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Adrien Brody, dopo tante battaglie, vince la causa di Giallo

Attualità

24/11/2010

Esattamente un mese fa Adrien Brody aveva querelato la Maya Entertainment, casa di produzione dell’ultimo thriller di Dario Argento, Giallo, con la motivazione che il film non era mai uscito nei cinema e, soprattutto, che lui non era mai stato pagato.

Adesso un giudice distrettuale degli Stati Uniti, Dale S. Fincher, ha pronunciato, lo scorso 22 novembre, il verdetto che dà ragione all’attore premio Oscar nel 2002. La sentenza impedisce alla casa di produzione dal distribuire, vendere o commercializzare il thriller negli Stati Uniti, finché Brody non avrà ricevuto il suo compenso.

Brody a suo tempo firmò, infatti, un accordo ‘play-or-pay’, ovvero un patto che prevedeva che nel momento in cui lui venisse impiegato, avrebbe ricevuto un compenso da 640.000 dollari a prescindere da e se il film fosse poi riuscito ad essere completato o meno.

Ma quando la produzione prese inizio, ha riportato l’Hollywood Reporter, l’attore scoprì che il progetto non aveva finanziamenti adeguati e che il suo onorario non gli era stato pagato. A questo punto Brody firmò un accordo per posticipare il pagamento, ma solo a patto di ottenere il “diritto assoluto” di negare il consenso all’uso della sua immagine, finché non avesse ricevuto il suo compenso. Il fatto che il giudice federale gli abbia ora dato ragione, significa che la Maya Entertainment dovrà dare all’attore tutto quello che gli va secondo contratto, danni inclusi, se vuole approdare in America.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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