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A tu per tu con Giulia Elettra Gorietti, protagonista di Almeno tu nell’universo!

Attualità, Interviste

01/08/2011

26 settembre 1988 nasce a Roma Giulia Elettra Gorietti. Una bella bambina che diventa una splendida ragazza destinata alla ginnastica ritmica. O, almeno, così sembrava ... ma ciò che a volte sembra non è ... e Giulia a causa di un incidente lascia l’amata disciplina e, magari una carriera da allenatrice, e prova a recitare. In breve tempo gira Caterina va in città, Tre metri sopra il cielo (2004), regia di Luca Lucini, che la dirige anche nel corto La notte bianca e partecipa al film L'uomo spezzato (2005), regia di Stefano Calvagna. Poi nel 2005 arriva Leonardo Pieraccioni con Ti amo in tutte le lingue del mondo e nel 2006 Ho voglia di te seguito di Tre metri sopra il cielo. Ora è la protagonista, insieme a Giuseppe Maggio, di Almeno tu nell’universo per la regia di Alfredo Biglione che sarà nei cinema dal 12 agosto per Lucky Red.

Marco, ven’tanni, solitario e determinato, un rapporto difficile con il padre, una moto e tanta rabbia. Molto diverso dal suo amico Andrea, simpatico, sempre alla ricerca di fumo e ragazze da conquistare, di cui annota meticolosamente voti sulle caratteristiche fisiche.Il grande amore è destinato a cambiare la vita di entrambi: Andrea incontra Dafne, giovane insegnante di ballo che lo porterà ad abbandonare la sua vita da dongiovanni; Marco incontra Giulia, solare e piena di vita, che condivide con lui la passione per le prove estreme e la difficoltà dei rapporti familiari. Grazie a Giulia, Marco riesce poco a poco a mettere da parte il suo lato autodistruttivo e a lasciarsi andare alla gioia. Quando tutto sembra essere perfetto, arriva però la notizia terribile della malattia della ragazza. Marco dovrà raccogliere tutte le forze per regalare a Giulia i sogni che il destino vuole negarle...

Giulia questa volta ci pare che siamo in una storia, con tutto il rispetto, lontana dalle vicende favolistiche alla Federico Moccia... “Esattamente. E’ un film che può rientrare nel termine generazionale ma che è educativo e porta alla riflessione. Tra l’altro asserisco questo perché la pellicola è stata fatta vedere al Festival di Giffoni e le critiche che ne sono uscite, soprattutto da parte dei ragazzi ma non solo, sono state proprio di questo tipo. Dato che il fulcro del film è la nascita di un giovane amore pensare alla solita vicenda sentimentale è abbastanza ovvio, invece, in Almeno tu nell’universo ci sono due tipi di amore: quello fra me e Marco ma anche l’amore per la vita”.

Come è andata con il tuo partner Giuseppe Maggio? “Benissimo perché oltre a doverci innamorare siamo dovuti entrare in un rapporto più profondo che implica anche lati meno euforici, felici e appassionanti del primo grande amore... e questo è possibile ottenerlo solo quando hai una grande empatia con chi recita con te, con chi ti sta accanto. L’amore raccontato nel film tocca corde diverse, più profonde, più sfaccettate rispetto a ciò che ho fatto fino ad ora, quindi l’interpretazione necessitava di una sintonia più alta, in particolare con Giuseppe. E così è andata è la prima volta che ho un ruolo che non si ferma ad un determinato punto, che non ha limiti, le cui emozioni non vengono bloccate... per essere Giulia mi è stato richiesto di dare il massimo, di andare fino in fondo”.

Che cosa ti ha attratto maggiormente di Giulia, la tua omonima... “Il fatto che sia mia omonima solo di nome dato che è tanto diversa da me. Volevo un ruolo così... intanto un personaggio con caratteristiche che non avevo mai fatto prima quindi una nuova sfida e poi anche una persona che non mi somigliasse affatto. Poi non è proprio così fino in fondo, non siamo davvero tanto diverse ma attraverso di lei ho dato sfogo a tutta la mia malinconia, il vivere fino a toccare la disperazione assoluta... tanto diversa, quanto tanto vicina. A livello recitativo comunque è stata un’esperienza straordinaria perché ho dovuto davvero cambiare l’asse delle mie emozioni, mettermi in gioco come non mi era capitato fino ad ora”.

Quando hai capito che volevi fare l’attrice? “Con il film di Leonardo Pieraccioni, Ti amo in tutte le lingue del mondo, perché era un ruolo da protagonista – anche se in una pellicola più corale rispetto a questa - e poi era già il quarto film... dato che come avete detto il mio destino sembrava essere quello della ginnastica ritmica, visto che la praticavo da professionista, per i primi tre film non ci ho creduto che potesse diventare il mio mestiere, pensavo fosse un sogno... invece, poi ho realizzato che era realtà e mi sono messa a studiare, prima nella classi tenute dall’eccellente Gisella Burinato, e successivamente con Stefania De Santis con la quale studio anche tutt’ora privatamente, è bravissima e non potendo fare il Centro Sperimentale – dato che già lavoro – nonostante sia un grande rimorso non avere fatto quella scuola, mi sarebbe piaciuto tantissimo frequentarlo... Ho cercato altre vie e sono molto soddisfatta del lavoro con Stefania: è una straordinaria insegnante”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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