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Al Loooper! Al Looper!

Attualità, Recensioni

24/01/2013

Looper è un film di fantascienza che parte da un presupposto interessante: in un futuro non troppo lontano, la criminalità organizzata si è impossessata di una tecnologia per viaggiare nel tempo. L’utilizzo non è, ovviamente, andare ad incontrare Cristoforo Colombo o Leonardo Da Vinci, bensì di sbarazzarsi di cadaveri eccellenti nel passato, dove le cose, diciamocelo, sono un po’ più semplici e nessuno andrà a cercare qualcuno che non è ancora nato…

Un gruppo di assassini prezzolati, nel presente ovvero un 2044 fatto di fame e povertà, guadagna argento ad ogni esecuzione che arriva in un tempo e un luogo prestabiliti.

Ogni tanto, però, i Looper (questo il nome dei giovani killer) trovano lingotti d’oro sui cadaveri, segnale che quel morto non è altro che l’assassino stesso proveniente dal futuro. In quel senso, il loop, ovvero il circolo si chiude e il giovane si può così godere la vita fino a quando la morte, un giorno, arriverà.

Un presupposto affascinante e inquietante per un film interpretato da un ottimo Joseph Gordon Levitt, uno degli interpreti più interessanti della sua generazione aIle prese anche con un’importante sfida attoriale. Il problema, infatti, arriverà quando il ragazzo non riuscirà a uccidere il suo alter ego futuribile interpretato da Bruce Willis arrivato nel passato anche per cambiare un futuro che gli ha portato via la cosa più preziosa della sua vita ovvero la donna che amava.

Pieno di sfaccettature e di sotto temi interessantissimi, Looper è un film che soffre del dovere essere a tutti i costi molto spettacolare, senza insistere, invece, in maniera ragionata sui paradossi spazio temporali che, però, alla fine vengono di colpo utilizzati per dare vita ad un finale sforzato e non del tutto comprensibile.

Il film, infatti, ben diretto e costruito in maniera intrigante, non mantiene pienamente le premesse iniziali per dare vita ad una grande pellicola fantascientifica in grado di restare nel cuore del pubblico.

L’impressione è, infatti, che ci siano stati dei tagli a dei nuclei importanti della trama che consentono così di chiarire tutti gli interrogativi finali a partire dall’elemento più sorprendente e meno spiegato, ovvero quello dello sviluppo improvviso dei poteri telecinetici da parte della razza umana. La sceneggiatura apre molti temi e sfiora una serie di questioni esistenziali particolarmente stimolanti senza, però, affrontarle in pieno. Brillante, ma non esaltante il film tiene inchiodati gli spettatori sulla poltrona per due ore senza riuscire, però, a convincere davvero e – in fondo – anche a sorprendere in maniera significativa.

Looper resta, in ogni caso, un film da vedere insieme agli amici, per passare una serata infuocata a discutere su chi siano davvero tutti i personaggi e sul significato di un finale chiaro nel suo senso, ma enigmatico per la sua costruzione e per gli interrogativi che rimangono aperti.

Scritto da Marco Spagnoli
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