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Al 27° FESTROIA è di scena la Serbia

Attualità

07/06/2011

SETUBAL.  Al Festival Internacional de Cinema è di scena la Serbia. Due drammi. Uno reinventa la tragedia greca, l’altro, di maggior respiro, fa il verso al cinema americano con spunti sentimentali e piccoli spazi per la commedia. Il primo, “Beli beli svet” (Un mondo bianco bianco) di Oleg Novkovic (Belgrado 1968), è ambientato a Bor, un decadente centro minerario nel sudest della Serbia. Protagonista King, uomo solitario che vive alla giornata e che ama soltanto la sua moto che gli permette piccole fughe dal quotidiano. Nel suo passato c’è Ruzica, moglie di Animal, allenatore di pugilato e suo amico. Quando scoprí la relazione tra sua moglie e King, e decise di ucciderlo, la moglie lo ammazzó. Ora, dopo sette anni di prigione, Ruzica è tornata a Bor dove intende cominciare una nuova vita con la figlia e con Whitie, una persona che l’ama da sempre e che andava a visitarla in carcere. Ma King è sempre lí, e questa volta intreccia una relazione con sua figlia. Rapporto di breve durata, perché al solitario viene a noia l’attaccamento della giovane ed è infastidito del fatto che lei sia rimasta incinta. Reagisce allontanandosi in sella alla sua moto. E poi un’illuminazione: perché non essere padre? Torna in cittá, compra un mazzo di fiori, e si reca da Ruzica per chiederle in sposa la figlia. Le domanda che effetto le fa diventare nonna. E lei, avvilita, gli risponde amara: E a te che effetto fa diventare nonno?  Avendo saputo che si tratta di sua figlia, King non ne vuol piú sapere. La giovane, all’oscuro dei fatti, si crede rifiutata e reagisce uccidendolo. Ruzica la trova confusa accanto al corpo di King. La far andar via, si assume la paternitá dell’atto e torna in carcere.

   Differenti le atmosfere di “Zena sa slomljenim nosem” (La donna col naso rotto) di Srdjan Koljevic (Seraievo 1966). Si apre e si chiude sul ponte che lega la nuova Belgrado con la vecchia cittá. Il traffico blocca il ponte. Dal taxi di Gavrilo, una giovane donna col naso incerottato, lascia il bambino in fasce nell’auto e si getta dal ponte. Biljana, farmacista che stava per sposarsi, esce furiosa da una macchina e viene accolta sull’auto di Anica, professoressa di liceo. Sono tre storie parallele di disagio. Gavrilo porta il bambino da un’amica, e cerca la madre negli ospedali. La trova. Appena è in condizione, la porta a casa sua col bambino e la donna gli si affeziona. Un giorno, a passeggio nel parco, lei incontra il suo uomo: abbandona Gavrilo e bambino e scappa con l’ex, ma la storia non finisce lí. Anica ha problemi con un allievo che le fa la corte: situazioni nuove cambieranno in parte l’atteggiamento della donna. Biljiana ha un nuovo pretendente che scoprirá essere sposato e in attesa di un figlio. Storie quotidiane a Belgrado dove alla fine prevale il buon senso. Film non nuovo, ma godibile per interpretazione e sceneggiatura.

Scritto da Renzo Fegatelli
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