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Addio a Carlo Lizzani

Attualità

07/10/2013

Il regista è morto sabato a Roma all’età di 91 anni. "Stacco la chiave", questo ha lasciato scritto nel biglietto d'addio per i figli, Carlo Lizzani, una vita per il cinema, si è gettato dal suo appartamento al terzo piano in Via dei Gracchi a Roma nel quartiere Prati. Un'esistenza segnata dal e nel cinema, esordio nel 1950 con "Nel mezzogiorno qualcosa è cambiato", "Cronache di povere amanti", "L'oro di Roma", e mille innumerevoli pellicole. Negli anni dal 1979 al 1982 è stato anche direttore della Mostra del Cinema di Venezia, uno scrittore, che nel 1999 ha ricevuto anche una lauree "honoris causa" in Scienze della Comunicazione, se ne va così Lizzani, staccando la chiave. Chissà se è la stessa chiave, con la stessa forma, che qualche anno fa' decise di staccare anche Mario Monicelli, che fece lo stesso salto lasciando tutti sgomenti. Moltissimi i messaggi di cordoglio, fra cui quello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Era rimasto anche negli anni più recenti, nonostante l’età e le difficoltà di salute, straordinariamente presente e combattivo in ogni confronto e in ogni sforzo di passaggio del testimone alle nuove generazioni. Rivolgo a tutti i familiari le mie più sincere e affettuose condoglianze." Ettore Scola che è stato raggiunto telefonicamente da un giornalista, lui che recentemente ha presentato un film d'amarcord e d'amore sul rapporta d'amicizia con Fellini, ha detto: "E' un momento di grande dispiacere." Il regista Pupi Avati ha detto poche parole: "Ha creduto nel cinema fino in fondo, nonostante tutto, è questo l'aspetto della sua vita e della sua carriera che si deve apprezzare di più in questo momento. Ha sempre voluto, con ostinazione, fare cinema malgrado tutto ci sia contro e, ancora adesso, aveva dei progetti."
Di sicuro mancherà al cinema, a quel cinema che l'ha reso protagonista per molti anni, e a tutti noi un'artista del suo calibro.

Scritto da Sonia Serafini
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