ad oggi non è cambiato nulla: noi abbiamo scelto di interpretare questi personaggi non come spesso accadeva in passato con toni sopra le righe, bensì come persone normali che vivevano, però, nel quarto secolo dopo Cristo. Per non parlare del fatto che molto di quello che succede nel mondo è direttamente collegato a quel passato. Il fondamentalismo religioso è qualcosa di ancora molto presente." Alejandro Amenabar conclude "Questo non è un film sul passato, bensì sul nostro presente e su quello che accade oggi nel nostro mondo."

Scritto da ADMIN
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